Arriva il libro di John Bolton, Trump su tutte le furie

| Il volume dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale ormai prossimo alla pubblicazione: la Casa Bianca in allarme chiede che sia ritirato. Ma sembra ormai troppo tardi

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Trump non ha pace: messo all’angolo, criticato, bersaglio dei manifestanti, si trova di fronte ad un nuovo caso da risolvere che potrebbe rappresentare l’ennesimo ostacolo nella corsa verso la rielezione di novembre. Tra una settimana, gli scaffali delle librerie americane saranno inondate da “The Room Where it Happened” (la stanza dove è successo), il pericoloso volume scritto da John Bolton, ex consigliere della sicurezza nazionale.

Trump ha già minacciato autore ed editore, ed il libro è stato sottoposto a revisione da parte dell’intelligence statunitense, ma sembra restare comunque un documento pericoloso sulle memorie del tempo trascorso all’interno della Casa Bianca da Bolton. Il presidente non è tipo da riuscire a dominare la rabbia e il fastidio: “Se ha scritto un libro, e il libro esce, ha infranto la legge. Spero che per questo finisca per avere problemi con la giustizia, me lo auguro vivamente”.

Dal punto di vista della libertà di parola, stampa ed espressione sancite dal primo emendamento, se il libro non uscisse sarebbe comunque un grosso problema con risvolti capaci di sfociare sul fronte della democrazia. La classe politica americana non ha il potere di imporre veti, ma per Trump il Primo Emendamento coincide sempre nel mettere al primo posto i propri interessi. Formalmente, la Casa Bianca avrebbe in programma di presentare un’ingiunzione al tribunale federale per bloccare la pubblicazione, appellandosi ad un non meglio precisato “pericolo alla sicurezza nazionale”.

Jameel Jaffer, direttore esecutivo del “Knight First Amendment Institute” della Columbia University, ha commentato: “Per un’ottima ragione costituzionale, i tribunali americani non emettono quasi mai restrizioni preventive contro la pubblicazione di questioni che rappresentino un interesse pubblico. La richiesta del governo è particolarmente inquietante poiché è chiaro a tutti che la vera preoccupazione della Casa Bianca non è la salvaguardia dei segreti di sicurezza nazionale, ma la soppressione di critiche mosse al presidente. Ed è altamente improbabile che il governo possa soddisfare gli standard eccezionalmente elevati necessari per giustificare il divieto di pubblicazione”.

Ci sono anche questioni pratiche: numerose copie di “The Room Where It Happened” sono già state stampate e spedite agli store online e diversi giornalisti della “ABC News” l’hanno già letto, mentre altri lo riceveranno nei prossimi giorni. A breve andrà anche in onda in prima serata un’attesissima intervista con John Bolton. Risultato: anche se l’amministrazione Trump riuscisse a presentare una causa per bloccarne l’uscita, sarebbe del tutto inutile.

La vera domanda, che mette curiosità e probabilmente alzerà le vendite, è una sola: cosa teme Trump? Secondo uno stralcio del libro, “le pressioni politiche internazionali tipo quelle esercitate verso l’Ucraina di Trump erano una costante della sua politica estera”: Bolton non si limita ad affermarlo, ma sembra le elenchi con esattezza una dopo l’altra.

Il procuratore generale William Barr ha definito la pubblicazione di “Un fatto senza precedenti. Non ricordo nessun libro che sia stato pubblicato mentre i titolari sono ancora al governo e si tratta di attualità”. In tanti gli hanno fatto notare che non è vero: Leon Panetta, Hillary Clinton e Bob Gates hanno pubblicato libri su temi di sicurezza nazionale subito dopo aver lasciato l’amministrazione Obama. E nel corso del mandato di George W. Bush, l’ex addetto stampa della Casa Bianca Scott McClellan ha scritto un libro poco lusinghiero pubblicato mentre il presidente era ancora in carica.

Ma quello di Bolton è solo uno dei tanti volumi già dedicati alla discussa figura del presidente Trump, formando una vera biblioteca che a breve si amplierà con numerosi altri titoli. Uno dei più attesi è anche quello scritto da Mary Lea Trump, figlia 55enne di Fred Trump Junior, fratello maggiore del presidente morto di infarto nel 1981 dopo una lunga battaglia con l’alcolismo. Il libro, intitolato “Too Much and Never Enough” (Troppo e mai abbastanza), e accompagnato da uno slogan di sicuro effetto (“come la mia famiglia ha creato l’uomo più pericoloso del mondo”), promette “particolari drammatici e piccanti” rivelati dalla nipote, in rotta di collisione con l’ingombrante zietto fin dai tempi della sprtizione dell'eredità di famiglia.

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