Come Donald vinse nel 2016

| Il canale inglese Channel 4 News colpisce Trump: questa volta cinque reporter hanno svelato il gioco sporco messo in pratica sui social, per convincere chi non avrebbe votato per lui a non votare neanche per Hillary

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La seconda bomba di profondità che colpisce Trump, dopo lo scoop del “New York Times” sull’allegra abitudine all’evasione fiscale, arriva a poche di distanza, questa volta sganciata dall’altra parte dell’oceano. “Channel 4 News”, un’emittente inglese, ha lavorato di fino analizzando nel dettaglio la scorsa campagna elettorale americana, quella del 2016, quando Donald mise al tappeto Hillary Clinton con un sonoro “knockout” tecnico.

A consegnargli la vittoria l’ennesimo gioco sporco di Trump, uno dei più grandi e sofisticati furti con scasso nella storia dell’umanità da quando esiste il concetto assai labile di democrazia, architettato con il massiccio utilizzo dei social per convincere almeno 3,5 milioni di afroamericani di 16 stati a non andare alla urne, tutti ovviamente concentrati nell’elettorato Dem.

Il primo indizio, la butta lì Channel 4 News in un docufilm trasmesso in prima serata e dagli ascolti stratosferici, il repentino passaggio di stati tradizionalmente Democratici come il Wisconsin e la Pennsylvania ai Repubblicani. Non che questo sia sufficiente a trasformarlo in accusa, è vero, ma al contrario diventa sconcertante scoprire che il risultato è uno degli orgogliosi successi di “Project Alamo”, la campagna elettorale di Trump con sede a San Antonio, Texas, architettata con la complicità di “Cambridge Analytica”, l’agenzia di profilazione letteralmente travolta dalle accuse di aver manipolato le elezioni del 2016 sbilanciando le scelte degli elettori in favore di Donald. Anche questa non è una novità: nelle tante intercettazioni che hanno inchiodato Cambridge Analytica pensieri inquietanti come l’affermazione che far cambiare idea politica ad una persona è come convincerla a cambiare dentifricio. Niente di più semplice.

I cinque i reporter schierati dall’emittente britannica parlano di 5 enormi file che racchiudevano le vite dettagliate di 198 milioni di americani, raccontati attraverso informazioni sensibili, situazione economica, acquisti, desideri, ambizioni e orientamento politico. Una platea enorme che gli algoritmi hanno diviso in otto categorie fra cui i “Deterrence”, ovvero gli afroamericani che non avrebbero mai votato Repubblicano ma in qualche modo bisognava convincere a non dare neanche il voto ai Dem. Arrivare al risultato era la specialità della casa: mesi e mesi di uno tsunami fatto di “messaggi oscuri”, fake news, spot, stralci di frasi montate ad arte e falsità sul passato oscuro della Clinton. Tutto per far schiumare rabbia a sufficienza per convincerli a disertare le urne.

Quattro anni fa, un afroamericani su tre, è finito nella rete della campagna elettorale di Trump, convinto a non dare il proprio voto perché schifato da quello che i social raccontavano.

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