Bernie Madoff chiede la grazia

| Il banchiere più potente e ricco di New York, autore di una frode entrata nei libri di storia, sarebbe allo stadio terminale di una malattia, e chiede di poter uscire di galera

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La favolosa esistenza di Bernie Madoff, detto “Jewish Bond”, si è fermata l’11 dicembre del 2008, quando gli agenti dell’FBI hanno fatto irruzione nei suoi uffici con un mandato di arresto in una mano e le manette nell’altra. Era la fine del suo impero, la “Bernard Madoff Investment Securities”, una delle più grandi e antiche società di brokeraggio attive a New York, nata negli anni Sessanta, quando Bernie – bagnino a Long Island – inizia investendo i soldi del suo stipendio. Nel tempo, riuscirà a convincere migliaia di persone, istituti finanziari e prestigiosi investitori ad affidargli il proprio denaro con la promessa di riaverne molti di più dopo la “cura Madoff”. Nel corso del processo, l’impero messo in piedi dal potente banchiere di origini ebree è definito “una delle più grandi frodi finanziare di tutti i tempi”: quanto basta per una condanna a 150 anni di galera.

Nel 2009, il “New York Post” rivela che Bernie Madoff avrebbe sviluppato un cancro alla gola e gli restano pochi giorni di vita: pochi giorni dopo, il “Wall Street Journal” smentisce tutto.

Più di 10 anni dopo, a 81 anni, Bernie è tornato all’attacco: i suoi avvocati hanno annunciato di aver presentato al tribunale federale di New York una richiesta di scarcerazione per motivi di salute: Madoff avrebbe una malattia renale terminale e diverse “altre gravi patologie”. Rinchiuso in un penitenziario in North Carolina, gli rimarrebbero meno di 18 mesi di vita: “Sono malato terminale, e non esiste una cura per la mia malattia. Ho pagato la mia pena davanti alla giustizia scontando 11 anni in galera, ma adesso vorrei in cambio un minimo di compassione”.

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