Quante bugie ‘sto Medioevo!

| Molte delle bizzarre teorie non suffragate dai fatti che vanno di moda risalgono alla cosiddetta età di mezzo. Si tratta di luoghi comuni che (tra Rinascimento e Illuminismo) sono stati falsamente attribuiti ai secoli bui

+ Miei preferiti
di Marco Belletti

Viviamo in un’epoca in cui - più che in altri periodi della civiltà umana - è davvero possibile per chiunque affermare qualsiasi cosa e il suo esatto contrario, senza timore di essere screditato, in un crescendo di dichiarazioni incontrollate in cui tutti si sentono in dovere di esprimere un’opinione anche senza nessuna conoscenza dei fatti. È quindi normale credere a chi sentenzia che i vaccini facciano male sulla base di un presunto studio che ha coinvolto solo una ventina di persone, o che esistano diverse razze umane e che una sia superiore a un’altra.

Tale arroganza deriva da una buona dose di (per usare un eufemismo) mancata conoscenza che sta velocemente accelerando verso l’analfabetismo: sui social impazza, per esempio, un filmato in cui persone di ogni età e di entrambi i sessi dimostrano di non sapere che i numeri che utilizziamo sono di derivazione araba e affermano che non ritengono giusto che qualcuno voglia obbligarci a usarli al posto dei nostri! Se ad arroganza e ignoranza aggiungiamo una forte dose di superficialità e la possibilità di diffondere facilmente la propria opinione incontrollata su un’ampia gamma di strumenti di comunicazione digitale, ecco che ogni teoria, ogni postulato, ogni ipotesi viene data per scontata e accettabile. Se non addirittura per certa.

E così tornano di moda luoghi comuni e false credenze in realtà inattendibili ma ritenute storicamente provate, amplificate dagli stessi organi d’informazione in rete, il cui obiettivo primario è ormai diventato collezionare un clic dietro l’altro, un lettore in più della concorrenza.

Non solo piatta, anche vuota!

Che la Terra sia piatta ormai sono in molti a esserne certi. E pensare che i primi studi sulla sfericità del nostro pianeta risalgono agli albori della storia e, già nel terzo secolo avanti Cristo, Eratostene misurò la circonferenza terrestre affermando che era di 257.142 stadi, ossia circa 40.500 chilometri, valore molto vicino alla realtà: 40.009 km. Anche l’intransigente sant’Agostino accettò l’idea di sfericità della Terra così come tutti i filosofi e gli scienziati medievali. Fu lo scrittore Washington Irving nel 1828 con il libro “La vita e i viaggi di Cristoforo Colombo” a sostenere la tesi – poi entrata nell’immaginario collettivo – che nel Medioevo si credesse che la Terra fosse piatta.

Dopo l’esagerata ondata di attenzione di media e opinione pubblica sulla teoria della Terra piatta, da qualche tempo a questa parte su social e rete sono in molti a affermare che il nostro pianeta sia cavo. Il “terracavismo” è un groviglio di differenti teorie formulate in secoli diversi che hanno in comune l’idea che il nostro pianeta sarebbe sì una sfera, ma con enormi cavità vicine al suo centro. Queste grotte sarebbero abitate, non è chiaro se da creature umane o aliene.

Oltre alla Terra piatta e a quella cava, sono numerose le odierne leggende metropolitane che vengono fatte risalire al Medioevo. Una delle più famose è sicuramente lo “ius primae noctis”, cioè il diritto che sembra godessero i feudatari di trascorrere la prima notte di nozze con le mogli dei loro servi della gleba. Questo falso mito iniziò a diffondersi durante il Rinascimento, ma è molto improbabile che in una società come quella medievale in cui la Chiesa aveva un controllo così forte sul comportamento delle persone, venisse accettata un’usanza in controtendenza rispetto al valore dato alla purezza femminile. In realtà si trattava di una tassa in denaro da pagare ai feudatari in cambio del loro assenso al matrimonio.

A proposito dei signori dell’epoca, il termine “feudalesimo” non compare mai nelle fonti medievali, in quanto si tratta di una definizione Settecentesca. Inoltre, i legami tra il sovrano e i vassalli non furono rappresentativi di tutto il periodo, poiché cambiarono molto tra Alto e Basso Medioevo. Per esempio, Carlo Magno concesse molte terre e poteri ai suoi funzionari, riservandosi il diritto di rimuoverli. Con la sua morte si creò una sorta di vuoto di potere che determinò un aumento del potere dei signori locali che durò diverse generazioni.

