Con Walt Disney, Fantasia al potere

| Compie 80 anni uno dei film d’animazione più famosi e originali di sempre, che ha introdotto nel mondo dei cartoon paradigmi e livelli di qualità del tutto nuovi. Geniale l’idea di sincronizzare la musica classica ai movimenti dei disegni

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Di Marco Belletti
È il 13 novembre 1940 quando al Broadway Theatre di New York City debutta “Fantasia” il celebre e innovativo film d’animazione voluto da Walt Disney che, per poterlo realizzare, si è fortemente indebitato con le banche. A parte qualche eccezione – come per esempio “Biancaneve” di tre anni prima – in quegli anni i cartoni animati sono brevi storie che durano meno di dieci minuti e sono proiettate (come anche le cosiddette “comiche”) prima e dopo film più importanti nelle sale cinematografiche. Disney rivoluziona questo concetto con i suoi primi lungometraggi e con Fantasia osa l’impossibile: sincronizza brani famosi di musica classica con personaggi disegnati, primo tra tutti il suo Topolino, e fa debuttare la pellicola in un teatro.

Il piano di lancio è ambizioso, un roadshow in 13 teatri statunitensi che avrebbe portato il film in ogni angolo della nazione. La scelta dei locali è motivata dal fatto che il nuovo sistema audio (denominato Fantasound, che verrà utilizzato esclusivamente per Fantasia) richiede idonei spazi e una installazione lunga e costosa. I teatri scelti hanno dovuto aggiornare gli impianti audio e video, con altoparlanti posizionati in diversi punti delle sale e non solo dietro lo schermo (nel Broadway Theatre ne sono stati piazzati ben 90) e un nuovo tipo di proiettore, in grado di realizzare scene tridimensionali: la cosiddetta multiplane camera. Si stima che il costo sostenuto da ogni teatro per l’aggiornamento sia stato di 85 mila dollari, pari a circa 1,5 milioni di dollari odierni.

Il successo di pubblico del film è travolgente con una richiesta di biglietti talmente elevata da costringere gli organizzatori a utilizzare otto operatori telefonici per rispondere alle continue chiamate di chi vuole assistere allo spettacolo e ad affittare un negozio adiacente all’ingresso del Broadway Theatre per trasformarlo in botteghino. Fantasia rimane in cartello a New York per 49 settimane, un record per l’epoca.

L’idea di Fantasia matura in Disney alla fine degli anni Trenta, una sorta di sogno in cui combinare il musical classico e l’animazione in un unico grande lungometraggio da concerto. Nato a Chicago il 5 dicembre 1901, Disney ha già alle spalle un notevole successo con la sua casa di produzione e ha già diversificato l’attività realizzando film e fumetti. Dopo aver ottenuto i diritti per “L’apprendista stregone”, inizia a costruire un team per dare vita al suo film che ancora oggi, dopo 80 anni è considerato il suo capolavoro nonché uno dei più importanti e ambiziosi lungometraggi animati di tutti i tempi. Fantasia è il film animato più lungo mai prodotto dalla Disney (126 minuti) e la sua durata sarebbe stata ancora maggiore se durante la produzione non fosse stata eliminata un’intera sezione, dal titolo Claire de lune.

Stimolare i sensi del pubblico

Un suono di straordinaria efficacia e una profondità di visione oltre ogni immaginazione non sono le uniche due idee avute da Disney da inserire in Fantasia. In fase di progettazione ha anche chiesto al suo team di creativi di pensare modi differenti per “stimolare i sensi del pubblico”. Non gli sarebbe spiaciuto diffondere in sala del profumo durante la suite dello Schiaccianoci e odore di polvere da sparo durante L’apprendista stregone. Inoltre avrebbe voluto trasmettere parte della proiezione in 3D, all’epoca limitata alle immagini in bianco e nero.

Fantasia è considerato oggi uno dei film con il più alto incasso di tutti i tempi: oltre 83 milioni di dollari al botteghino (rivalutati per l’inflazione) senza contare il mercato home video e tutti i gadget collegati, venduti nei Disney Store di tutto il mondo. Anche se in realtà il debutto è stato condizionato dagli enormi costi sostenuti per la realizzazione e per l’attrezzatura necessaria alla proiezione nelle sale, il fatto che sia stato in cartellone ininterrottamente per quasi un anno (praticamente tutto il 1941) gli ha permesso comunque di recuperare le spese in tempi brevi. Le enormi spese iniziali e lo scoppio della seconda guerra mondiale hanno di fatto impedito a Disney di realizzare un sequel, che il fantasioso imprenditore e produttore aveva già progettato.

Uno dei protagonisti di Fantasia è Topolino, il personaggio nato nel 1928 e apparso per la prima volta nel cortometraggio “Steamboat Willie”, che nel film cambia in modo significativo il suo look, avvicinandosi molto a quello che è ancora oggi il modo in cui è disegnato. L’artista Fred Moore che ha il compito di realizzare i disegni di Topolino, gli tratteggia per la prima volta le pupille al posto degli ovali neri che erano i suoi occhi. Inoltre, Moore gli accorcia il naso e gli infila i guanti bianchi, che da allora il buon Mickey non toglierà mai più.

Meglio Stokowski o Topolino?

Topolino è protagonista, con il lungo cappello blu e il vestito rosso, del “segmento” iniziale del film, cioè L’apprendista stregone. Tuttavia, secondo John Culhane – autore del libro “Fantasia di Walt Disney” – il direttore d’orchestra Leopold Stokowski avrebbe suggerito a Disney di non utilizzare Topolino, secondo lui non adatto al ruolo di apprendista. Avrebbe invece proposto di creare un personaggio completamente inedito che meglio avrebbe potuto adattarsi alle esigenze del film e all’immaginazione degli spettatori. Secondo Stokowski il nuovo protagonista avrebbe contribuito alla popolarità mondiale del film, in quanto all’epoca Topolino non era così conosciuto e carismatico come sarebbe invece diventato in seguito. Un attimo di dubbio c’è stato, quando la produzione ha pensato anche a Cucciolo (uno dei sette nani di Biancaneve), ma fortunatamente Disney non è stato d’accordo né con Stokowski né con il suo team.

