Annullata la condanna a morte per l’attentatore di Boston

| La Corte d’Appello ritiene che Dzhokhar Tsarnaev, insieme al fratello attentatore alla Maratona di Boston del 2013, debba subire un nuovo processo penale. Il primo dibattimento era stato troppo confuso e impreciso

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Con una decisione che sta facendo molto rumore, la corte d’appello federale ha annullato la condanna a morte di Dzhokhar Tsarnaev, uno dei due attentatori della maratona di Boston del 2013, costata la vita a tre persone più centinaia di feriti. Il tribunale ha anche deciso di annullare tre delle 30 condanne che pesavano sul capo del giovane, ma ha confermato l’ergastolo a vita. Zarnaev, ora 27enne, sconterà la pena nel carcere federale di Florence, in Colorado, il più sicuro d’America.

Secondo il giudice Ojetta Rogeriee Thompson, l’attentatore dovrebbe essere processato nuovamente per la fase penale, lasciando la decisione sulla pena capitale ad una nuova giuria. La corte d’appello ha stabilito che il giudice della corte distrettuale George O’Toole, che ha supervisionato il processo, “non ha mantenuto l’obbligo di interrogare i giurati in modo sufficientemente approfondito, fornendo un terreno sufficiente per annullare le condanne a morte”.

Parte della sentenza annulla tre condanne legate alla pentola a pressione utilizzata nell’attentato, erroneamente considerata come “detenzione d’arma da fuoco”. La sentenza ordina alla corte distrettuale di presiedere un nuovo processo che si concentri rigorosamente su quale pena Tsarnaev dovrebbe ricevere per i capi d’accusa che sono ammissibili alla pena di morte. 

In più, il team legale di Zarnaev si è battuto per cambiare la sede del processo, visto che il tribunale era troppo vicino al luogo dell'attentato, una tesi in parte appoggiata dai giudici, che non ritengono Boston “un luogo non appropriato”.

Tsarnaev è stato condannato nel 2015 per la morte di Krystle Campbell, Martin Richard e Lingzi Lu alla maratona e dell’agente di polizia Sean Collier, ucciso poche ore dopo. Aveva 19 anni quando lui e suo fratello Tamerlan, di 26 anni, arrivano a Boylston Street nel prime ore del pomeriggio del 15 aprile 2013. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, che hanno fatto il giro del mondo, mostrano i fratelli che si aggirano fra la folla che assiste alla maratona. Intorno alle 15, Tamerlan fa esplodere la prima bomba, una pentola a pressione riempita di polvere da sparo, chiodi e biglie metalliche: 12 secondi dopo la seconda esplosione.

L’attentato ha scatenato una caccia all’uomo durata giorni che ha costretto la polizia a chiudere ogni accesso alla città. Mentre erano in fuga, i due fratelli di origine cecena hanno ucciso Sean Collier, agente del Massachusetts Institute of Technology. Tamerlan Anzorovič Carnaev muore in uno scontro con la polizia nella vicina Watertown: suo fratello Dzhokhar è stato arrestato il giorno successivo.

La decisione di ordinare un nuovo processo sarà difficile da digerire per le famiglie delle vittime, ha commentato il sindaco di Boston Marty Walsh: “Penso che la preoccupazione che alcune famiglie hanno avuto fin dall’inizio era che questo giorno sarebbe arrivato. L’unica cosa positiva è che l’attentatore non rivedrà mai più la luce del giorno: avrà comunque avuto esattamente quello che si meritava”.

Poco dopo la sentenza di colpevolezza per Zarnaev, i genitori di Martin Richard, 8 anni, la vittima più giovane dell’attentato, hanno chiesto ai pubblici ministeri di non applicare la condanna a morte. “Speriamo che i nostri due figli rimasti non debbano crescere con il ricordo persistente e doloroso di ciò che l’imputato ha preso loro. Finché quel giovane sarà sotto i riflettori, non avremo altra scelta che vivere la storia raccontata alle sue condizioni, non alle nostre. Nel momento in cui svanirà dai giornali e dalle televisioni, potremo iniziare il processo di ricostruzione della nostra vita e della nostra famiglia”.

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