Assedio, altri segreti su Trump

| Il nuovo libro di Michael Wolff è una nuova miniera di rivelazioni sul presidente e il suo staff. Episodi, imbarazzi, gaffes e pericolose capriole di politica internazionale di un presidente “destinato a schiantarsi”

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Mentre Donald Trump approfitta del suo viaggio in Inghilterra per scompigliare l’Unione Europea, qualcuno gli sta riservando lo stesso trattamento. Michael Wolff, il giornalista che lo scorso anno aveva messo in imbarazzo la Casa Bianca con il suo “Fuoco e Furia”, il libro rivelazione sui clamorosi retroscena che si consumano quotidianamente a Washington, venduto in quattro milioni di copie, arriva nelle librerie con un’altra “bomba” ad alto potenziale distruttivo. Si intitola “Assedio. Fuoco su Trump”, versione italiana di “Siege: Trump Under Fire”, un volume uscito in contemporanea mondiale, in Italia edito da “Rizzoli”. Questa volta, in mezzo a tante fonti che hanno preferito l’anonimato, il colpo a sorpresa sono le rivelazioni di Steve Bannon, il teorico del sovranismo, che probabilmente in cerca di vendetta per essere stato scaricato, scarica a sua volta.

Circa 400 pagine che riprendono il racconto da dove si era fermato quello precedente, con Trump circondato da collaboratori che sognano di andarsene o vivono nel terrore di essere cacciati da un momento all’altro.

Le rivelazioni, come sempre, sono scottanti. Questa volta Wolff inizia ad analizzare la presenza ingombrante di Jared Kushner, il genero, marito di Ivanka e consigliere del presidente, una figura strategica per la politica estera malgrado non abbia alcun tipo di preparazione in materia, a parte quella messa insieme leggendo le colonne dei più importanti quotidiani americani eun breve apprendistato alla corte di Henry Kissinger, l’ex segretario di Stato, eminenza grigia della politica americana. Sarebbe Kushner il motore che ha spinto Trump a cambiare idea in modo repentino e sorprendente sulla Corea del Nord di Kim Jong-Un: dalle minacce di guerre nucleari e reazioni durissime alla denuclearizzazione della penisola asiatica e il ritiro delle forze americane. Proposte che hanno tolto i sonni al Pentagono e ad altri ministri, di cui Trump non ha sentito neanche il bisogno di interpellare per un parere strategico. Non è l’unico esempio di una politica estera a corrente alternata: allo stesso modo è andata con Putin e con il principe saudita Mohammad bin Salman, prima minacciato per la morte del giornalista Jamal Khashoggi e poi lasciato in pace.

Per poi toccare anche la figura di Melania, la first lady triste calata nella parte grazie ad un contratto stipulato fra i due del tutto “simile a quello fra Katie Holmes e Tom Cruise”.

Nei vari capitoli ce n’è per tutti, anche per l’Italia, dove Bannon racconta di essere stato coinvolto all’indomani delle elezioni del 4 marzo dello scorso anno, volando a Roma per convincere gli attuali due vicepremier a non scannarsi, affidando la poltrona di Presidente del Consiglio ad una figura di facciata. 

Ma certo, il protagonista assoluto resta Donald Trump, “un caso clinico più che politico”, un incosciente lanciato a velocità folle verso un muro che presto o tardi arriverà, facendo danni irreparabili.

Michael Wolff sarà in Italia il 27 e il 28 giugno per presentare il suo libro.

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