Becky Lynch, cattiveria irlandese

| Si chiama Rebecca Quin, e a 32 anni di distanza dall’ultima volta, è la seconda non americana a guadagnarsi il diritto di partecipare a WrestleMania

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Ultimamente ama farsi chiamare “The Man”, l’uomo, anche se non disdegna “The Champ”, “Becky Balboa”, “The Irish Lass Kicher” e Straight Fire”. In realtà si chiama Rebecca Quin, ma per tutti è semplicemente Becky Lynch, irlandese di Limerick, classe 1987, una delle più amate e seguite wrestler del circuito “WWE” (World Wrestling Entertainment), che anche grazie a lei fattura 800 milioni di dollari all’anno.

Domenica 7 aprile, insieme a Ronda Rousey e Charlotte Flair, Becky è una delle più attese protagoniste del primo main event femminile di “WrestleMania” di cui si abbia notizia. Un evento destinato a fare storia: 32 anni dopo André the Giant, “The Man” è la prima wrestler non americana a raggiungere il traguardo. Ma Becky a questo genere di risultati in fondo è abituata: è stata una delle protagoniste della “Women’s Revolution”, costringendo a forza di botte sul ring a spiegare che la divisione femminile della WWE merita pari importanza a quella degli uomini. Missione compiuta, anche per lei stessa, che oggi vanta 1,5 milioni di followers su Twitter e 3,5 su Instagram.

Distinguerla è semplice: Becky Lynch è “la rossa”, una tinta che è diventata il marchio di fabbrica, almeno quanto la spettacolare e sadica voglia di infliggere dolore, sangue e ferite alle avversarie che osano pararsi davanti a lei e una strafottenza leggendaria.

Fan insieme al fratello del wrestling fin da bambina, ha ammesso che prima di darsi anima e corpo allo sport “stava imboccando una cattiva strada fatta di alcol e marjiuana”. Prova prima con l’equitazione, quindi nuoto e basket, ma niente la soddisfa: un po’ come l’università, che abbandona quando arriva a odiarla dal profondo, salvo poi riacciuffarla laureandosi in recitazione. Lavora un po’ nel mondo del cinema, soprattutto come stunt, e per un paio d’anni come assistente di volo della “Air Lingus”, ma servire bibite e patatine spiegando come funzionano le cinture di sicurezza non fa per lei. Quando finalmente si decide a salire su un ring capisce di aver trovato la sua strada: debutta nel febbraio del 2004 con il ring name di “Komeera”. Qualcuno quel giorno sorride: Rebecca è alta 1,68 per 61 kg, un nulla rispetto a certe avversarie. Ma quando hanno visto come sa menare le avversarie, tutti zitti.

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