Il manifesto del killer di San Diego

| Il 19enne autore dell'attacco alla sinagoga si definisce un talento del pianoforte che sei mesi fa non avrebbe neanche immaginato un gesto simile. A ispirarlo Brenton Tarrant, l’attentatore della Nuova Zelanda

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“Suono il pianoforte da quando avevo quattro anni: sono un ragazzo normale che studia da infermiere per aiutare le persone. Se qualcuno mi avesse detto 6 mesi fa che avrei fatto tutto questo, gli avrei risposto che era pazzo”. È solo un passaggio dell’inquietante manifesto di John T. Earnest, 19 anni, l’attentatore della sinagoga di San Diego, secondo quanto riferito dalla polizia l’ennesimo “crimine d’odio religioso”.

Una manciata di minuti di follia, intorno alle 11:30 del mattino, costati la vita a Gilbert Kaye, una donna di 60 anni, e per poco anche a Noya Dahan, 8 anni, suo zio Almong Peretz di 31 e il rabbino Yisroel Goldstein. Earnest era armato con un fucile d’assalto AR15 che si è inceppato, evitando un costo in vite umane ancora maggiore: un agente della polizia di frontiera fuori servizio ha risposto al fuoco colpendo l’auto su cui l’attentatore si stava allontanando: è stato lo stesso ragazzo ad avvisare la polizia indicando il luogo in cui si trovava, è sceso dall’auto con le braccia alzate consegnandosi agli agenti.



Studente modello alla “California State University” di San Marcos, nessun precedente penale sulle spalle, John T. Earnest si è definito “suprematista bianco” e “antisemita”, e la polizia sta analizzando ogni passaggio del suo manifesto, pubblicato in rete poco prima dell’assalto alla sinagoga della congregazione ebraica di Poway, un sobborgo a nord di San Diego. Circa 4.000 parole piene di sarcasmo, frasi farneticanti e odio verso gli ebrei, in cui il giovane si autoaccusa anche dell’incendio alla moschea Dar-ul-Arqam di Escondido del 24 marzo e racconta di aver pianificato l’assalto in quattro settimane. Fonte di ispirazione “l’eroico” gesto di Brenton Tarrant, l’autore dei 50 morti dell’attacco alle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda. “Tarrant è stato un catalizzatore: ha cambiato la mia vita”, si legge nel manifesto. Ed esattamente come l’attentatore della Nuova Zelanda, anche Earnest aveva annunciato l’attacco con un post pubblicato 30 minuti prima (senza specificare il luogo), prevedendo un live stream che però non ha funzionato, con tanto di “playlist” di canzoni e un messaggio di addio finale.

Gran parte del manifesto consiste in una lunga lista di lamentele e insulti contro gli ebrei, accusati di aver pianificato il genocidio della “razza europea” e si conclude con l’affermazione che l’obiettivo era quello di indurre il governo degli Stati Uniti alla confisca delle armi, decisione che secondo lui porterebbe alla guerra civile.

Secondo lo sceriffo della contea di San Diego, John T. Earnest viveva con i genitori e non risulta avesse legami con gruppi di suprematisti bianchi. Il padre è un tranquillo insegnante di scuola superiore, presidente di una chiesa presbiteriana ortodossa di Escondido.

L’assalto è stato pianificato durante le funzioni dell’ultimo giorno di Pasqua, in un momento in cui si ritiene che all’interno della sinagoga ci fossero circa 100 persone. In base al racconto di alcuni testimoni, il giovane indossava un giubbotto tattico e un casco.

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