Un direttore d’orchestra superstar

A proposito del direttore d’orchestra che compare nel film, la locandina originale del 1940 recita “Fantasia di Walt Disney con Stokowski” a dimostrazione che il maestro a quell’epoca è una vera superstar, senza neppure bisogno del nome completo. Famoso per le sue registrazioni e le apparizioni radiofoniche dalla fine degli anni Dieci, Stokowski ha l’onore di comparire due volte sulla copertina di Time: la prima il 28 aprile 1930 e la seconda il 18 novembre 1940, proprio come protagonista di Fantasia. Stereotipo del direttore d’orchestra carismatico per il suo corpo imponente, la pettinatura scapigliata e il caratteristico volto, Stokowski viene paragonato da Disney ad Harpo Marx, stralunato attore all’epoca molto famoso per i film realizzati con gli omonimi fratelli.

Secondo “Oh My Disney” – il sito ufficiale di notizie della Disney – è stato l’attore del cinema muto Nigel De Brulier a fare da modello per il personaggio dello stregone, anche se i disegnatori dello studio hanno voluto inserire un segno per ricordare il loro boss (il caratteristico sopracciglio) e lo hanno chiamato Yen Sid: Disney scritto al contrario.

A parte Stokowski, in Fantasia compaiono pochi esseri umani anche se molti sono stati per così dire “utilizzati” durante la produzione. Per esempio, alcuni ballerini del Ballet russe de Monte Carlo sono stati assunti come modelli per la danza di struzzi, coccodrilli e demoni. Altre persone sono state utilizzate per permettere ai disegnatori di tratteggiare con più credibilità i centauri nel segmento della Sinfonia pastorale. Molti anni dopo l’uscita di fantasia il grafico del film Eric Larson dichiarerà che si è trattato di un errore utilizzare uomini, e ogni volta che “guardo i centauri mi prenderei a calci da solo. Sarebbe stato molto meglio se avessimo studiato cavalli da circo. E invece io stesso con altri due colleghi una sera siamo saliti su un palcoscenico con cesti sulla schiena, saltando: ma lo abbiamo fatto da esseri umani, non da cavalli o centauri”.

La scivolata nel razzismo

Tra i personaggi del segmento della Sinfonia pastorale dedicato alla mitologia greca, c’è un personaggio chiamato Sunflower che mette in evidenza l’elevato livello di razzismo di quegli anni. Infatti si tratta di un centauro che in realtà è una ragazza nera, con grandi labbra, pelle scura e orecchini a cerchio, il cui compito è lucidare gli zoccoli di altri centauri e compiere umili lavori. Sunflower è stata successivamente tolta dalle riedizioni del film, a partire dagli anni Sessanta.

Fantasia ha subito un restauro completo per l’uscita dell’edizione del 50esimo anniversario, nel 1990. Partendo dai negativi originali che si trovavano in un caveau dal 1946, gli ingegneri degli YCM Laboratories californiani hanno impiegato due anni per restaurare la pellicola che, secondo il New York Times, è stata duplicata ogni volta che veniva riproposta nelle sale già a partire dal 1941. E così dopo mezzo secolo la qualità non era di certo molto elevata.

Il team addetto al restauro ha lavorato sei mesi solo per ripristinare la musica di Stokowski e i tecnici del suono hanno dovuto lavorare partendo da una copia della colonna sonora in quanto l’originale era scomparso senza che nessuno sapesse che fine avesse fatto. A dimostrazione della pignoleria con cui i restauratori hanno affrontato l’impegnativo compito, il direttore artistico della Disney Ken O’Connor ha dichiarato al termine dei lavori al Los Angeles Times “che è stato fatto un po’ di casino in quanto le ragnatele della fata del ghiaccio sono state rese di un giallo più brillante, le torce nella sequenza dell’Ave Maria sono troppo arancioni, e due degli struzzi sono stati tagliati ai lati... ma è certamente ancora piacevole a vedersi”.
Sebbene la guerra e i costi stratosferici abbiano impedito a Disney di produrre un seguito a Fantasia, in realtà nel 1948 è stata realizzata dagli Studios Disney una pellicola simile, dal titolo “Lo scrigno delle sette perle”. Composto da diverse sequenze impostate su musica leggera e folk, il film non è in realtà significativo né per le scelte musicali né per la realizzazione, ma è costellato di scene divertenti e musiche coinvolgenti a ritmo di samba, o come la variazione swing-jazz del Volo del calabrone. Tra i protagonisti al posto di Topolino compaiono Paperino e José Carioca.


Certo, ha ben poco a che fare con Fantasia, che invece il 26 febbraio 1942 si vede assegnare dalla Motion Picture Academy of Arts and Sciences ben due premi Oscar. Il primo è andato a Walt Disney e agli sviluppatori del Fantasound per “l’eccezionale contributo all’avanzamento dell’uso del suono nel cinema attraverso la produzione di Fantasia”. Il secondo è stato invece consegnato a Stokowski “e ai suoi collaboratori per il loro unico risultato nella creazione di una nuova forma di musica visualizzata nella produzione, ampliando così la portata del film come forma d'arte”. Inoltre, nella stessa occasione Walt Disney riceve l’Irving G. Thalberg Memorial Award, assegnatogli per la costante creatività e l’eccellenza nella produzione.

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