FBI: rischio di interferenze straniere nelle elezioni

| Memori dell'intenso lavoro di depistaggio messo in campo dal Cremlino quattro anni attraverso decine di hacker, i federali svelano che Iran e Russia sarebbero in possesso dei database sugli elettori americani

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A soli 13 giorni da quelle che sono considerate le elezioni americane tra le più importanti di sempre, piomba un’indagine dell’FBI che svela i tentativi di intromissione di potenze straniere nella corsa elettorale. Secondo gli alti funzionari della sicurezza nazionale, ci sarebbe l’Iran dietro il massiccio invio di e-mail minacciose dirette all’elettorato Dem che recitano “Vota per Trump o verremo a cercarti”, o ancora, “Iscriviti al partito repubblicano per dimostrare che hai compreso il nostro messaggio”.

Per John Ratcliffe, direttore dei servizi segreti statunitensi, le email sembrano provenire da un gruppo di estrema destra a favore di Trump e “incitano al disordine”. Nel rapporto anche le prove che Iran e Russia avrebbero ottenuto “alcune informazioni sugli elenchi degli avanti diritto al voto”, anche se non è stato chiarito in che modo i due Paesi siano riusciti ad entrare in possesso dei database e che tipo di informazioni abbiano carpito.

L’insolito annuncio dell’intelligence in un momento così delicato e vicino al voto è visto dai media americani come la testimonianza palpabile delle forti preoccupazioni sul rischio di interferenze di voto e sulle campagne di disinformazione creati da potenze straniere particolarmente interessate all’esito delle presidenziali. Gli elenchi elettorali potrebbero essere usati per “comunicare informazioni false agli elettori, seminare confusione e minare la fiducia nella democrazia americana”.

In molti Stati americani, gli elenchi degli aventi diritto al voto sono disponibili su richiesta, anche se ogni Stato ha regole diverse su chi è autorizzato a richiedere informazioni e sul genere di dati che vengono rilasciati. “Se ricevete un’e-mail intimidatoria nella vostra casella di posta elettronica non allarmatevi e non diffondete la notizia”, ha aggiunto Ratcliffe, definendo le azioni per influenzare gli elettori statunitensi dei “penosi tentativi messi in atto da disperati”.

Ma l’annuncio ha inevitabilmente sfumature che riportano all’ormai celebre interferenza russa nelle elezioni del 2016. Quattro anni fa, sui social erano comparsi migliaia di falsi profili che si fingevano semplici elettori. Le agenzie di intelligence statunitensi conclusero che diversi hacker appoggiati dal Cremlino avevano lavorato alacremente per minare la corsa presidenziale di Hillary Clinton usando attacchi informatici e inondando di fake news i social media.

Per tentare di rassicurare gli elettori americani si è aggiunta l’autorevole voce del direttore dell’FBI Christopher Wray: i sistemi elettorali statunitensi sono “sicuri e resistenti: siate certi che il vostro voto conta”. Alla data attuale, oltre 40 milioni di americani hanno già votato.

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