Hackerato lo studio legale dei vip americani

| I pirati informatici sono riusciti a impossessarsi di 756 GB di dati di diverse celebrità del mondo dello spettacolo, compreso il nome più importante: Donald Trump. Chiesto un riscatto di 42 milioni di dollari: l'FBI indaga

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“La prossima persona su cui divulgheremo materiale è Donald Trump. È in corso una campagna elettorale e abbiamo trovato una tonnellata di panni sporchi che lo riguardano”. La minaccia arriva da un gruppo di hacker che qualche giorno sarebbe riuscito a violare gli archivi più segreti della “Grubman Shire Meiselas & Sacks”, un celebre studio legale newyorkese che tutela gli interessi di personaggi molto in vista come il presidente americano, Lady Gara, Madonna, Bruce Springsteen, Christina Aguilera, Rod Stewart, Drake, Robert De Niro, Elton John, Barbra Streisand, Barry Manilow, The Weeknd, U2, Andrew Lloyd Webber, Prianka Chopra, Sofia Vergara, LeBron James, Mike Tyson e Mariah Carey.

Ma ovviamente, il boccone più pregiato è proprio quello di Donald Trump, il nome utilizzato dai cracker per lanciare l’ultimatum: una settimana di tempo per pagare 42 milioni di dollari, o sarà la gogna planetaria. Per dare un’idea di ciò che possono fare, i cracker del gruppo, noto come “REvil” o “Sodinokibi”, che lo scorso dicembre avevano violato la piattaforma Travelex ottenendo un riscatto da due milioni di dollari, hanno diffuso online lo screenshoot di un contratto sottoscritto da Madonna.

In una nota, lo studio legale ha confermato l’attacco ransomware e il furto di 756 GB di dati, aggiungendo anche che sono in corso indagini dell’FBI e di non aver pagato alcun riscatto. “Siamo stati informati da esperti informatici e dall’FBI che negoziare o pagare un riscatto rappresenta una violazione delle leggi penali: in più, anche quando sono pagati enormi riscatti, spesso i criminali fanno trapelare ugualmente i documenti”.

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