Covid-19 spy war

| La pandemia è un’occasione imperdibile per intelligence e i servizi segreti per valutare i punti deboli del nemico. Un report americano dice che la Russia sta annotando tutte le falle del sistema

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Sarà la storia a valutare se la risposta di Donald Trump alla pandemia è stata onesta e tempestiva, come dice lui, oppure stolta e tardiva, come pensano in tanti. Ma queste sono opinioni diverse che riguardano gli occhi di un mondo comunque innocente, che si fa un’idea propria della situazione, e finisce tutto lì.

Non funziona così per le intelligence e i servizi segreti, che proprio nei momenti di massima crisi di un paese valutano con attenzione la reazione, la capacità di risposta degli apparati statali e perfino l’impatto sulla popolazione. Sotto altri punti di vista, meno innocenti, sono occasioni ghiottissime per individuare i punti deboli, quelli più facili da colpire con la certezza di affossare un Paese nemico.

Tutto questo viene descritto in un preoccupante documento che si aggira per gli uffici di Washington, cuore del potere centrale statunitense. Secondo il report, i servizi segreti russi - consapevoli che il coronavirus sia una vera emergenza nazionale in tutta l’America - continuano a lavorare alla ricerca di un’angolazione della tragedia che potrebbe offrire lo spazio e il momento giusto per avere il sopravvento sugli Stati Uniti. Secondo la valutazione, i servizi segreti statunitensi sospettano che le loro controparti russe abbiano cercato di seminare fake news e caos in America amplificando i messaggi dei social media che spingono verso teorie di cospirazione in grado di far perdere fiducia nel governo.

Allo stesso tempo, secondo gli analisti, i russi starebbero monitorando da vicino le ben documentate carenze del sistema sanitario statunitense, messe a nudo dalla pandemia del coronavirus.

“La Russia ha elaborato una dottrina militare asimmetrica da usare in combinazione con tattiche convenzionali”, recita il documento, diffuso il 6 aprile scorso alle forze dell’ordine statunitensi dal Dipartimento della Sicurezza interna. I russi sperano di “eliminare la capacità di combattere dello storico avversario, facendo pressione sulla popolazione e impegnandosi militarmente”.

L’analisi ne è certa: “In tempi di pace, la Russia ha sempre preparato il terreno per eventuali ostilità raccogliendo informazioni sulle vulnerabilità dei suoi obiettivi e mappando la catena di approvvigionamento sanitario”.

Il documento riporta che a metà marzo “i medici americani lamentavano forniture insufficienti di kit di test, dispositivi per la protezione personale e ventilatori polmonari, perché la catena di fornitura non era pronta per una pandemia. Si tratta di informazioni fondamentali che possono mostrare le vulnerabilità statunitensi”.

Simili analisi da parte dell’intelligence russa non sono in realtà una sorpresa: “La Russia, i gruppi terroristici e altri nemici giurati dell’America l’hanno sempre fatto. E ora più che mai osservano attentamente come gli Stati Uniti rispondono alla pandemia, in modo da poter identificare i punti deboli che potrebbero essere sfruttati per futuri attacchi - ha commentato un ex alto ufficiale dei servizi segreti - non c’è alcun dubbio che la Russia cercherà di sfruttare l’attuale crisi della sanità pubblica americana per raggiungere i suoi obiettivi”.

L’analisi di intelligence è stata distribuita pochi giorni prima che il Cremlino ammettesse per la prima volta un “enorme afflusso” di pazienti negli ospedali di Mosca, costretti a lavorare in “modalità emergenza”. Il numero confermato di casi in Russia è cresciuto di oltre 1.000 unità al giorno, con un enorme balzo di oltre 2.500 nuovi casi in sole 24 ore. Il totale del Paese è ora di 18.328 casi, con 130 morti.

Alle preoccupazioni si aggiunge la realtà dello sgangherato servizio sanitario russo, che potrebbe non essere all’altezza della crisi sanitaria, soprattutto al di fuori di Mosca. E anche i servizi segreti americani, in questo momento, stanno prendendo appunti.

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