Il day after di Donald Trump

| Dopo il mezzo successo elettorale, in realtà considerato enorme, il presidente americano passa all’incasso: licenzia il ministro della giustizia Jeff Sessions e ritira il pass stampa all’inviato della CNN

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All’indomani di quella che ritiene una vittoria senza mezzi termini, Donald Trump torna a ciò che gli riesce meglio: licenziare collaboratori e prendersela con i giornalisti.

In un’affollata conferenza stampa alla Casa Bianca per commentare i risultati elettorali, con la soddisfazione non nascosta di aver fermato la “blue wave” democratica, tra frasi enfatiche come “grande successo” e “giorno incredibile”, Trump tende la mano agli avversari, in particolare alla leader della Camera, Nancy Pelosi, a patto che la smettano di aprire nuovi filoni di indagine sul suo operato e quello della sua squadra di governo. Anche la Pelosi, almeno al momento, sembra voler sotterrare l’ascia di guerra, promettendo la collaborazione Dem sui temi di grande interesse come le infrastrutture e il lavoro.

Ma passando all’incasso dopo il risultato elettorale, che in realtà divide in due l’America rendendo più complicata la sua marcia verso l’eventuale secondo mandato del 2020, Trump lancia la bordata annunciando di aver licenziato Jeff Sessions, ministro della giustizia, regolando così un conto aperto da tempo, da quando Sessions preferì prendere le distanze dalle indagini sul Russiagate, delegando Rod Rosenstein.

Sessions, raggiunto dalla AFP, ha affermato di aver presentato le dimissioni su invito dello stesso Trump, che lo ha velocemente ringraziato per il lavoro svolto con uno dei suoi tweet. L’incarico ad interim è stato assegnato a Matthew G. Whitaker, capo di gabinetto del Dipartimento di Giustizia.

Una scelta niente affatto casuale, assicurano gli analisti, che getta ombre scure sul raggio d’azione del superprocuratore Robert Mueller, ormai prossimo a presentare i risultati della sua inchiesta sul Russiagate.

Ma non è ancora finita, perché nel corso della stessa conferenza stampa, Trump ha regolato un paio di conti con i nemici di sempre, la “CNN”. Alla domanda di Jim Acosta, corrispondete dalla Casa Bianca del colosso di Atlanta, che chiedeva notizie sulla carovana dei migranti e su come sia stata strumentalizzata ad arte nella campagna elettorale, Trump è sbottato: “Lei è un maleducato, un nemico del popolo, la CNN dovrebbe vergognarsi di averla come corrispondente. Io governo, lei pensi alla CNN”.

Il battibecco è proseguito per qualche minuto, mentre alcuni dipendenti della White House tentavano di togliere il microfono ad Acosta. Poco dopo, la portavoce Sarah Sanders ha diffuso un comunicato in cui si accusa il giornalista di “aver messo le mani su una giovane stagista” che tentava di togliergli la parola: “Un atto inaccettabile. Il pass stampa del corrispondente della CNN è stato ritirato.

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