Chicago crime scene

| Ennesimo weekend nella metropoli dell’Illinois: 52 morti, fra cui un bambino di 20 mesi e una bimba di 10 anni. Polemica feroce con scambio di insulti fra il presidente Trump, il sindaco e il governatore

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Tra le prime ore di venerdì scorso e la domenica mattina, a Chicago è andata in scena un’altra mattanza. Secondo quanto riferito dal dipartimento di polizia, 52 persone sono state uccise: fra loro anche due bambini.

“Come madre sono stanca dei funerali: sono stanca di seppellire i nostri figli”, ha commentato Lori Lightfoot, sindaco della più grande metropoli dell’Illinois, aggiungendo che la città è in preda ad una “epidemia di violenza da armi da fuoco”.

L’ultima carneficina arriva ad una settimana di distanza da un altro periodo di terrore puro, in cui 100 persone sono state uccise, 14 durante il fine settimana della festa del papà. La serie di weekend violenti segue anche il giorno più sanguinoso degli ultimi decenni, il 31 maggio scorso, quando la polizia ha contato 18 omicidi in meno di 24 ore, il giorno più violento dall’epoca in cui sulla “Wind City” risuonavano i mitra dei gangster.

Sabato scorso, una donna di 22 anni alla guida di un’auto con a bordo il figlioletto di 20 mesi, è stata freddata mentre passava nel quartiere di Englewood, nel South Side di Chicago. La madre è stata colpita alla testa mentre il bimbo al petto: entrambi sono morti in ospedale pochi minuti dopo il ricovero. La sparatoria è avvenuta una settimana dopo la morte di Mekhi James, un bambino di 3 anni ucciso a colpi di arma da fuoco ad Austin, un quartiere nella zona est della città: qualcuno ha bersagliato di colpi d’arma da fuoco la vettura che stava guidando il suo patrigno, un giovane di 27 anni.

Alle 21:40 circa di sabato, lo stesso giorno, una bambina di 10 anni è stata colpita alla testa da una pallottola vagante entrata nel suo appartamento nella zona di Logan Square. La bimba, il cui nome non è stato diffuso dalla polizia, è stata trasportata all’ospedale, dove è stato dichiarato il decesso. Circa due ore dopo, alle 23:18, una bambina di 8 anni seduta su un divano all’interno di un appartamento di Englewood è stata ferita alla testa da un’altra pallottola vagante: la bimba è stata portata all’ospedale pediatrico Comer, dove è ancora ricoverata in condizioni stabili.

“È compito di tutti noi raddoppiare gli sforzi per garantire la sicurezza pubblica schierando più agenti di polizia e operatori del pronto soccorso. Ognuno di noi deve chiedersi: cosa stiamo facendo perché questa scia di sangue termini per sempre?”.

Le sparatorie di questo fine settimana arrivano dopo la lettera che Trump ha inviato venerdì al sindaco di Chicago e al governatore dell’Illinois J. B. Pritzker, criticando la loro strategia nell’affrontare la violenza che attanaglia Chicago. “Mentre mi rincuora assistere alla riduzione della criminalità a livello nazionale, sono inorridito dalla continua violenza in questa grande città americana. Sono molto preoccupato che si tratti di un altro esempio della vostra mancanza di impegno nei confronti di cittadini vulnerabili vittime della violenza cieca, e della mancanza di rispetto per gli uomini e le donne delle forze dell’ordine”.

Il sindaco Lightfoot ha replicato seccamente: “Non ho bisogno di lezioni di leadership da Donald Trump. Il presidente sta usando le vittime della violenza nella nostra città per ottenere vantaggi politici a basso costo sputando retorica razzista e ignorando l’impatto che il Covid-19 ha avuto in tutto il paese: è un atteggiamento spregevole e disgustoso purtroppo tipico della sua presidenza”.

Jordan Abudayyeh, addetto stampa del governatore Pretzker, ha rincarato la dose: “Trump è un fallito che ancora una volta ha fatto ricorso a una trovata pubblicitaria nel tentativo di distrarre dalla sua lunga lista di fallimenti, in particolare dalla risposta al coronavirus e dalle richieste di giustizia razziale. Il popolo di questo Stato e di questa nazione si aspettava i suoi scellerati tentativi di politicizzare la tragedia con una prevedibile e logora strategia per distrarre, distrarre, distrarre”.

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