Che ne sarà di Donald?

| L’oscuro futuro dell’ex presidente, che potrebbe resistere all'impeachment e alle tante inchieste per risorgere mostrandosi nuovamente come outsider della politica. Ma anche svanire, sommerso da problemi legali e finanziari

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Tre giorni fa, Donald Trump è salito a bordo dell’Air Force One per l’ultima volta: mentre “My Way” di Frank Sinatra risuonava dagli altoparlanti della “Joint Base” di Andrews, l’ex presidente è decollato verso la sua nuova residenza in Florida.

Anche se aveva appena promesso ad un piccolo drappello di sostenitori che sarebbe tornato “in qualche modo”, il futuro di Trump - e del movimento politico che ha cavalcato dalla vittoria nel 2016 - è piuttosto oscuro. Solo due mesi fa, sembrava pronto a diventare una nuova forza potente e dirompente nella politica americana, malgrado la sconfitta elettorale. Donald era ancora amato dai repubblicani, temuto e rispettato dai vertici del partito e secondo i sondaggi visto positivamente da quasi la metà degli americani. Ma dopo aver passato due mesi a lanciare accuse infondate di brogli e frodi elettorali, litigando con i funzionari del suo partito, lanciandosi in una campagna elettorale senza successo per il ballottaggio in Georgia e, per finire, istigando una folla di suoi sostenitori ad attaccare il Campidoglio, le cose per lui si sono complicate. Ha subito il secondo impeachment con un voto bipartisan alla Camera dei Rappresentanti e potrebbe, se condannato al Senato, essere interdetto a vita dai pubblici uffici.

Nel corso dei suoi cinque anni di carriera politica, Trump si è liberato da situazioni che avrebbero affondato la maggior parte degli altri. È stato dichiarato morto più volte di Freddy Krueger, eppure è sempre sembrato inaffondabile. Almeno fino ad ora.

Spogliato dei suoi poteri presidenziali e messo a tacere dai social media, sarà costretto a breve ad affrontare sfide impegnative sia legali che finanziarie, e in tanti si chiedono se può ancora ipotizzare un ritorno politico o se a Mar-a-Lago sarà la sede del suo esilio, come Sant’Elena per Napoleone.

Nei giorni successivi alla rivolta del Campidoglio, l’indice di gradimento generale di Trump è calato ai minimi storici, mostrando numeri che darebbero per ferite a morte ogni prospettiva politica futura. Un’analisi più profonda, tuttavia, dipinge per l’ex presidente un quadro meno fosco. Mentre i democratici, gli indipendenti e alcuni repubblicani moderati sono contro di lui, la base sembra intatta. “Non credo che quello a cui stiamo assistendo suggerisca che ha perso credibilità - confida Clifford Young, presidente degli affari pubblici degli Stati Uniti presso la società di opinione pubblica Ipsos - chiunque lo dica sta prendendo in giro se stesso: Trump può ancora contare su una base molto ampia”.

Molti dei suoi sostenitori credono che le elezioni siano state rubate dai democratici e l’attacco al Campidoglio sia una manovra della sinistra estrema per gettare fango e affossarlo del tutto. In fondo, fin dall’inizio Donald Trump ha corso per la presidenza come un outsider che sfidava l’establishment repubblicano: i leader del partito e i rivali per la nomination facevano parte di quella che lui definiva “la palude”. Con la vittoria di quattro anni fa è diventato l’establishment repubblicano e tutti alla fine si sono piegati alla sua volontà, ma quando sono arrivate le accuse - come la violenza ad una marcia nazionalista bianca in Virginia, la politica di separazione delle famiglie di immigrati, l’uso di gas lacrimogeni e violenza sui manifestanti di “Black Lives Matter” e il primo impeachment per aver fatto pressioni sul presidente dell’Ucraina, la risposta standard dei repubblicani è stata di rannicchiarsi e aspettare che la tempesta passasse.

Sul fronte interno, nelle ultime settimane della presidenza Trump si sono aperte crepe vistose: prima che i manifestanti prendessero d’assalto il Campidoglio, il leader repubblicano Mitch McConnell aveva ammonito il presidente: gli sforzi di minare la fiducia nei risultati elettorali minacciano di spingere la democrazia americana verso una “spirale di morte”. All’inizio di questa settimana, McConnell è tornato sull’argomento, affermando che la folla di Capitol Hill è stata “imbottita di bugie e provocata ad arte da Trump”.

Altri, come i 138 repubblicani della Camera che hanno votato per contestare i risultati del voto presidenziale della Pennsylvania dopo la rivolta di Capitol Hill o i 197 che hanno votato contro l’impeachment di Trump, continuano a restare fedeli all’ex presidente.  Ma dopo la rivolta di Capitol Hill, la diga si è rotta: una sfilza di grandi aziende tra cui Walmart, JPMorganChase, AT&T, Comcast e Amazon, hanno annunciato la sospensione delle donazioni politiche.

C’è, naturalmente, la possibilità che Trump - nonostante le sue promesse - svanisca dalla scena politica. I discorsi su nuovi partiti, nuovi imperi mediatici e nuove campagne presidenziali potrebbero raffreddarsi fino a scomparire. O forse, 17 repubblicani al Senato potrebbero unirsi ai 50 democratici nel condannare l’ex presidente nel processo di impeachment e bandirlo dai pubblici uffici, un risultato che non affatto è fuori dal novero delle possibilità.

Ma anche se sopravvive all’impeachment, Trump dovrà affrontare alcune sfide molto pesanti: i procuratori di New York indagano ancora sui pagamenti all’ex pornostar Stormy Daniels, la Georgia ha sotto esame la celebre telefonata in cui Trump faceva pressioni sul Segretario di Stato Brad Raffensperger per “trovare voti”. Avrà anche da fare per tenere a galla il suo impero commerciale, che deve affrontare il calo delle entrate a causa della pandemia e un brand che appare assai appannato: la “Trump Organization” deve centinaia di milioni di dollari di prestiti in scadenza nei prossimi anni e la “Deutsche Bank”, il suo prestatore più affidabile, lo ha recentemente abbandonato.

La rinascita politica, in altre parole, potrebbe rappresentare una bassa priorità e a quel punto, Trump inevitabilmente si separerebbe dal movimento che aveva creato. “Ciò che distingue Trump non è il messaggio politico, ma il modo in cui è confezionato, e questo viene da un set di abilità di intrattenimento, e da un ampio background nello showbusiness: nessun politico tradizionale è in grado di esibirsi nello stesso modo”.

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