Accusato di vigliaccheria

| Mentre Nikolas Cruz massacrava 17 compagni di scuola del liceo di Parkland, in Florida, l’unico agente di polizia presente si nascondeva al sicuro. Una vicenda emersa solo adesso, dopo 15 mesi di indagini: rischia fino a 96 anni di galera

+ Miei preferiti
Capita spesso, per fortuna del genere umano, che alla fine di ogni evento tragico venga fuori un nome o un volto di qualcuno che non ha esitato a mettere a repentaglio la propria vita, pur di salvarne altre. Eroi, li chiamano sempre, anche se del genere migliore, quelli “per caso”: gente senza nessun superpotere e a mani nude, che risponde a un richiamo inspiegabilmente coraggioso. Ma non sempre va così.

Il 14 febbraio dello scorso anno, il massacro alla “Majority Stoneman Douglas High School” di Parkland, in Florida, costa la vita a 17 persone, trucidate dal mitragliatore “AR-15” di Nikolas Jacob Cruz, un 19enne totalmente fuori di testa che se l’è pure cavata.

Ma nei giorni successivi, quando finita l’emergenza le forze dell’ordine si sono messe a ricostruire la sequenza del massacro, è emersa una verità tutt’altro che eroica. Il protagonista di questa vicenda al contrario, in questi giorni spernacchiato dagli Stati Uniti per intero, si chiama Scott Peterson, 56 anni, agente di polizia con 32 anni di carriera sulle spalle, di cui 28 passati come supporto di sicurezza nelle scuole della Florida. Eppure, le telecamere di quel giorno parlano chiaro: quando all’interno della scuola si scatena l’inferno e tutto diventa grida, urla e spari, si vede Scott Peterson trovare un luogo sicuro, ad una ventina di metri dall’edificio principale della Majority Stoneman, dove si sistema tranquillo per circa 45 minuti. Tempo utile a Nikolas Cruz per macellare i suoi 17 compagni di scuola esplodendo, dati alla mano, ben 75 colpi. E quando sul posto sono arrivate le pattuglie e le forze speciali, Peterson ha raccontato la sua supercazzola: ho sentito solo un paio di spari, e pensato fosse meglio aspettare i rinforzi. Proprio lui, che oltre al ragazzino folle era l’unico armato all’interno del complesso scolastico, e soprattutto l’unico che avrebbe potuto fermarlo.

Parte immediatamente l’inchiesta interna: 15 mesi di ricostruzioni e testimonianze che alla fine inchiodano Scott Peterson alle sue responsabilità, anche se dopo il massacro, sconvolto, aveva chiesto il prepensionamento. L’inchiesta è stata resa pubblica proprio in questi giorni, con il capo della polizia di Parkland, Rick Swearingen, che si è affrettato a scaricare Scott Peterson bollandolo come una presenza perfettamente inutile, perché “incapace di fare qualcosa per tentare di fermare il massacro”. Ma non basta, perché l’ex agente è stato arrestato, rinchiuso in una cella del carcere della contea di Broward e con una cauzione fissata in 102mila dollari. Sarà processato a breve, e dovrà rispondere di abbandono di minori, negligenza colposa e falsa testimonianza. Rischia fino a 96 anni di galera, e quasi certamente la revoca della pensione, come previsto dalle leggi federali della Florida.

Il suo avvocato, Joseph A. DiRuzzo III, è convinto che le accuse a carico del suo assistito siano del tutto infondate, e sia solo il tentativo di trovare un capro espiatorio al massacro. Secondo il legale, contro Peterson è stata messa in piedi una “grossolana semplificazione” di quello che lui fece quel giorno, architettata in modo da farlo apparire come un vigliacco, ma in realtà il suo assistito aveva preferito restare all’esterno dell’edificio perché convinto che gli spari provenissero da lì, ed era pronto ad intervenire.

I commenti peggiori sono quelli dei parenti delle vittime, convinti che Scott Peterson dovrebbe “marcire in galera”. Ryan Petty, padre di Alaina, una delle ragazze vittime di quel giorno, non è andato per il sottile: “Non ha fatto il suo dovere: proteggere le vite di quei ragazzi. È rimasto in piedi dietro ad una colonna di cemento per 48 minuti mentre studenti e insegnanti venivano massacrati. Ma sono felice che l’inchiesta sia finita e che Peterson paghi per quel che non ha fatto”. Altrettanto schietto Kai Koerber, un sopravvissuto alla sparatoria che qualche giorno fa si è laureato: “Dobbiamo essere certi che chi è deputato a farlo non esisti a rischiare la propria vita pur di salvarne altre. Il lavoro della polizia è di proteggere e servire, ma se gli agenti non ci riescono, non servono a niente e nessuno”.

Ancora da valutare la posizione di Brian Miller, uno dei primi agenti ad arrivare sul luogo della strage, a cui Peterson ha raccomandato di restare al coperto, perché qualcuno stava sparando.

Galleria fotografica
Accusato di vigliaccheria - immagine 1
Stati Uniti
Trump: «Anche se il virus torna, non chiuderemo più»
Trump: «Anche se il virus torna, non chiuderemo più»
Stanco dei pareri degli esperti, il presidente americano fa di testa sua, minando anche uno storico accordo con la Russia che risale alla fine della Guerra Fredda
Il clan Trump accusato di truffa
Il clan Trump accusato di truffa
Quattro persone “che tentavano di inseguire il sogno americano”, hanno denunciato Trump e i suoi figli per essere stati attirati in una rete creata per “trarre profitto dai più poveri e vulnerabili”
Trump a testa bassa contro l’OMS
Trump a testa bassa contro l’OMS
Una lettera zeppa di accuse inviata al presiedente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità suona come un ultimatum: o si cambia o blocchiamo i finanziamenti
Barack Attack
Barack Attack
Obama scende in campo attaccando Trump senza mai nominarlo: “Non fa neanche finta di governare”. La replica del presidente: “Dovrebbe andare in galera insieme a Biden”. Uno scontro infuocato
Hackerato lo studio legale dei vip americani
Hackerato lo studio legale dei vip americani
I pirati informatici sono riusciti a impossessarsi di 756 GB di dati di diverse celebrità del mondo dello spettacolo, compreso il nome più importante: Donald Trump. Chiesto un riscatto di 42 milioni di dollari: l'FBI indaga
L’ultimo azzardo di Trump: riaprire per vincere
L’ultimo azzardo di Trump: riaprire per vincere
È convinto che sia necessario far ripartire l’economia anche mettendo in conto migliaia di morti. Un azzardo che potrebbe portarlo dritto verso la rielezione, o nel baratro
NY, l’orologio della morte dedicato a Trump
NY, l’orologio della morte dedicato a Trump
Si tratta di un’installazione artistica creata dal regista Eugene Jarecki: mostra in tempo reale quante vite umane si sarebbero potute salvare con una risposta più tempestiva
Saturday Night Virus
Saturday Night Virus
L’ultima follia americana sono i “Covid-party” delle feste in cui persone sane si mescolano ad altre infette, nella speranza di essere contagiate e sviluppare volontariamente l’immunità di gregge
NY: vacanze gratis per 4.000 dipendenti di un ospedale
NY: vacanze gratis per 4.000 dipendenti di un ospedale
Migliaia di medici, infermieri e assistenti dell’ospedale epicentro della lotta dell’America contro il coronavirus premiati per il duro lavoro
Il complotto contro Anthony Fauci
Il complotto contro Anthony Fauci
Il celebre epidemiologo era stato accusato di violenza da una giovane, ma lei stessa ha svelato di essere stata pagata profumatamente da due noti cospirazionisti