Biden-Harris, tutte le tappe verso la Casa Bianca

| L’Election Day è solo il primo passaggio del complicato sistema elettorale americano: le tappe per arrivare al giuramento del 20 gennaio sono ancora lunghe

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Mai con quest’anno è stato chiaro a tutti: gli americani che si sono recati alle urne il giorno delle elezioni non eleggono il Presidente. Tecnicamente, lo votano 538 elettori (435 deputati, 100 senatori e 3 in rappresentanza del District of Columbia) che, secondo il sistema previsto dalla Costituzione, si riuniranno nei rispettivi Stati e voteranno per il Presidente e il Vicepresidente una volta che i totali del voto popolare saranno completamente contati e certificati.

I loro voti saranno poi trasmessi al Presidente del Senato, che ne darà conteggio in una sessione congiunta del Congresso dopo l’inizio del nuovo anno.

Gli americani hanno perfezionato questo processo sin dalle elezioni del 1800, che in origine hanno portato a un pareggio del Collegio Elettorale: la Camera dei Rappresentanti ha assegnato la presidenza a Thomas Jefferson fra le contestazioni, spingendo verso l’approvazione del 12° emendamento, che ha modificato il processo del Collegio Elettorale.

Più tardi, nel 1824, John Quincy Adams arrivò alla Casa Bianca malgrado non avesse ottenuto né il voto popolare né la maggioranza nel Collegio Elettorale. Nel 1876, i risultati in diversi Stati del Sud furono contestati, e la mancanza di risultati chiari del Collegio Elettorale portò ad un accordo alla Camera che diede a Rutherford B. Hayes la presidenza, anche se non aveva vinto né il Collegio Elettorale né il voto popolare. Questo, alla fine, generò l’Electoral Count Act del 1887, che è ancora in vigore oggi.

4 - 23 novembre

Si contano i voti. È fondamentale che il timbro postale di ogni singola busta certifichi che la spedizione è avvenuta entro la data del 3 novembre e, nella maggior parte dei casi, è previsto che arrivino a destinazione entro uno o due giorni dell’Election Day. Non per tutti è così: nello stato di Washington, le schede elettorali possono essere ricevute fino al 23 novembre, il giorno prima che lo stato certifichi i risultati definitivi delle elezioni. In North Carolina e Pennsylvania i voti per corrispondenza possono essere ricevuti fino al 6 novembre, mentre in Minnesota e del Nevada la data è il 10 e in Ohio il 13 novembre.

10 novembre - 11 dicembre

Gli Stati certificano i risultati delle elezioni. E anche questa volta, ognuno lo fa in modo un po’ diverso, ma a partire da una settimana dal giorno delle elezioni, i governi statali cominciano a certificare i risultati delle urne, scadenze possono essere modificate in caso di riconteggio. Nella maggioranza dei casi, la certificazione arriva entro le ultime due settimane di novembre e tutte, tranne quella della California, si chiudono entro l’8 dicembre.

8 dicembre

Secondo la legge elettorale, questa è la data entro la quale gli Stati devono aver conteggiato i voti, risolto le controversie e determinato il vincitore del rispettivo collegio elettorale. I governatori sono tenuti a creare certificati di accertamento che elencano il vincitore delle elezioni e la lista degli elettori. Nel 2000, la Corte Suprema ha posto fine a un riconteggio mirato in Florida perché non era possibile completarlo entro la data limite, ma il caso è ancora oggi emblematico, perché il riconteggio completo in tutto lo Stato avrebbe assegnato ad Al Gore la presidenza.

14 dicembre

Sei giorni dopo la risoluzione delle controversie, gli elettori devono riunirsi nei rispettivi stati e votare per il presidente degli Stati Uniti: certificano sei serie di voti e li inviano a Washington. Molti stati hanno leggi che richiedono ai loro elettori di sostenere il vincitore del loro stato e possono imporre multe contro chi vota contro.

23 dicembre

I voti elettorali certificati hanno nove giorni di tempo per arrivare dai rispettivi stati al Campidoglio, a Washington.

3 gennaio

I membri della Camera e del Senato prestano giuramento.

6 gennaio

I nuovi membri di Camera e Senato si riuniscono, il Presidente del Senato (Mike Pence) presiede la sessione e i voti elettorali vengono letti e contati in ordine alfabetico da due rappresentanti delle camere. I voti vengono poi trasmessi a Pence, che annuncia i risultati e ascolta le obiezioni. 

20 gennaio

Il nuovo presidente presta giuramento a mezzogiorno. In caso di elezione controversa, se la Camera non ha scelto un presidente ma al contrario il Senato ha nominato un vice, il vice presidente eletto diventa presidente ad interim fino a quando la Camera non esprime la propria scelta.

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