Dentro la cella di Epstein

| “60 Minutes”, il celebre programma della rete televisiva americana “CBS”, ha mostrato per la prima volta le foto scattate all'interno della cella del miliardario pedofilo pochi istanti dopo la scoperta del corpo senza vita

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Sono immagini forti, quelle della cella del Metropolitan Correctional Center di Manhattan dove il 10 agosto scorso si è tolto la vita il miliardario pedofilo Jeffrey Epstein.

Le ha mostrate per la prima volta “60 Minutes”, il seguitissimo programma di approfondimento giornalistico in onda sulla “CBS” dal lontano 1968: si tratta delle foto scattate dagli uomini dell’ufficio di medicina legale di New York pochi minuti dopo la scoperta del corpo senza vita del magnate.

Ufficialmente classificata come suicidio per impiccagione, la morte di Epstein ha scatenato diverse teorie cospirative, speculazioni e sospetti che il finanziere sia stato messo a tacere per le troppe cose di cui era a conoscenza.

Le foto scattate all’interno della cella mostrano diversi cappi ricavati da lenzuola, medicinali e pochi oggetti su una mensola. Il corredo fotografico include alcune immagini dell’autopsia, ma abbiamo preferito mostrarne soltanto una: quella in cui si vede il collo insanguinato di Epstein (si sconsiglia la visione della gallery a persone sensibili, ndr).

All’interno della cella è stata trovata anche una nota scritta a mano in cui Epstein si lamentava delle condizioni della prigione, compreso il racconto di essere stato rinchiuso in una doccia per un’ora da una guardia.

Il dottor Michael Baden, assunto dal fratello di Epstein per indagare sulla morte e presente durante l’autopsia, ha riferito che non esisteva alcuna immagine del miliardario 66enne all’interno della sua cella, e senza immagini era difficile determinare la causa della morte. Ma resta ancora convinto che le prove forensi rilasciate finora mostrino più i risultati di un omicidio che quelli di qualcuno che ha scelto di togliersi la vita: secondo il dottor Baden, la ferita al collo di Epstein è un indizio comune a chi stato strangolato con un filo metallico. Nella maggioranza dei casi di impiccagione è normale che il cappio scivoli verso l’osso della mandibola e non finisca per appoggiarsi al centro del collo. “In oltre mille impiccagioni avvenuti nelle carceri statali di New York negli ultimi 40-50 anni, non ho mai riscontrato la presenza di tre fratture”. Il referto dell’autopsia ha rilevato che il collo di Epstein era rotto in diversi punti, compreso lo ioide, vicino al pomo d’Adamo.

In più, sottolinea il medico dopo aver visto le immagini di 60 Minutes, sul cappio ritrovato nella cella non sembra esserci alcuna traccia di sangue, malgrado la foto mostri una vistosa ferita intorno al collo. Ancora più strane e inspiegabili apparivano altre ferite sul corpo del magnate, comprese alcune su entrambi i polsi, un vistoso ematoma sulla spalla sinistra e un’abrasione al braccio sinistro. Epstein aveva anche un taglio sul labbro e capillari rotti sul viso, sulla bocca e sugli occhi.

Le circostanze della morte di Epstein continuano a sollevare molti interrogativi sul protocollo della prigione federale di Manhattan. Le due guardie carcerarie che erano responsabili la notte in cui Epstein si è impiccato sono state accusate di falsificazione di documenti e cospirazione. Tova Noel, 31 anni, e Michael Thomas, di 41, che si sono dichiarati non colpevoli, stavano presumibilmente facendo acquisti online di mobili e schiacciando un pisolino, invece di controllare il milionario pedofilo nella sua cella, a soli 15 metri di distanza dalla loro postazione.

Dopo aver scoperto la morte di Epstein, gli agenti avrebbero detto ad un superiore di “aver fatto un casino”: Noel e Thomas sono accusati di non averlo controllato ogni mezz’ora, come previsto, e di aver falsificato i registri sostenendo di aver agito secondo regolamento.

Le due guardie erano tenute a verificare le condizioni della cella alle 16:00, alle 22:00, a mezzanotte, alle 3:00 e alle 5:00: dovevano percorrere i sei livelli del braccio per contare e verificare lo stato di ogni detenuto. Oltre a questo, gli ufficiali assegnati al braccio devono percorrere i corridoi ogni 30 minuti per verificare le celle dagli spioncini.

Secondo i procuratori, le telecamere di sorveglianza dimostrano che quella notte i due agenti non hanno fatto alcun giro di ispezione.

Epstein era stato messo sotto sorveglianza dopo essere stato trovato il 23 luglio sul pavimento della sua cella con lividi sul collo. La sua morte ha messo fine alla possibilità di un processo che avrebbe finito per coinvolgere personaggi di spicco, oltre a suscitare rabbia fra le sue vittime per aver evitato di rispondere davanti alla legge della sua condotta.

Nella cerchia di amicizie del miliardario figurano diversi ricchi e potenti, tra cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Bill Gates, l’ex presidente Bill Clinton e il principe Andrea.

Galleria fotografica
Dentro la cella di Epstein - immagine 1
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