Accusato di negligenza l’agente che uccise Breonna Taylor

| La decisione del gran giurì scatena le proteste in tutta l’America: la giovane infermiera fu raggiunta da otto colpi mentre dormiva da agenti che avevano fatto irruzione nel suo appartamenti in cerca di droga

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Insieme a quello di George Floyd, il nome di Breonna Taylor è uno dei simboli delle proteste del “Black Libes Matter”. Breonna, 26enne afroamericana, una tranquilla operatrice sanitaria, fu uccisa il 13 marzo scorso a Louisville, Kentucky, nel corso di una perquisizione nella sua abitazione da parte della polizia, che sospettava fosse una centrale dello spaccio. La dinamica non è mai stata chiarita del tutto: secondo la polizia, gli agenti hanno bussato alla porta diverse volte, mentre secondo la famiglia Taylor fecero irruzione nell’appartamento - in piena violazione delle norme in vigore - costringendo il fidanzato Kenneth Walker a impugnare una pistola (detenuta legalmente) pensando che lui e Breonna fossero in pericolo. Per gli agenti l’uomo esplose un colpo di pistola ferendo un agente, quanto basta perché la squadra aprisse il fuoco sparando 32 colpi: Breonna, che dormiva in camera da letto, fu raggiunta da otto colpi di pistola morendo sul colpo. Nell’appartamento, per concludere la vicenda, non è mai stato trovato un solo grammo di droga.

Due mesi dopo, la senatrice Kama Harris chiede l’apertura di un’indagine indipendente dell’FBI che porta al licenziamento in tronco di Brett Hankinson, l’agente che secondo le indagini sparò 10 colpi.

Ma dopo 100 giorni, la decisione del gran giurì di scagionare da ogni accusa i due agenti che facevano parte della squadra insieme ad Hankinson, per di più incriminato non per omicidio ma per “condotta negligente e pericolosa”, per la quale rischia un massimo di 15 anni di carcere, ha scatenato la protesta.

Scontri fra la polizia e i manifestanti sono stati segnalati in diversi punti di Louisville, ma si teme che la situazione stia degenerando dopo il ferimento di due agenti a colpi d’arma da fuoco. Proteste anche a Washington, Seattle, Los Angeles, Dallas, Atlanta, Portland, Columbus e New York.

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Stati Uniti
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