Il muro delle mamme

| Nelle strade di Portland, dove le violenze antirazziali non accennano a diminuire, si schierano come cuscinetto fra i manifestanti e la polizia: non cercano lo scontro e non sono minacciose, vogliono solo proteggere i loro figli

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Da più di due mesi, ogni sera intorno alle 18, si ritrovano nella zona della corte federale di Portland, in Oregon, dove le proteste antirazziali seguite alla morte di George Floyd non sono mai terminate. Anzi, si sono perfino inasprite quando il presidente Trump ha inviato in città squadre di agenti speciali con il compito di reprimere le proteste.

Si vestono con una maglietta gialla e chi può indossa mascherine e caschi da ciclista in testa, sono armate di ombrelli, fiori in plastica e cartelli, e formano un muro tenendosi sottobraccio. È il fenomeno del “Wall of Moms”, il muro delle mamme, che fanno da cuscinetto fra i manifestanti e le cariche della polizia, sfidata a viso aperto con un grido che è diventato il loro slogan: “Non sparare a tua madre”.

Bev Barnum, la donna che per prima ha deciso di scendere in piazza, ha raccontato che nel giro di qualche ora centinaia di donne si erano unite a lei e che il gruppo Facebook ha ormai superato i 14.000 iscritti. “Volevamo creare una barriera e un diversivo, soprattutto per dimostrare che i manifestanti non sono dei ribelli e che neanche noi eravamo lì per creare problemi, ma per tentare di risolverli”. Alla gente di Portland, il muro delle mamme piace: chi non scende in strada in prima persona passa il tempo a portare qualcosa da bere e da mangiare.

I rischi ci sono, ammettono: qualcuna è finita in ospedale, vittima dei gas lacrimogeni lanciati dalla polizia, altre sono state arrestate, interrogate e rilasciate, perché nessuno è riuscito a dimostrare che fossero violente. “Non è il momento della nostra generazione, è quello dei ventenni, che si ritrovano a lottare per il futuro che ai loro genitori è stato negato. E quando hanno bisogno di aiuto, il nostro compito è di tenerli al riparo dalle violenze delle forze dell’ordine”.

L’esempio del Wall of Moms di Portland è stato seguito in altre città come New York, Philadelphia e St. Louis.

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