120 anni di carcere per il guru della setta «NXIVM»

| Keith Raniere condannato per una lunga serie di reati che comprendevano la riduzione in schiavitù. Nella rete piramidale anche diverse ereditiere e star di Hollywood

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Keith Raniere, 60 fondatore della setta “NXIVM” non rivedrà mai più la libertà: è stato condannato a 120 anni di carcere dalla corte federale di Brooklyn. Il giudice Nicholas Garaufis, durante l’udienza che quantificava la condanna stabilita nel giugno scorso, ha definito “crudeli, perversi ed estremamente gravi” i reati di cui il 60enne ha dovuto rispondere davanti alla legge. L’elenco è impressionante: furto di identità, estorsione, lavori forzati, cospirazione, pornografia infantile, pedofilia, traffico sessuale, riduzione in schiavitù, riciclaggio di denaro sporco, frode telematica e ostruzione della giustizia. Raniere, secondo i pochi presenti in aula, è rimasto totalmente indifferente di fronte alle parole del giudice, continuando a professare la propria totale innocenza: “Per lui, chi ha raccontato gli agghiaccianti abusi subiti è solo un bugiardo”.

Tutto era iniziato nel 2017, con un’inchiesta del “New York Times” che aveva messo in moto il dipartimento di giustizia: più le indagini andavano avanti, più gli investigatori si addentravano in una rete piramidale che per più di vent’anni aveva agito indisturbata, spacciandosi come un’organizzazione specializzata in aiuto psicologico soprattutto diretto a star di Hollywood, ricche ereditiere e manager dell’alta finanza. Fra le vittime Sara e Clare Bronfman, ereditiere dell’impero dei liquori “Seagram”, e Allison Mack, ex star di “Smallville”, diventata la reclutatrice negli ambienti di Hollywood.

La setta, guidata da Raniere – noto come “Vanguard” – e fondata ad Albany nel 1998, sottoponeva gli adepti ad una “deprogrammazione” mentale fino a ridurle in perfetta schiavitù: il metodo, registrato come “Rational Inquiry”, nel 2003 fu definito dallo psichiatra forense John Hochman, “una forma di controllo mentale mirata a distruggere psicologicamente i soggetti”.

Le potenziali vittime erano attirate attraverso gli “Executive Succerss Program”, corsi di sviluppo personale e professionale che promettevano ai partecipanti di superare ansie, paure e timori reconditi, aprendosi verso un futuro di successo sicuro. Corsi destinati a persone senza grossi problemi di denaro, che costavano circa 2.700 dollari per cinque giorni, ma che dal 1998 hanno attirato più di 16mila persone, tutte sottoposte ai 12 punti del programma dopo aver firmato e sottoscritto precisi accordi di non divulgazione. Nell’inchiesta del NYT era citato anche Edgar Bronfman, padre di Sara e Clare, che aveva svelato il passato di Keith Raniere, ex truffatore specializzato nelle frodi del marketing piramidale.

La conferma che ha messo in moto la giustizia, poco dopo l’inchiesta del quotidiano newyorkese, era stata la denuncia di Sarah Edmondson, un’attrice caduta nella rete NXIVM parecchi anni prima, che aveva sporto denuncia al Dipartimento della Salute di New York raccontando di essere stata incastrata e costretta al silenzio inviando foto di se stessa nuda a Raniere, come “forma di garanzia” del suo silenzio. Una volta reclutata, era stata spogliata davanti agli altri adepti e marchiata a fuoco da Raniere diventando ufficialmente di sua proprietà. Aveva l’obbligo di essere reperibile 24 ore al giorno e pronta a soddisfare qualsiasi richiesta: un ritardo più lungo di 60 secondi ad una chiamata o messaggio era punito con la fame per diversi giorni.

Nel 2018, fiutando l’odore di bruciato, Keith Raniere era fuggito in Messico inseguito da un mandato di cattura internazionale: arrestato dalla polizia è stato rispedito negli Stati Uniti poche settimane dopo.

“Mi ha particolarmente colpito, ascoltando le vittime, il fatto che Raniere abbia stravolto con i modi più subdoli la fiducia delle persone e il loro bisogno di trovare un senso e una speranza nella vita”, ha commentato a caldo il procuratore distrettuale di New York Seth DuCharme. Quindici delle vittime di NXIVM hanno parlato di persona o inviato dichiarazioni, una riguarda il caso di una quindicenne vittima di sfruttamento e schiavitù sessuale: in una copia della dichiarazione della donna (oggi maggiorenne), ha raccontato che aveva 15 anni, e Raniere 45, quando hanno iniziato a fare sesso. “Non lo chiamerò mai per nome, non lo merita: per ne è solo “lui”. Ha usato la mia innocenza per fare di me quello che voleva, sessualmente e psicologicamente. Mi ha convinto a tenere tutto segreto, spingendomi ad allontanarmi dalla mia famiglia e dagli amici, fino a trasformare se stesso nell’unico punto fermo della mia vita”. La donna, che è riuscita ad allontanarsi dall’inferno di NXIVM nel 2017 grazie alla caparbietà di sua sorella Daniela, anche lei testimone al processo, afferma che “Mi ha lasciato debole, confusa e completamente impreparata per la vita al di fuori del suo controllo”.

La ragazza faceva parte di un gruppo chiamato “DOS” (Dominus Obsequious Sororium), quella che secondo i procuratori era una società segreta di donne destinate alla totale schiavitù. In un’altra dichiarazione, India Oxenberg, anche lei una “schiava” del DOS, ha raccontato di essere stata marchiata a fuoco: “Un rituale estremamente doloroso durato più di 30 minuti: ci sono voluti mesi per guarire e ora sono costretta a vivere il resto della mia vita con le iniziali di Keith Raniere incise sulla carne. Non sono certa di come riuscirò mai a lasciarmi tutto questo alle spalle”.

Cinque donne che facevano parte della leadership della NXIVM si sono dichiarate colpevoli: tra di loro c’è l’ereditiera Clare Bronfman, che lo scorso settembre è stata condannata a sette anni di carcere. I suoi avvocati sono in procinto di rivolgersi in appello.

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