Caso Epstein, le carte segrete

| Centinaia di documenti classificati come top secret da un giudice, sono al vaglio del tribunale di New York: in diverse dichiarazioni, la principale accusatrice ricorda di aver fatto sesso con personaggi illustri per ordine di Epstein

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Centinaia di pagine di atti processuali desecretati dal tribunale federale di New York aggiungono nuovi dettagli alle denunce per abusi sessuali contro il multimilionario Jeffrey Epstein. Si tratta di documenti che erano stati inspiegabilmente sigillati da un giudice della Corte d’Appello, morto tempo fa.

Al centro dei documenti ci sono le accuse di Virginia Roberts Giuffre, la donna che ha sostenuto di essere stata assoldata da Epstein come “schiava sessuale” quand’era un’adolescente. Virginia Roberts Giuffre è probabilmente la più nota delle presunte vittime di Epstein: sostiene che il miliardario l’abbia costretta, come parte della schiavitù, a compiere atti sessuali con un certo numero di uomini di spicco, tra cui il principe Andrea, duca di York. Ha anche affermato di essere stata vittima di abusi da parte dell’avvocato Alan Dershowitz.

Nei documenti emerge il nome di un’altra donna che sosteneva di aver subito abusi da Epstein e Maxwell, e anche lei assicura di essere stata costretta ad accoppiarsi con il principe Andrea, figlio della regina Elisabetta, nella villa dell’Upper East Side di Epstein.

In risposta, un portavoce di Buckingham Palace ha commentato: “Tutto questo si riferisce ai procedimenti in corso negli Stati Uniti, dei quali il Duca di York non è parte in causa. Ma comunque sia, qualsiasi accusa di scorrettezza verso i minori è categoricamente falsa. Il Duca di York ammette unicamente che non è stato saggio aver incontrato il signor Epstein nel dicembre 2010, ma da allora c’è stato altro incontro”.

I documenti, che riguardano fatti avvenuti quasi due decenni fa, includono nuove accuse della Giuffre, che afferma di essere stata obbligata da Maxwell a fare sesso con l’ex governatore del New Mexico Bill Richardson e l’ex senatore George Mitchell. In una dichiarazione, Mitchell ha definito la notizia falsa, aggiungendo: “Non ho mai incontrato, parlato o avuto alcun contatto con la signora Giuffre”.

“Per essere chiari, nei limitati incontri con il signor Epstein, il governatore Richardson non l’ha mai visto in presenza di ragazze minorenni - ha aggiunto la portavoce Madeleine Mahony – e il governatore Richardson non è mai stato alla residenza del signor Epstein nelle Isole Vergini”.

Fra i documenti spunta anche una ricevuta di Amazon recuperata dalla spazzatura della residenza di Palm Beach per alcuni libri ordinati a suo nome che trattano argomenti di schiavitù erotica. I documenti rivelano anche alcune cartelle cliniche di Virginia Giuffre del 2001 rilasciate da un ospedale dove, secondo lei, Epstein e Maxwell l’avrebbero portata durante un periodo intenso di abusi sessuali: la ragazza si era lamentata del ciclo irregolare, ed era svenuta sbattendo la testa.

Altri documenti riportano la testimonianza dell’altra donna che ha presentato denuncia verso Epstein e Maxwell: in una deposizione ricorda che Epstein le aveva detto che “a suo parere, aveva soltanto bisogno di avere almeno tre orgasmi al giorno”.

David Boies, uno degli avvocati di Virginia Giuffre, ha commentato: “finalmente i pubblici ministeri e l’opinione pubblica possono farsi un’idea della bruttezza del traffico sessuale di Epstein e Maxwell”.

Dershowitz, che faceva parte del team legale che nel 2007 in Florida ha negoziato un accordo che ha permesso a Epstein di evitare l’azione penale per traffico sessuale, ha commentato che i documenti dimostrano “categoricamente che Virginia Roberts non ha mai fatto sesso con me”.

Il caso sfiora anche il presidente Donald Trump, che negli anni ‘90 era un buon amico di Epstein, definito un “ragazzo fantastico” prima che i due avessero un litigio. Anche sul presidente, la Giuffre ha dei ricordi: “Donald Trump era un buon amico di Jeffrey. Non ha partecipato al sesso con nessuno di noi, ma ha flirtato con me”. Alla domanda se ricorda di aver mai visto i due uomini insieme, la Giuffre risponde: “No, non che io possa ricordare”, aggiunge anche di non ricordare la presenza di Trump nelle residenze di Epstein nelle Isole Vergini americane, nel New Mexico o a New York.

Ma non ha smentito altri dettagli della storia rilanciata dal “Daily Mail”, compreso che Epstein abbia ospitato sulla sua isola caraibica per il presidente Bill Clinton poco dopo aver lasciato la presidenza. Un portavoce di Clinton ha riferito che l’ex presidente non è mai stato a Little St. James, l’isola che Epstein possiede nei Caraibi, anche se mesi fa, il portavoce dell’ex presidente Angel Urena, ha ammesso che Clinton avesse approfittato dell’aereo privato di Epstein per una manciata di viaggi: “Ma con questo il presidente Clinton non sa nulla dei terribili crimini di cui Jeffrey Epstein è accusato”.

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