21 anni: 22 morti, 24 feriti

| Si chiama Patrick Crusius, il folle attentatore che ha scelto di mettere in atto la peggior strage del 2019 negli Stati Uniti. Voleva ammazzare quanti più messicani possibili, per fermare l’invasione del suo Texas

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Patrick Crusius, 21 anni: è il nuovo nome che si aggiunge al lungo elenco dei “muss murder”, l’infinito elenco di americani armati fino ai denti che nel loro giorno di ordinaria follia hanno imbracciato fucili mitragliatori per regolare i conti con i propri demoni. Crusius ce l’aveva con i messicani: ne ha uccisi 22 e mandati all’ospedale altri 24, sparando all’impazzata per un’ora, fra le 11 e mezzogiorno, all’interno di un “Walmart”, il più popolare e diffuso dei supermercati, dove trovi dalla frutta fresca all’abbigliamento, ma soprattutto dove spesso ci sono offerte che attirano la middle class americana. Era sabato, con 3000 clienti e 300 dipendenti a riempire ogni corsia: il solito pieno di famiglie che facevano la spesa anche al centro commerciale “Cielo Vista”, come accade in qualsiasi angolo del mondo.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza lo mostrano con WASR-10 fra le braccia e le cuffie in testa, per evitare grida e il rumore forte della versione civile del mitra più amato dal terrorismo. Nel 2017, si scopre adesso, Crusius aveva pubblicato “The inconvenient truth” (la scomoda verità), il suo manifesto, una sorta di miccia accesa che nessuno ha pensato fosse il caso di spegnere. “Sono un sostenitore della strage di Chrischurch e del suo manifesto. Questo attacco è una risposta all’invasione ispanica del Texas. Sono stati loro a istigarmi, io sto solo difendendo il mio paese dagli invasori. L’America è in decomposizione dall’interno. La scomoda verità è che democratici e repubblicani hanno fallito per anni e sono entrambi coinvolti in uno dei più grandi tradimenti della storia americana”.

Poi tenta di spiegare la follia, scendendo nel dettaglio: gli ispanici rubano il lavoro agli americani, ma il peggio non sono gli immigrati di prima generazione, ma i loro figli, i “dreamers” che vogliono il sogno americano e cercano di laurearsi aspirando a lavori meglio retribuiti, mentre gli americani sono costretti a svolgere lavori sempre più sottopagati. Gli ispanici contribuiscono a esaurire nostre risorse naturali degli Stati Uniti. “Non ho passato molto tempo a preparare questo attacco: forse un mese. Ma ho pensato che un attacco preparato male e un manifesto impreciso fossero comunque meglio di niente. Ho passato tutta la vita a prepararmi per un futuro che non esiste: presto gli ispanici prenderanno il controllo del mio Texas”.

Per diversi testimoni oculari, gente che era all’interno del Walmart, Crusius era calmo, rilassato e tranquillo: ha smesso di sparare solo quando ha finito i colpi. Poi ha gettato a terra l’arma e si è arreso alla polizia. Le notizie ancora confuse che arrivano dagli Stati Uniti descrivono Patrick Crusius come un giovane problematico e grande fan di Donald Trump, abituato a ciondolare per tutto il giorno sul suo computer. Viveva con i genitori, una sorella gemella ed un fratello ad Allen, a mezzora di macchina da El Paso.

Con un conteggio ufficiale che parla di 32mila episodi di violenza costati la vita a 8.438 persone, quella di El Paso è la decima strage dell’anno negli Stati Uniti, la più sanguinosa: l’ultima, quella del 29 luglio al Garlic Festival di Gilroy, in California.

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