Morto il pugile Maxim Dadashev

| A causa delle ferite riportate nell’incontro con Maxim Dadashev: operato d’urgenza per ridurre l’ematoma al cervello, il suo cuore ha ceduto

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Maxim Dadashev non ce l’ha fatta: è morto per le conseguenze delle ferite riportate nell’incontro di boxe con il collega portoricano Subriel Matias. La sfida, valevole per il campionato dei superleggeri “IBF”, era in programma all’MGM National Harbor di Oxon Hills, nel Maryland: durante l’incontro, Dadashev era finito più volte al tappeto ma non aveva voluto abbandonare l’incontro. All’undicesimo round, il suo allenatore aveva deciso di gettare la spugna all’undicesimo round. Il vincitore avrebbe dovuto sfidare il campione Josh Taylor per il titolo.

“Maxim era un combattente di talento e un marito e padre amorevole al di fuori del ring. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con la sua famiglia e i suoi amici”, si legge nel comunicato ufficiale della “Top Rank Boxing”.

Dadashev ha iniziato ad accusare problemi appena concluso l’incontro: ha iniziato a vomitare e ha perso conoscenza prima di arrivare negli spogliatoi. Trasportato d’urgenza “Prince George’s Hospital Center” di Cheverly, dove è stato sottoposto a un intervento di chirurgia cerebrale di emergenza per ridurre un vasto ematoma subdurale. Al termine dell’operazione, Dadashev doveva essere indotto in coma farmaceutico per consentire al cervello gonfio di ridursi.

Originario di San Pietroburgo, in Russia, ma residente a Oxnard, in California, Dadashe vantava una carriera con una sola sconfitta e 13 vittorie. La Federazione Russa di Pugilato ha annunciato di aver aperto un’indagine.

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