È stato invece soprattutto il cinema a creare lo stereotipo, entrato saldamente nell’immaginario collettivo, dei castelli medievali in muratura. In realtà, almeno fino al XIII secolo i manieri erano costruiti in legno e circondati da palizzate realizzate con lo stesso materiale, in quanto la pietra era costosa e difficile da trasportare, mentre i boschi numerosi e facili da sfruttare.

Un altro luogo comune legato al Medioevo - e più specificatamente alle Crociate - è la leggenda che chi partiva per la Guerra Santa facesse indossare alla moglie una cintura di castità. Ebbene, non esiste una sola cintura di castità risalente al Medioevo, la prima descrizione storica risale a un manoscritto satirico del Quattrocento (in cui si dileggiavano i fiorentini scherzando sul fatto che non potevano fidarsi delle loro mogli), mentre le uniche cinture materialmente in nostro possesso risalgono al 1800, probabilmente utilizzate per giochi erotici o realizzate apposta per venderle a collezionisti creduloni.

Mille e non più mille

La fandonia medievale più fortemente radicata nel nostro immaginario è sicuramente quella secondo cui i nostri antenati che vissero gli ultimi anni del decimo secolo dopo Cristo si aspettassero da un momento all’altro che arrivasse la fine del mondo.

“Nel Medioevo – scriveva nel 1833 lo storico francese Jules Michelet nella sua “Storia di Francia” – era universale credenza che il mondo dovesse finire con l’anno mille dall’incarnazione”.

Ma questi terrori e queste attese alla fine del primo millennio sono davvero esistite? Certo, fin da quando all’inizio del secondo secolo dopo Cristo l’evangelista Giovanni (o chiunque sia stato) aveva scritto l’Apocalisse, ci sarà pur stato qualcuno che credeva alla spaventosa battaglia tra Dio e Satana con la conseguente fine del mondo… Ma quando sarebbe arrivato l’Armageddon? Giovanni non lo diceva così come nessun altro Vangelo, eppure a un certo punto qualcuno iniziò a parlare di “mille e non più mille”, ma mille anni a partire da quando? Dalla nascita di Cristo o dalla sua resurrezione? Non sembra, ma c’è una bella differenza tra l’anno mille e il 1033!

Inoltre, nell’alto Medioevo la Chiesa di Roma calcolava gli anni con il sistema dell'indizione: ogni anno era inserito nell’ambito di un ciclo di quindici, di conseguenza per i cronisti dell’epoca sarebbe stato molto difficile rendersi conto dell’arrivo della fatidica scadenza.

Inoltre, erano ben pochi in quel periodo a sapere in che anno si viveva, a parte i frati detti “computisti” incaricati di calcolare le feste come per esempio la Pasqua. Di certo non i contadini, abituati a calcolare il trascorrere del tempo sulla base delle stagioni.

Un altro punto a sfavore della fine del mondo allo scoccare del nuovo millennio è il fatto che in quell’epoca esistevano numerosi calendari. Per il re di Francia il nuovo anno iniziava il 1° marzo mentre in Inghilterra e in Germania il 25 dicembre. Nel mondo bizantino si festeggiava il 1° settembre, in altre nazioni il 25 marzo (festa dell’Annunciazione) mentre a Roma l’anno liturgico iniziava a Pasqua, addirittura un giorno che ogni anno era diverso!

Ma possibile che non ci sia neppure un testo che ci parli della profezia e del terrore che aveva generato tra la popolazione? In realtà sembra esistere: si tratta della seconda edizione degli Annali del convento di Hirsau, scritti da Tritemio, un monaco benedettino tedesco che deve il nome al suo villaggio d’origine, Tritheim. Il religioso afferma che “nell’anno mille dopo la nascita di Cristo violenti terremoti scossero tutta l’Europa e distrussero da ogni parte solidi e magnifici edifici. Nello stesso anno apparve in cielo un’orribile cometa. Alla sua vista, molti che credevano fosse l’annuncio dell’ultimo giorno rimasero gelati dallo spavento. Infatti già da molti anni alcune persone erano cadute in errore, diffondendo la voce che la fine del mondo sarebbe arrivata con l’anno mille”.

