I problemi di Joe Biden

| L’ex vice di Barack Obama, probabile candidato Dem alle primarie, accusato da due donne di atteggiamenti molesti. Ma i racconti non convincono quasi nessuno

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Le carte in regola per tentare la volata alla candidatura per le primarie dei Dem le aveva tutte: senatore del Delawere e soprattutto fidatissimo vicepresidente di Obama dal 2009 al 2017. Quello fra Joe e Barack, riconoscono in tanti, è stato più di un semplice rapporto politico fra un presidente e un suo vice: quando al figlio Beau viene diagnosticata una brutta malattia che lo porterà alla morte, Joe annuncia di voler vendere la casa di famiglia per pagare le cure necessarie. Obama lo viene a sapere e si offre di pagare lui tutto il necessario, per evitargli di disfarsi dell’abitazione di famiglia.

Ma ora, sul nome di Joe Biden, si addensano nuvole scure: due donne lo accusano di “comportamenti inappropriati”, solita frase che racchiude un ventaglio di azioni dispensate gratuitamente e più che altro non richieste. Le due, quasi all’unisono, sostengono che Biden le abbia palpeggiate e approcciate: pur escludendo la violenza, affermano che il comportamento dell’ex vicepresidente le mise in forte imbarazzo creando in loro un senso di disagio.

La prima a puntare il dito contro Joe era stata Lucy Flores, 40 anni, ex candidata Dem alla carica di vice governatrice del Nevada: durante un incontro elettorale del 2014, Biden le avrebbe messo le mani sulle spalle assestandole finanche un bacio sulla testa. Qualche giorno fa si aggiunge Amy Lappos, 43 anni, assistente politica del Partito Democratico a cui Biden nel 2009 avrebbe preso il volto fra le mani sfregando il naso contro il suo: “Quando si è avvicinato pensavo mi volesse baciare: non ho fatto denuncia perché lui era il vicepresidente ed io una semplice nessuno”.

Inutile dire che il dibattito si aperto, lacerando in due l’America: da una parte quelli che sono convonti si tratti di gesti da “nonno”, più che da sexual-predator, dall’altra gli oltranzisti che al contrario ritengono l’atteggiamento “sconveniente e irrispettoso”. Dove sia l’approccio sessuale, se i racconti corrispondono al vero, è difficile dirlo, ma dall’avvento di Weinstein in poi, #MeToo compreso, diventa sempre più complicato stabilire i confini fra cosa è lecito e cosa no.

Joe Biden ha ascoltato e replicato in modo pacatissimo: “Non mi sono mai comportato in maniera inappropriata, ma se qualcuno afferma che sia così sono pronto ad ascoltarlo. Stiamo attraversando un momento storico in cui le donne possono finalmente condividere le loro esperienze, e gli uomini devono ascoltare”. Dal suo team, intanto, filtrano voci secondo cui i due episodi non influiranno in alcun modo sulla candidatura di Biden, considerata dal Dem decisamente “pesante” per riuscire a sopravanzare Trump impedendogli il secondo mandato.

Qualche dubbio lo esprime invece una parte dei media che parla di un atteggiamento “open secret”, nel senso che tutti sapevano e nessuno parlava, lasciando maliziosamente intendere che le due donne potrebbero essere le avanguardie di una truppa ben più sostanziosa a livello numerico.

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