Il killer di El Paso in tribunale

| Patrick Crusius, autore lo scorso agosto della strage nel supermercato Walmart costata la vita a 22 persone, è comparso in tribunale per ascoltare le 90 accuse formulate dal giudice sul suo conto. Presenti alcuni dei sopravvissuti

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La mattina del 3 agosto dello scorso anno, un uomo armato di fucile entra nel supercenter “Walmart” alla periferia di El Paso, in Texas. Apre il fuoco lasciando a terra 22 persone, fra cui quattro bambini.

All’arrivo della polizia, il killer alza le braccia e lascia cadere a terra il Wasr-10, versione civile dell’AK-47: si chiama Patrick Wood Crusius, ha 20 anni, si è laureato due anni prima alla “Plano Senior High School” e vive con la famiglia ad Allen, a più di 1000 km da El Paso. Poco prima della strage aveva pubblicato in rete il suo “manifesto” suprematista in cui elogiava la strage di Christchurch, in Nuova Zelanda, affermando di voler fare lo stesso, vendicando l’invasione ispanica del Texas.

A sei mesi dalla strage, Patrick Crusius è comparso per la prima volta davanti al tribunale distrettuale di El Paso, dove deve affrontare 90 accuse federali fra cui strage, crimini d’odio, terrorismo interno e possesso di armi da fuoco.

Sotto stretta sorveglianza, sguardo torvo, in silenzio e con le manette ai polsi, come ordinato dal giudice Miguel Torres per il rischio sicurezza in base ai “reati estremamente violenti” di cui è accusato, Crusius è apparso sotto gli occhi di una dozzina di sopravvissuti all’attacco. ll procuratore generale degli Stati Uniti William Barr ha annunciato che, dopo essersi consultato con le famiglie delle vittime, deciderà a breve se richiedere la pena di morte.

Dopo il suo arresto, Crusius avrebbe confidato agli investigatori di aver deciso di uccidere quanti più messicani possibile. Dai filmati delle telecamere di sorveglianza è emerso che poco prima della strage Crusius si era mescolato ai clienti per ispezionare il Walmart, il grosso supermercato a circa 8 km dal confine tra Stati Uniti e Messico.

Quindi è tornato verso la sua auto: ha indossato cuffie protettive e occhiali di sicurezza, mentre nelle mani stringeva il fucile mitragliatore e nelle tasche aveva più di 1000 proiettili a punta cava.

Secondo le ricostruzioni, Crusius ha iniziato a sparare indiscriminatamente, colpendo persone che stavano acquistando materiale scolastico per i figli, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole.

Settimane prima della sparatoria, la madre di Crusius aveva contattato la polizia per raccontare di essere preoccupata per il figlio, in possesso di un fucile d’assalto malgrado la sua giovane età, raccontando agli agenti che le preoccupazioni nascevano da un basso livello di maturità e totale mancanza di esperienza con le armi del ragazzo. Ma nessuno era intervenuto.

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