Addio a Pete Frates, l’inventore dell’Ice Bucket Challenge

| Malato di SLA, aveva ideato la sfida del secchio d’acqua ghiacciata per raccogliere fondi destinati alla ricerca. Si è spento in queste ore, dopo otto anni in cui ha lottato con tutte le forze per dare coraggio a se stesso e agli altri

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Nel marzo del 2012, l’ex giocatore di baseball Pete Frates, a cui era stata diagnosticata la SLA, aveva reso virale su Twitter una campagna destinata ad arrivare ovunque: l’Ice Bucket Challenge. Una sfida che consisteva nel farsi riprendere mentre ci si versava addosso un secchio d’acqua fredda sulla testa, seguita da una donazione alla “ALS Association”. Una sfida che nei soli Stati Uniti è stata accettata da 1,2 milioni di persone, riuscendo a centrare l’obiettivo: in poco più di un mese, erano stati raccolti 2,4 milioni di dollari da 51.461 donatori. Soltanto un anno dopo, nel 2015, la cifra era salita a 115 milioni.

È stata l’ultima soddisfazione di Pete Frates, 34 anni, un ragazzone grande grosso nato e cresciuto nelle periferie di Boston, di cui in queste ore la famiglia ha annunciato la fine: “Pete Frates, marito di Julie, padre di Lucy, figlio di John e Nancy e fratello di Andrew e Jennifer, è morto pacificamente, circondato dalla sua famiglia, dopo un’eroica battaglia combattuta contro la SLA. Pete è stato fonte d’ispirazione per tante persone in tutto il mondo che dal suo coraggio hanno saputo trarre forza”.

Pete Frates era uno sportivo di razza, capitano delle squadre di calcio e hockey, aveva una smodata passione per il baseball. Giocava nel centrocampo della prima divisione del “Boston College”, e dopo un breve periodo trascorso all’estero era tornato a Boston con l’idea di mettere su famiglia e riprendere a giocare e allenare la squadra universitaria della sua città. Sono gli anni in cui incontra Julie, la donna della vita, ma sei mesi dopo l’inizio della loro storia Pete avverte strane avvisaglie che gli rendono difficile fare movimenti all’apparenza semplici e banali, come abbottonarsi una camicia o allacciarsi le scarpe. Dopo una serie approfondita di esami, i medici gli diagnosticano la SLA.

Ma invece di arrendersi e piangersi addosso, Frates ha scelto di considerare la sua malattia come una vera sfida: “Sorprendentemente, Pete non si lamentava mai, vedeva la malattia come un’opportunità per dare speranza ad altri pazienti e alle loro famiglie”. Due anni e mezzo dopo la diagnosi, Frates ha sfidato centinaia di sportivi a vuotarsi un secchio di acqua ghiacciata sulla testa e donare denaro per la cura contro la SLA. Poco dopo, alcuni grandi atleti tra cui il quarterback di Atlanta Falcons Matt Ryan e Julian Edelman, wide receiver per i New England Patriots, hanno raccolto e rilanciato la sfida, che è diventata virale coinvolgendo i giganti della NBA Lebron James e Kevin Durant e celebrità come Oprah Winfrey, Chris Pratt, Justin Bieber, Lady Gaga, Barack Obama, Bill Gates, Mark Zuckerberg e decine di altri.

In sole sei settimane, la Ice Bucket Challenge è riuscita a raccogliere montagne di denaro che hanno migliorato l’accesso alle cure e permesso le scoperte genetiche che un giorno, si spera, porteranno a sconfiggere la malattia.  Ma mentre la ricerca sulla SLA progrediva, il corpo di Pete Frates diventava sempre più fragile e incontrollabile.

“La famiglia Frates desidera esprimere la sua sincera gratitudine per l’amore, la gentilezza e il sostegno di cui siamo stati i destinatari negli ultimi otto anni. Ad amici e sostenitori chiediamo una donazione alla ‘Pete Frates Family Foundation’, la cui missione è di aiutare i malati di SLA”. I funerali di Pete Frates si terranno venerdì alle 11 alla St. Ignatius Church del Boston College e saranno trasmessi in diretta streaming.

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