I whistleblower che inchiodano la Boeing

| L’azienda era stata avvisata più volte della pericolosità dei 737 MAX per difetti di fabbricazione, problemi nell’assemblaggio e malfunzionamenti del nuovo stabilizzatore. Ma sono stati ignorati

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Anche se era nell’aria, l’accusa è pesante: malgrado fosse al corrente di alcuni difetti del 737 Max, la Boeing ha evitato di fermare i suoi aerei fino a che non è stata costretta dai troppi incidenti, seguiti da un anatema mondiale che ha messo a terra forzatamente i suoi velivoli. Il riferimento è al volo Lion Air 601 del 29 ottobre 2018 caduto in mare poco dopo il decollo da Giacarta, e all’Ethiopian Airlines 302 che il 10 marzo scorso si è schiantato nei dintorni di Addis Abeba: due tragedie costate la vita a 346 persone.

Un documento di analisi della “Federal Aviation Administration” datato dicembre 2018, alcune settimane dopo il primo incidente, dimostra che erano dati come “molto probabili” più di 15 disastri aerei del MAX nel corso della sua carriera. Il documento è stato reso pubblico ieri nel corso di un’udienza della commissione di controllo sui trasporti della Camera.

L’amministratore della FAA Stephen Dickson ha riferito che sulla base di quel documento e “di ciò che sappiamo oggi”, se in quei giorni lui fosse stato alla guida della Boeing avrebbe agito immediatamente per mettere a terra i 737 Max. Purtroppo ha assunto l’incarico nel mese di agosto, molto tempo dopo che le analisi e le decisioni erano state prese da altri.

“La FAA ha giocato sulla sicurezza dei passeggeri”, ha tuonato il presidente della commissione Peter DeFazio, ma Dickson ha difeso il processo decisionale dell’agenzia: “Con il dovuto rispetto, le indicazioni dei due incidenti non riflettono il lavoro costante dei 45.000 professionisti della FAA”.

In una nota, la Boeing ha commentato che un avviso di possibile emergenza con istruzioni per i piloti “fossero due passi sufficienti per consentire l’operatività della flotta MAX fino alle modifiche al software MCAS”.

È proprio il nuovo stabilizzatore computerizzato MCAS al centro delle polemiche: gli investigatori hanno stabilito che oltre a fornire dati errati, assumeva il controllo dei velivoli. La Boeing è corsa ai ripari sviluppando una soluzione che renda il sistema meno potente e sia dotato anche di un secondo sensore che permetta di verificare la correttezza dei dati forniti ai piloti.

Uno dei testimoni, Ed Pierson, ex dipendente della Boeing che ha lavorato al programma 737 MAX, ha affermato di aver invitato i vertici dell’azienda a chiudere la linea di produzione dei velivoli a causa di errori progettuali, ma le sue raccomandazioni sono cadute nel vuoto. Le pressioni dei cicli di produzione e i problemi nell’ottenere i pezzi di ricambio si traducono in un sovraccarico di lavoro per i dipendenti addetti all’assemblaggio degli aerei: “Si può avere l’aereo più rivoluzionario della storia, ideato dai più brillanti ingegneri e portato in cielo dai piloti più talentuosi che ci siano, ma se hai un meccanico stanco, un elettricista che lavora troppo o un tecnico che è stressato perché passa più tempo in fabbrica che con la sua famiglia, non c’è nulla che vale. Ho avvertito formalmente la leadership di Boeing per iscritto sui potenziali rischi in diverse occasioni: una volta prima dell’incidente Lion Air e la seconda poco prima dell’incidente della Ethiopian Airlines. Ma sono stati ignorati entrambi”.

La testimonianza di Pierson è la prima da quando aveva  ha espresso pubblicamente le sue preoccupazioni, inizialmente presentate in forma anonima al CEO di Boeing Dennis Muilenburg.

Un altro whistleblower, l’ex dipendente della FAA Michael Collins, ha affermato di essere stato testimone nei momenti in cui sono stati identificati i problemi di sicurezza: “Un senior manager ha ignorato gli avvisi e le preoccupazioni di 13 ingegneri, un collaudatore e quattro manager. Con l’avvicinarsi della data di omologazione, la Boeing non aveva apportato alcuna modifica al progetto e la direzione della FAA ha deciso di non richiedere modifiche al progetto, che aveva parti vecchie di 50 anni”. Un dettaglio che, secondo la commissione, dimostrerebbe che la FAA e la Boeing avessero una relazione fin troppo stretta.

In un’intervista, Dickson ha riferito che la messa a terra dei 737 Max proseguirà fino al prossimo anno: “Ci sono almeno 10 profonde modifiche da mettere in atto prima che il velivolo possa tornare a volare”.

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