Sesso strano? C’è chi lo fa con il gatto…

| Si chiama zooerastia la deviazione sessuale che spinge gli esseri umani ad avere rapporti con gli animali. Un fenomeno raro ma più comune di quanto si pensi, che rientra nelle devianze psicologiche legate alla sfera della sessualità

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di Marco Belletti

È di alcuni giorni fa la notizia di un quarantenne arrestato in Arizona per aver fatto sesso sotto la doccia con il suo gatto. Si tratta di Michael Navage, condotto in carcere dalla polizia accorsa nel suo appartamento, informata dai vicini che al telefono avevano riferito di sentire rumori di “un animale in difficoltà, come versi di un gatto ferito”.

Arrivati sul posto, gli agenti hanno dovuto abbattere la porta in quanto Navage si era rifiutato di aprire. Una volta in casa, la polizia ha trovato l’uomo nudo nel bagno con in braccio il gatto avvolto in un asciugamano. La giustificazione? Aveva appena terminato di fare la doccia con l’animale e lo stava asciugando.

La spiegazione di Navage è subito sembrata piuttosto inconsistente e così il povero gatto è stato visitato da un veterinario che gli ha trovato tagli e lacerazioni all’ano oltre ad altre lesioni e ferite inferte in passato e ormai guarite. Mentre veniva portato in carcere, sembra che Navage abbia assicurato i poliziotti di amare il suo gatto e di non poter certo fare sesso con lui.

Questa sembrerebbe una delle tante storia strane che arrivano dagli Stati Uniti, troppo incredibile perché possa accadere in Europa o in Italia. E invece la zooerastia – cioè la perversione dell’istinto sessuale che porta ad avere rapporti sessuali con animali – è più diffusa di quanto sembri anche nel nostro continente. Meno di un anno fa la Guardia Civil spagnola ha arrestato un uomo nei pressi di Maiorca per avere avuto rapporti sessuali con una giumenta e una puledra, colto in flagranza di reato grazie alle telecamere di sicurezza della fattoria dove si intrufolava di notte. 

Lo scorso autunno ha avuto risalto mediatico la notizia di Carol Bowditch, una pensionata inglese di 64 anni arrestata per aver abusato di un Labrador, un cane di San Bernardo e un pastore tedesco. Le indagini della Polizia inglese hanno poi scoperto che non si trattava del primo caso in quanto la donna frequentava “festini” in cui andava a letto con i cani e in seguito con i loro padroni, videoregistrando le performance. Carol ha ammesso di aver avuto rapporti con animali a partire dal 2011 ma si è difesa dichiarando di non sapere che fosse un reato.

Nel novembre 2018 quattro donne - tra i 40 e i 56 anni, residenti in varie regioni del Nord Italia e note negli ambienti degli scambisti di coppie - sono state denunciate dall’AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali) per aver pubblicato annunci con cui ricercavano cani di grossa taglia da acquistare: dopo averli comprati li avrebbero usati per pratiche sessuali, singolarmente o in gruppo, per poi venderli nuovamente.

Ci vediamo in villa

Da una recente indagine dell’AIDAA è emerso che in Italia esiste una rete strutturata di luoghi - in linea di massima ville - dove almeno un centinaio di persone praticano sesso con gli animali. Lazio e Lombardia le regioni con più casi (in particolare Roma, Milano, Cremona e la provincia di Varese) ma l’AIDAA ha riscontrato casi di zooerastia piuttosto frequenti anche a Palermo, a Barletta, nel Grossetano e in provincia di Frosinone.

Per scoprire questa rete, l’associazione si è introdotta in incognito nelle chat “private” dei praticanti la zooerastia, scoprendo che oltre a chi realizza filmati pornografici di sesso con animali (a pagamento, ovviamente) si celano gruppi organizzati che si incontrano per orge con cani ma non solo: anche asini e cavalli, per esempio.

Ma che cosa spinge un essere umano ad accoppiarsi con un animale? In un’intervista di alcuni anni fa, Antonio Fenelli (neuropsichiatra, docente di sessuologia e autore di numerosi testi di terapia cognitiva e comportamentale) spiegava che gli abusi sugli animali spesso sono generati da relazioni confuse con la figura di attaccamento, come succede con altre parafilie: pederastia, sadismo, piquerismo, coprofilia…

Ma rispetto a queste, la zooerastia coinvolge esseri viventi di specie diverse, con gli umani che – oltre ad avere una maggiore capacità di astrazione – si ritengono superiori e di avere un potere sugli animali giudicati inferiori.

Ci sono due generi di zooerastia: al primo appartengono quelle persone che praticano sesso con gli animali professando amore nei loro confronti, senza nessun maltrattamento; del secondo fanno invece parte persone che non solo torturano gli animali, ma possono anche arrivare a elevati livelli di sadismo, anche uccidendoli. In entrambi i generi di relazione emerge l’immagine che si ha di se stessi: chi accudisce è buono, invece chi umilia è forte e dominante. A compiere atti di umiliazione e violenza – secondo Fenelli – sono individui insicuri e deprivati affettivamente. Sono molti i bambini che uccidono le formiche o strappano le ali alle farfalle, si tratta di un retaggio del nostro passato da predatori, una sorta di “scuola” per imparare a cacciare. Ma questi atti aggressivi del tutto gratuiti svaniscono con il crescere dell’età.

Oggetto del desiderio

Per l’homo sapiens il rapporto sessuale ha una finalità più complessa della semplice riproduzione. Tranne poche eccezioni, gli animali si accoppiano solo nel periodo fertile delle femmine mentre se l’uomo “funzionasse” allo stesso modo alla presenza di una donna in calore tutti i maschi lotterebbero per fecondarla, vanificando il lungo cammino della nostra civiltà sociale.

Nella storia dell’umanità hanno preso forma sistemi motivazionali geneticamente definiti, in grado di regolare le relazioni tra individui e con l’ambiente circostante. Sono numerosi: il predatorio, la dominanza o la sottomissione, il sistema di rango, l’accudimento, il sessuale, il copulatorio… 

Quest’ultimo sistema è quello che nei nostri cervelli stabilisce per esempio la differenza tra fare l’amore o compiere un semplice atto sessuale. Mentre quello dell’accudimento accompagnato da emozioni sessuali può far nascere la pedofilia. Nel caso di rapporti con gli animali, pur senza arrivare agli estremi della zooerastia, il sistema motivazionale dell’accudimento guida le attività di quelle persone che trattano i loro amici a quattro zampe come se fossero figli, portandoli a spasso sui passeggini, infiocchettandoli e pettinandoli, soffocandoli di attenzioni. Pur senza sembrarlo, anche questa è una perversione che (pur innocua all’apparenza) in realtà può essere valutata a fondo: chi può affermare se l’animale si sente amato o – più probabilmente – umiliato per tutte le attenzioni che subisce? Oltretutto senza poter dire se è d’accordo.

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