Condannato Roger Stone, amico e consigliere di Trump

| Lobbista di vecchia data, deve scontare 3 anni e 4 mesi di galera per essere stato uno degli artefici del “Russiagate”, facendo da intermediario fra hacker, WikiLeaks e i russi

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Roger Stone sorride: dagli anni ’70 collabora con i più alti vertici della politica americana, da Nixon a Reagan, ma è con Donald Trump che ci ha rimesso di più. Era stato lui a lanciare la campagna di “The Donald” l’8 agosto del 2015, e sempre lui a diffondere una serie di bufale e teorie del complotto per mescolare le carte del “Russiagate”, le interferenze russe nella campagna elettorale del 2016. Due suoi soci hanno ammesso di aver collaborato con Julian Assange e “WikiLeaks” per screditare Hillary Clinton.

Per quella vicenda, Stone – 67 anni – era stato arrestato nel 25 gennaio 2019, per ordine del procuratore speciale Robert Mueller, e lo scorso novembre condannato per intralcio alla giustizia, falsa testimonianza e il ruolo di tramite fra il comitato elettorale di Trump, diversi dignitari russi e alcuni hacker. Ma solo adesso, secondo la giustizia americana, gli è stata comunicato l’ammontare della pena: 40 mesi di carcere, 3 anni e 4 mesi.

Una sentenza fra le più travagliate degli ultimi tempi: pochi giorni fa, uno dei procuratori dell’inchiesta aveva rassegnato le dimissioni dopo aver subito pressioni da funzionari del dipartimento della giustizia per mitigare la pena il più possibile. Ne erano nate nuove accuse sulla gestione della giustizia americana di Trump, da padrone assoluto. 

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