Florida: nell’inferno del “Pervert Park”

| Un’inchiesta del “Sun” ha svelato l’esistenza di un’area per case mobili e camper dove si concentrano pedofili e criminali di ogni tipo. La paura degli abitanti del quartiere e i controlli della polizia

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All’apparenza, dall’esterno, il “Palace Mobile Park” di St. Petersburg, in Florida, sembra uno dei tanti sobborghi americani pieni di camper, roulotte e case mobili dove sopravvivono intere famiglie e gente che trova da vivere attraversando periodi bui. Ma il soprannome – “Pervert Park” – toglie ogni dubbio: con 130 fra pedofili e predatori sessuali non sorvegliati, è uno dei posti più pericolosi di tutta l’America. Descritto come un “focolaio di droga e prostituzione”, ospita 100 criminali sessuali di età compresa tra i 25 e i 91 anni, che pagano 375 dollari al mese per condividere roulotte malandate e bagni in comune.

I crimini dei residenti vanno dalla pornografia infantile all’adescamento di minori online, fino alle molestie sui propri figli. Alcuni di loro hanno subito abusi durante l’infanzia e ammettono di aver fatto lo stesso, mentre altri insistono sul fatto di essere laureati o normali padri di famiglia vittime di grossolani errori giudiziari.

Il quartiere circostante è noto per essere uno dei paradisi dello spaccio e della prostituzione, ma è anche il luogo di residenza di anziani e giovani famiglie che vivono nel terrore di avere come vicini di casa criminali sessuali liberi di andare e venire a loro piacimento, con l’unico obbligo di non avvicinarsi a meno di 1.000 metri da una scuola.

Destara Anderson, mamma di tre ragazze di 15, 10 e 9 anni, vive a pochi metri dal Palace Park, e ha scoperto la realtà solo un anno dopo essersi trasferita nella sua modesta casa con il marito, le figlie e la suocera, costretta sulla sedia a rotelle. “Un collega di lavoro me ne ha parlato e sono rimasta scioccata: ho vietato ai miei figli di giocare in giardino. Lo sceriffo locale tiene d’occhio la situazione, ci sono poliziotti alla fermata dell’autobus prima e dopo la scuola, e distribuiscono volantini ogni volta che al Pervert Park arriva un nuovo delinquente”. Sarah Walls, una pensionata che vive a un isolato dal parco, aggiunge: “Ci sono prostitute che sfilano su e giù per la strada a qualsiasi ora, ed è pieno di droga. Vivo qui da cinque anni, ma voglio andarmene”.

Alcuni dei residenti del Palace Park indossano braccialetti e cavigliere elettroniche imposte dal tribunale o sono tenuti a presentarsi regolarmente alla polizia come parte delle condizioni per la libertà vigilata, ma per il resto sono liberi. Il sito web del parco recita: “Forniamo un luogo sicuro ai criminali sessuali che escono di galera, per iniziare il reinserimento nella società. Disponiamo di alloggi sicuri a prezzi accessibili, offrendo al tempo stesso una guida e numerosi servizi per aiutare un individuo al ritorno ad una vita normale. Nella nostra storia, nessuno dei residenti è mai stato condannato per un nuovo reato sessuale”.

Una portavoce della polizia di St. Petersburg ha confermato che non sono previste misure particolari per il Palace Park: “Ogni volta che una persona viene registrata come criminale sessuale ci sono restrizioni su dove può vivere. I molestatori sessuali hanno un agente di sorveglianza e sono monitorati attraverso i tribunali, ma la polizia non viene coinvolta a meno che non sia stato commesso un crimine o sia in corso un reato. Questo è il modo in cui è impostato il sistema, e di più non possiamo fare”.

Douglas Baldwin, uno dei gestori dell’area, ha assicurato che il parco è generalmente “tranquillo” e il tasso di criminalità molto basso: “Siamo diventati una sorta di rifugio semplicemente perché il resto della società preferisce mettere la testa sotto la sabbia. In termini di droga e prostitute, se le becchiamo vengono sfrattate subito: non siamo recintati e volendo chiunque potrebbe entrare di nascosto, ma cerchiamo di evitarlo. La tendenza della gente è di pensare che queste persone non possano vivere qui e dovrebbero andarsene, ma dimenticano di rispondere ad una domanda: dove? A meno che non si decida di condannare a morte chiunque abbia subito una condanna, una soluzione va trovata. Posso aggiungere solo una cosa: la stragrande maggioranza dei nostri ospiti non sono più le stesse persone di prima”.

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