Il minuto di follia di Connors Betts

| Tanto è bastato all’attentatore di Dayton per uccidere 9 persone e ferirne 26. Lui e Patrick Crusius, il killer di El Paso, non si conoscevano: il primo è stato ucciso dalla polizia, l’altro è già destinato al braccio della morte

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Di Germano Longo
Patrick Crusius e Connors Betts non si conoscevano, vivevano a 2.500 km uno dall’altro: li ha uniti per sempre una delle peggiori giornate di sangue della storia recente degli Stati Uniti. Insieme, ai due capi opposti degli States, hanno ammazzato 30 persone macchiando di sangue l’estate americana. Il primo ha 21 anni e ha ucciso 22 persone nel centro commerciale di El Paso, in Texas. Il secondo di anni ne ha 24, e tredici ore dopo ha fatto lo stesso nel centro di Dayton, in Ohio, uccidendo 9 persone. In comune non hanno nulla, o forse tutto: solitari, musoni, depressi, probabilmente affetti da problemi psichici mai curati e scambiati per un carattere particolare. Il primo amava Trump, il secondo nel 2016 era rimasto sconvolto dalla sua elezione. Ma ambedue hanno trovato armi potenti ad attenderli sulla discesa verso la follia: un fucile mitragliatore per il centro commerciale di El Paso, un fucile calibro 223 con caricatori ad alta capacità per la movida di Dayton. Patrick si è messo le cuffie per proteggere l’udito, Connors il giubbotto antiproiettile. Per adesso li separa solo il destino finale: Patrick Crusius ha sparato per un’ora esatta, poi si è arreso alla polizia, Connors Betts è stato abbattuto un minuto dopo aver aperto il fuoco. Ma è solo questione di tempo, e torneranno insieme: la procura di El Paso ha annunciato l’intenzione di chiedere la pena di morte per Patrick Crusius.

Appena 60 secondi di fuoco che a Connors Betts sono bastati per ammazzare 9 persone e ferirne altre 26. Ma mentre per Crusius i motivi della strage, per quanto farneticanti, ci sono, per Connors resta ancora tutto da capire. È arrivato verso l’una di notte all’angolo della East 5th street, la zona del divertimento di Dayton, affollata di gente. Sembra che poco prima di mettere mano al fucile gli fosse stato negato l’ingresso al “Ned Peppers”, un popolare locale dell’Oregon District, ma appare improbabile che sia bastato questo a far scattare la reazione. A rendere ancora più inquietante la sua lucida follia una notizia confermata dalla polizia: fra le 9 vittime ci sarebbe sua sorella Megan, 22 anni, ma Connors non ha risparmiato un proiettile nemmeno al fidanzato, finito nell’elenco dei feriti: erano arrivati insieme in auto nel centro di Dayton, e secondo gli inquierenti i due non sapevano nulla delle intenzioni del fratellone strano.

Gli ex compagni di classe lo descrivono come un bullo che si divertiva a spaventare le donne. Abitava con la famiglia a Bellbrook, 40 km circa da Dayton, dove adesso le finestre sono chiuse e la famiglia chiede il rispetto della privacy per una tragedia che in un minuto solo si è portata via i loro due figli. Sulla sua pagina Twitter, Connors Betts si definiva fan dei cartoon giapponesi, dichiarava le sue simpatie per la Dem Elizabeth Warren e per Satana e commentava aspramente le stragi di Parkland e dell’11 settembre. Il tutto intervallato da frasi che adesso suonano come una premonizione: “Vado all’inferno e non torno”. L’hanno accontentato.

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