Collin Richards, il killer della giovane golfista

| La 22enne atleta spagnola Celia Barquin Arozamena fu uccisa il 17 settembre 2018 sul campo di un circolo nello Iowa. Il presunto assassino si è dapprima dichiarato innocente, per poi cambiare idea e incolparsi dell’omicidio

+ Miei preferiti
di Marco Belletti

Celia Barquin Arozamena aveva da poco compiuto 22 anni quando è stata uccisa su un campo da golf. Solo pochi mesi prima era stata eletta atleta femminile dell’anno dal suo ateneo, si era aggiudicata l’European Ladies Amateur Championship in Slovacchia, aveva vinto il torneo “2018 Big 12” in Spagna e aveva giocato agli US Open femminili. L’attendeva una bella carriera da golfista: frequentava la “Iowa University” e aveva l’entusiasmo nei confronti della vita che hanno tutti i giovani della sua età.

Secondo i media spagnoli era molto simile a Jon Rahm - altro promettente giovane golfista iberico - ed entrambi erano gli eredi del grande campione Sergio Garcia. Secondo Nacho Gervas, direttore generale della Federgolf spagnola, Celia era competitiva e determinata, stava migliorando costantemente il suo gioco con impegnativi allenamenti quotidiani, incrementando potenza e profondità dei colpi. 

Nata a Puente San Miguel (città tra Bilbao e Oviedo, nel nord della Spagna), Celia Barquin Arozamena aveva due idoli nel cuore: Seve Ballesteros e, appunto, Sergio Garcia, del quale conservava anche una fotografia insieme, scattata quando lei era una bambina e lui già un affermato professionista. La foto è ancora visibile sulla pagina Twitter della ragazza.

La ventiduenne Celia è stata trovata senza vita il 17 settembre 2018, uccisa da numerose ferite da taglio, su un green del circolo di “Coldwater Links”, nei pressi della cittadina di Ames, in Iowa, a circa 50 chilometri da Des Moines, la capitale dello stato.

Con l’accusa di omicidio di primo grado, fu arrestato Collin Richards, uno sbandato coetaneo della ragazza con una lunga lista di piccoli crimini commessi fin da bambino, che immediatamente si dichiarò non colpevole.

Secondo le indagini degli inquirenti, Richards viveva in un campeggio dove fu trovato un coltello ricollegabile all’omicidio e dove - in un secondo tempo - ne furono ritrovati altri due. Gli inquirenti hanno anche sequestrato vestiti con macchie di sangue, coperte e uno zaino, oltre alla tenda in cui il giovane viveva.

Un’altra prova a suo carico - secondo la polizia - era il fatto che durante il primo interrogatorio, subito dopo l’arresto, Richards sanguinava da una ferita alla mano e la lesione era collegabile a quelle trovate durante l’autopsia sul corpo di Celia Barquin Arozamena. Probabilmente si era ferito nel colpire a morte la giovane. Le cause del decesso di Celia sono state indentificate in numerosi fendenti alla parte superiore del busto, alla testa, al collo e alla gamba sinistra. Il suo corpo è stato ritrovato solo con il reggiseno sportivo e una gonna da golf.

Un conoscente del presunto assassino rivelò alla polizia che, nei giorni precedenti l’omicidio, Richards gli aveva confidato l’impulso di violentare e uccidere una donna.

Il presunto killer rimase fin da subito in carcere, non potendo pagare la cauzione da 5 milioni di dollari stabilita dal giudice della corte distrettuale. Ma prima di essere processato, alcuni giorni fa l’uomo ha preso carta e penna e ha scritto agli inquirenti una breve lettera piuttosto sconclusionata e in pessimo inglese, in cui si dichiarava colpevole.

“Sarei disposto a fare qualsiasi cosa per chiudere il mio caso, anche dichiararmi colpevole se necessario. Grazie e scusate. Mi dichiaro colpevole”.

Parole incoerenti che mettono in evidenza come debba essere confusa la personalità di questo ragazzo che ha prima aggredito e quindi ucciso la ragazza e in seguito - come se nulla fosse successo - è andato a lavarsi il sangue di dosso. La lettera è stata esaminata dai magistrati che ne stanno discutendo l’attendibilità con i difensori di Richards, in modo da stabilire la sua lucidità sia al momento del delitto sia quando ha scritto le righe di autoaccusa.

In ogni caso, l’uomo è tuttora in cella, in attesa del processo: rischia di trascorrere il resto della sua vita in carcere.

Stati Uniti
Sfuggito all’11 settembre, muore di Covid-19
Sfuggito all’11 settembre, muore di Covid-19
Stephen Cooper, ripreso in una delle più celebri foto della tragedia di New York, è stato sopraffatto dal coronavirus in Florida, dove aveva scelto di vivere
Trump, la marcia verso il baratro
Trump, la marcia verso il baratro
Affossato da tutti i sondaggi, insultato, contestato e deriso ovunque, Trump si prepara ad una sconfitta di proporzioni abissali. E i Repubblicani sarebbero pronti a chiedergli un passo indietro (del tutto improbabile)
La figlia di un candidato: «Non votate per mio padre»
La figlia di un candidato: «Non votate per mio padre»
Stephanie Reagan, figlia di Robert, repubblicano in corsa per il distretto del Michigan, ha lanciato un appello perché il genitore non sia eletto: “Leggete i suoi programmi e spargete la voce, vi prego”
Chicago crime scene
Chicago crime scene
Ennesimo weekend nella metropoli dell’Illinois: 52 morti, fra cui un bambino di 20 mesi e una bimba di 10 anni. Polemica feroce con scambio di insulti fra il presidente Trump, il sindaco e il governatore
Il vuoto profondo dell’America
Il vuoto profondo dell’America
Da Paese guida del mondo a partner inaffidabile e rissoso: il ruolo dell’America nella politica internazionale è diventato confuso, di parte e per nulla autorevole
Vincere alla lotteria 2 volte in 3 anni
Vincere alla lotteria 2 volte in 3 anni
Per la seconda volta nella sua vita, Mark Clark ha acquistato il biglietto vincente della “Michigan Lottery”, intascando 4 milioni di dollari
Trump: la politica dell’autodistruzione
Trump: la politica dell’autodistruzione
In vistoso e preoccupante calo nei sondaggi, il presidente è inerme e senza idee di fronte alla recrudescenza di contagi e alle proteste razziali
Zombie, omicidi, Apocalisse: quando la cronaca supera la fantasia
Zombie, omicidi, Apocalisse: quando la cronaca supera la fantasia
Cinque morti, fra cui due fratellini di 7 e 17 anni, in una delle vicende più assurde di sempre, che da mesi tiene l’America con il fiato sospeso
Mary Trump, la vendetta della nipotina
Mary Trump, la vendetta della nipotina
È in corso un’altra battaglia per evitare la pubblicazione dell’ennesimo libro dedicato alla discussa figura di Trump. Questa volta l’ha scritto sua nipote, che promette di svelare 50 anni di arcani e porcherie finanziarie del presidente
L’imbarazzo di Tulsa e il futuro della campagna di Trump
L’imbarazzo di Tulsa e il futuro della campagna di Trump
Una furiosa resa dei conti pare abbia impegnato il presidente e il suo staff nel viaggio di ritorno alla Casa Bianca. Tutti sono al lavoro per studiare come proseguire nella campagna elettorale, senza rinunciare agli eventi