Questo testo è stato scritto oltre 600 anni dopo la fatidica data e nella prima edizione del 1559 la frase “diffondendo la voce che la fine del mondo sarebbe arrivata con l’anno mille” non compariva. Sarebbe apparsa soltanto nella seconda edizione del 1689, inventata da un copiatore anonimo del XVII secolo.

Alcuni bene informati raccontano che la profezia del millesimo anno sia stata enunciata durante il concilio del 909 a Trosby. Peccato che non ci sia stato nessun concilio nel 909 e che non esista nessuna località di nome Trosby.

E ci fu anche chi - preso da frenesia apocalittica - rifece con calma i calcoli e decise che la fine del mondo sarebbe arrivata alle 8 di mattina del 18 ottobre 1533. Ad annunciare e a dare pubblicità a questa teoria fu il matematico tedesco Michael Stifel che - passata senza nessuna avvisaglia di fine del mondo la data prestabilita - fu aggredito da un gruppo di suoi concittadini…

Società
La politica che ci attende
La politica che ci attende
Benjamin Studebaker, professore a Cambridge, ritiene che la fine dell’ordine liberale scatenerebbe il caos nel mondo. La sua sopravvivenza significherebbe invece una sofferenza economica senza limiti. Qual è la soluzione?
I regimi dittatoriali hanno ancora un fascino?
I regimi dittatoriali hanno ancora un fascino?
Il filosofo Jonathan Wolff si domanda, in un articolo su Aeon, se i governi totalitari - che promettono al popolo rinnovamenti radicali grazie a un potere supremo – siano un segnale di pericolo per una rinascita dei sistemi fascisti
Le emozioni degli italiani durante il lockdown
Le emozioni degli italiani durante il lockdown
Oltre un migliaio di nostri connazionali hanno risposto alle domande dell’Osservatorio Violenza e Suicidio: se ne parla venerdì 12 in una diretta Facebook
Razzismo e radicalismi sono parte di noi
Razzismo e radicalismi sono parte di noi
È insito nella natura umana la presenza di odio e paure nei confronti degli altri e dei diversi, che tanti danni ha fatto alla nostra civiltà. L’arrivo della pandemia e i disastri ecologici potrebbero esacerbare xenofobia e nazionalismi
Rachel Slawson, la prima aspirante Miss USA bisex
Rachel Slawson, la prima aspirante Miss USA bisex
In 68 anni di storia del concorso di bellezza più celebre d’America, la 25enne Miss Utah è stata ammessa alla finale malgrado la propria bisessualità. La sua è una battaglia per la comunità LGBT e per la lotta alla prevenzione dei suicidi
Un mondo fatto di diseguaglianze
Un mondo fatto di diseguaglianze
L’1% dei più ricchi al mondo possiede più del doppio della ricchezza di 6,9 miliardi di persone, ma non fa nulla per restituire la propria fortuna alla società in cui vive. L’Oxfam lancia l’allarme: è un mondo ingiusto
I ricchi vivono un decennio in più dei poveri
I ricchi vivono un decennio in più dei poveri
Sembra una battuta, invece è il risultato di un serissimo studio che mescola l’aspettativa di vita con la qualità dell’esistenza: chi ha disponibilità economiche, incontra più tardi i problemi dell’età
La parità di genere? Fra 100 anni
La parità di genere? Fra 100 anni
Secondo i risultati di uno studio, buona parte del mondo è ancora molto in ritardo sulla strada della parità sessuale e di genere. A parte i paesi nord europei, tutti gli altri hanno ancora molto lavoro da fare
UK: si separa la prima coppia di genitori gay
UK: si separa la prima coppia di genitori gay
Per essere considerati genitori anche sui documenti, Barrie Drewitt e Tony Barlow si erano battuti come leoni. Ma dopo 32 anni di matrimonio hanno deciso di separarsi, perché uno dei due si è innamorato del giovane ex fidanzato della figlia
Colorado: 5 anni di cannabis libera
Colorado: 5 anni di cannabis libera
Se le casse del primo Stato americano ad aver legalizzato la marijuana godono, non si può dire altrettanto per l’aumento degli incidenti stradali e dei casi di problemi mentali