Così lavora la fabbrica russa dei troll

| Gli analisti Usa ricostruiscono come gli hacker russi costruiscono una campagna d'opinione, nel caso sui vaccini, invadendo i social con falsi profili e fake news. Il caso delle mail di Hillary Clinton

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All’inizio la persona che si celava dietro il profilo twitter JudeLambertUSA aveva iniziato a postare opinioni con giudizi positivi sui vaccini salvavita, ottenendo subito una serie di commenti pro e contro. Contestualmente, altri utenti iniziavano a inserire pareri di “medici”, tratti da sedicenti pubblicazioni mediche, in cui venivano descritti in modo pseudo-scientifico pareri opposti, sugli effetti collaterali dei farmaci salva-vita. Al termine, un lettore veniva bombardato da un fuoco di fila di opinioni fortemente contrarie. Da Facebook a twitter. Un ricercatore che esamina le opinioni sulla vaccinazione ha finito per fare una grande scoperta dopo aver trovato tweet sospetti. Da 11 minuti alle sei della sera del 4 febbraio 2015, un utente JudeLambertUSA ha scritto un messaggio su Twitter. Certamente, #vaccinazione è utile", si leggeva. Nel giro di pochi istanti Jude è stata impegnata in un feroce scambio con altri utenti, e per i successivi 10 minuti ha difeso con forza l'efficacia dei vaccini. Senza dubbio, #vaccini funzionano"; "È dimostrato che gli effetti collaterali gravi dei #vaccini sono estremamente rari"; e "È una possibilità di essere protetti gratuitamente", ha notato, aggiungendo sempre #VaccinateUS. L'ortografia di un messaggio, tuttavia, è stata un po' strana: "Da cosa ti sentirai quando avrai una malattia da cui potresti essere stato protetto? JudeLambertUSA non scriveva davvero dagli Stati Uniti. Infatti, era solo un profilo costruito dall’agenzia russa che fabbrica falsi utenti dei social. La tecnica è sofisticata, e costituisce un sistema di condizionamento valido anche per temi politici e di costume; la discussione viene avviata da un troll in apparenza neutro o schierato su una posizione moderata. Vale l’esempio delle mail hackerate di Hillary Clinton, prima delle elezioni presidenziali del 2016. Il primo troll pubblica il link con le mail e critica la violazione della privacy della candidata, anche perché il contenuto non è poi così allarmante, in genere sono comunicazioni e disposizioni di servizio con lo staff. Ma sarebbe grave che Clinton utilizzi una normale casella di g-mail, non protetta, in qualità di segretario di Stato.  Gli altri followers a questo punto si scatenano, spuntano altri link, Clinton viene sommersa di accuse. La “Fabbrica di Troll” organizza e guida il dibattito via sociale e aggiunge via via altri dettagli credibili, con altri profili falsi, inducendo le persone in buona fede a ritenere che quelle comunicazioni siano reali, riconducibili a persone vere. Le false opinioni, i condizionamenti, si costruiscono in questo modo, con effetti sull’opinione pubblica devastanti. In Italia sta già avvenendo qualcosa di simile. Chi non ricorda i familiari (inesistenti) della ex presidente della Camera Laura Boldrini, assunti con contratti d’oro, nell’amministrazione pubblica, creando reazioni a catena di rabbia e sdegno? Ecco. Gli hacker del Cremlino ne hanno fatto una scienza, aprendo un nuovo fronte di contrasto anche sotto il profilo militare. O quando il presidente Mattarella aveva impedito la nomina di Paolo Savona, anti-europeista, al ministero chiave dell'Economia. Di Maio strillava per ottenerne l'impeachment e i social vennero invasi da post che attaccavano il presidente con false accuse. All’inizio la persona che si celava dietro il profilo twitter JudeLambertUSA aveva iniziato a postare opinioni con giudizi positivi sui vaccini salvavita, ottenendo subito una serie di commenti pro e contro. Contestualmente, altri utenti iniziavano a inserire pareri di “medici”, tratti da sedicenti pubblicazioni mediche, in cui venivano descritti in modo pseudo-scientifico pareri opposti, sugli effetti collaterali dei farmaci salva-vita. Al termine, un lettore veniva bombardato da un fuoco di fila di opinioni fortemente contrarie. Da Facebook a twitter. Un ricercatore che esamina le opinioni sulla vaccinazione ha finito per fare una grande scoperta dopo aver trovato tweet sospetti. Da 11 minuti alle sei della sera del 4 febbraio 2015, un utente JudeLambertUSA ha scritto un messaggio su Twitter. Certamente, #vaccinazione è utile", si leggeva. Nel giro di pochi istanti Jude è stata impegnata in un feroce scambio con altri utenti, e per i successivi 10 minuti ha difeso con forza l'efficacia dei vaccini. Senza dubbio, #vaccini funzionano"; "È dimostrato che gli effetti collaterali gravi dei #vaccini sono estremamente rari"; e "È una possibilità di essere protetti gratuitamente", ha notato, aggiungendo sempre #VaccinateUS. L'ortografia di un messaggio, tuttavia, è stata un po' strana: "Da cosa ti sentirai quando avrai una malattia da cui potresti essere stato protetto? JudeLambertUSA non scriveva davvero dagli Stati Uniti. Infatti, era solo un profilo costruito dall’agenzia russa che fabbrica falsi utenti dei social. La tecnica è sofisticata, e costituisce un sistema di condizionamento valido anche per temi politici e di costume; la discussione viene avviata da un troll in apparenza neutro o schierato su una posizione moderata. Vale l’esempio delle mail hackerate di Hillary Clinton, prima delle elezioni presidenziali del 2016. Il primo troll pubblica il link con le mail e critica la violazione della privacy della candidata, anche perché il contenuto non è poi così allarmante, in genere sono comunicazioni e disposizioni di servizio con lo staff. Ma sarebbe grave che Clinton utilizzi una normale casella di g-mail, non protetta, in qualità di segretario di Stato.  Gli altri followers a questo punto si scatenano, spuntano altri link, Clinton viene sommersa di accuse. La “Fabbrica di Troll” organizza e guida il dibattito via sociale e aggiunge via via altri dettagli credibili, con altri profili falsi, inducendo le persone in buona fede a ritenere che quelle comunicazioni siano reali, riconducibili a persone vere. Le false opinioni, i condizionamenti, si costruiscono in questo modo, con effetti sull’opinione pubblica devastanti. In Italia sta già avvenendo qualcosa di simile. Chi non ricorda i familiari (inesistenti) della ex presidente della Camera Laura Boldrini, assunti con contratti d’oro, nell’amministrazione pubblica, creando reazioni a catena di rabbia e sdegno? Ecco. Gli hacker del Cremlino ne hanno fatto una scienza, aprendo un nuovo fronte di contrasto anche sotto il profilo militare. I social sono un’arma letale per le democrazie. Ora lo sappiamo.

 

Ora lo sappiamo.

 
Stati Uniti
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