Cuneo-Pro Piacenza, il calcio nella vergogna

| La società emiliana, in grave crisi, schiera 7 ragazzini contro i prof avversari: il risultato 20 a 0, è lo specchio del divario di cui si nutre il mondo del calcio

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È finita perfino nelle pagine sportive dei maggiori quotidiani del mondo, l’incredibile vicenda della partita fra il Cuneo e la Pro Piacenza e il Cuneo, terminata con un rotondo 20 a 0 per i padroni di casa. E il motivo non è il risultato.

Da tempo, la Pro Piacenza, società del girone A di serie C fondata nel 1919, vive una profonda crisi economica che l’ha portata a perdere buona parte dello staff tecnico e dei titolari, compreso l’ex laziale Ledesma. Motivo, il mancato pagamento degli stipendi dall’agosto dello scorso anno, pare per un debito totale di 500mila euro. Prima di allora, la società emiliana si era trovata nella necessità oggettiva di rinunciare a tre partite, perdendo a tavolino per 3-0, ma per la trasferta di Cuneo era fondamentale schierare la squadra in campo, pena l’esclusione dal campionato. Per riuscirci, quel che resta della società ha messo insieme alcuni giovanissimi che militano in categorie inferiori, 7 ragazzini nati fra il 2000 ed il 2002, il numero minimo per poter scendere in campo, mandandoli al macello contro i professionisti del Cuneo. Al piccolo Nicola Cirigliano, 19 anni, il doppio ruolo di capitano e allenatore.

Il Cuneo ha messo al caldo l’incontro già nel primo tempo, con 15 reti, fra cui le sei di Hicham Kanis in appena 36 minuti e le cinque di Edoardo Defendi in 16. Nella ripresa il Cuneo ha tirato i remi in barca, chiudendo il bottino con altre quattro reti. E pensare che finora, la squadra aveva messo a segno in campionato solo 18 reti.

Una vicenda amara, che porta a galla l’abissale divario fra i ricchissimi club di serie A e le serie minori, dove più che per vincere, si lotta per sopravvivere. A commentare il risultato surreale, dai microfoni della Rai, è stato Damiano Tommasi, presidente “Aic”: “Il calcio di provincia è uguale per tutti, ma ci sono presidenti che agognano di arrivare a quello professionistico senza averne i mezzi. Roba che abbiamo denunciato da tempo. Da quello che ho sentito, pare che la società abbia schierato un magazziniere e due ragazzi non tesserati. Episodi come questi non fanno bene a nessuno, e in più pare che l’incontro fosse quotato nelle scommesse”.

Dello stesso avviso Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, che all’Ansa ha commentato: “Sono state violate le norme della lealtà sportiva in modo inverecondo”.

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