Chicago, sparatoria al funerale

| Nessuna vittima ma 14 feriti per quella che doveva essere una strage: Trump minaccia di inviare le truppe federali per riportare l’ordine, ma il sindaco dice di no

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È di 14 feriti ricoverati in ospedale, alcuni dei quali in gravi condizioni, il bilancio dell’ennesima sparatoria che ha insanguinato le strade di Chicago. L’agguato all’esterno di un’agenzia di pompe funebri nella zona di South Side, una delle più pericolose al mondo, intorno alle 19:30 ora locale: qualcuno a bordo di un’auto nera ha aperto il fuoco sui partecipanti ad un funerale di una vittima di un’altra sparatoria. Sulla scena, la polizia ha contato almeno 60 bossoli: l’auto è stata ritrovata abbandonata a pochi isolati di distanza: ignoto al momento il movente, anche se si sospetta un regolamento di conti fra gang.

Un uomo è stato fermato e sottoposto a interrogatorio.

È il culmine di una scia di sangue che dal 2 luglio ammorba la vita della “wind city” del Michigan con 336 morti. Nell’ultima settimana 70 persone sono state raggiunte da colpi d’arma da fuoco e 11 sono morte.

L’episodio ha scatenato le ire di Trump, che ha minacciato di dispiegare gli agenti federali per riportare l’ordine “l’ordine pubblico sfuggito di mano a sindaci e governatori democratici”. Dura le replica del sindaco di Chicago Lori Lightfoot, che ha ribattuto: “In nessuna circostanza consentirò alle truppe di Trump di venire a Chicago e terrorizzare i nostri cittadini”.

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Stati Uniti
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