Gol di gomito, Cutrone graziato
dal giudice sportivo

| Il primo gol segnato dal milanista alla Lazio nel posticipo di domenica non è stato considerato antisportivo nonostante la richiesta di due giornate di squalifica da parte della Procura federale

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di Piero Abrate

 

A cosa serve la Var se poi non viene usata a proposito? E’ questa la domanda che si pongono addetti ai lavori, tifosi e semplici appassionati. L’ultimo caso eclatante risale a domenica nel corso del posticipo tra Milan e Lazio, vinto dai rossoneri per 2 a 1. Il gol del giovane Patrick Cutrone è, infatti, stato viziato da un clamoroso tocco con il gomito che ha mandato direttamente la palla in rete. Nessuno, sino al termine del primo tempo quando le squadre sono scese negli spogliatoi si è accorto dell’accaduto: ne l’arbitro, né tantomeno i giocatori della Lazio e gli stessi tifosi che assistono tra gli spalti, mentre la nebbia sale e avvolge una parte del campo, riportando alla mente la canzone di Roberto Vecchioni. Soltanto nella pausa tra il primo e il secondo tempo, rivedendo i filmati propositi da Sky con telecamera dedicata,  si è scoperta la scorrettezza compiuta dal giocatore milanista.  

La Procura federale ha richiesto al giudice sportivo di utilizzare la prova televisiva contro l’attaccante del Milan. Ma la richiesta non è stata accolta. Il giudice della serie A, Gerardo Mastrandrea, vista la prova tv, ha deciso di non adottare alcun provvedimento disciplinare. Dopo aver visionato le immagini ha sottolineato:  «Considerato che, nel caso di specie, il gesto non risulta connotato da sicura volontarietà, avuto riguardo alla particolare velocità dell'azione e del movimento della palla, nonché, soprattutto, alla sussistente di un evidente tentativo di colpire la palla con la testa e del contestuale e non innaturale movimento del braccio, in relazione, quest'ultimo, allo slancio per colpire la palla di testa  si delibera di non adottare alcun provvedimento disciplinare».

Resta comunque il fatto che, volontario e meno, il gesto di Cutrone ha creato tanto malumore nel mondo del calcio, riportando alla mente i precedenti storici, a partire da quello di Maradona ai Mondiali del 1986 che venne ribattezzato la “mano de Dios” visto che era stato inflitto ai nemici storici dell’Inghilterra.  A non vederlo in quello storico quarto di finale fu soltanto la terna arbitrale e a nulla valsero le proteste degli  inglesi. Il direttore di gara convalidò la rete e i sudamericani fecero un passo fondamentale verso il loro secondo titolo iridato.

 

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