Il primo giorno di Joe

| Si è chiuso per due ore nello Studio Ovale per firmare 17 ordini esecutivi che cancellano alcune delle decisioni più odiose di Trump. Il capo della comunicazione detta l’agenda, con la promessa di affrontare un argomento al giorno

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Un inatteso sprazzo di sole ha accompagnato il giuramento di Joe Biden e Kama Harris: fino a poco prima nevicava, e per chi crede in queste cose, è un buon segno.

Biden non perde tempo, ha di fronte la missione di riportare l’America al ruolo che le compete nel mondo, rispettando le politiche ambientali e gli alleati storici, con la priorità di battere il Covid-19 per rimettere in sesto l’economia. Ha di fronte un’America lacerata che cova razzismo, chiede lavoro e sogna di poter tornare alla normalità. Tutte cose che Trump ha letteralmente ignorato o preso a schiaffoni, lasciando una scia di irritazione ovunque sia andato.

Terminati i protocolli dell’Inauguration Day, il neo presidente si è chiuso nello Studio Ovale per mettere le sue prime firme sui primi 17 ordini esecutivi che rappresentano un colpo di spugna all’amministrazione appena andata a casa. Stabilisce l’obbligo di indossare la mascherina in tutti gli edifici e gli uffici federali e sui mezzi di trasporto pubblici, poi ordina il ritorno degli Stati Uniti negli accordi sul clima di Parigi e nell’Organizzazione Mondiale della Sanità, revoca il permesso di concessione per la costruzione dell’oleodotto Keystone che doveva collegare il Canada al Golfo del Messico, mette fine al “Muslim Ban”, il bando all’immigrazione da alcuni paesi a maggioranza musulmana e revoca la dichiarazione di emergenza di Trump, che chiedeva di stanziare fondi per la costruzione del muro con il Messico. Al contrario, proroga la moratoria sugli sfratti e sui pagamenti degli interessi per i prestiti agli studenti. Da politico navigato, consapevole che il mondo lo guarda, non si limita a questioni solo americane, ma strizza l’occhio al pianeta, a cui promette tutto l’impegno possibile per voltare pagina dopo quattro anni in cui l’America era diventata antipatica al mondo intero.

Uno dopo l’altro gli arrivano i messaggi di auguri di Papa Francesco, che chiede “di favorire la comprensione, la riconciliazione e la pace”, della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che annuncia “L’Europa pronta per un nuovo inizio”, e del presidente francese Emmanuelle Macron, che saluta con soddisfazione il ritorno degli Stati Uniti negli accordi sul clima Cop21.

L’unico mistero della giornata, è la notizia di una “misteriosa” lettera che Trump avrebbe lasciato alla Casa Bianca per Biden. La nuova responsabile della comunicazione, Jen Psaki, alla sua prima conferenza stampa, svela che si tratta di un messaggio “Molto generoso e cortese. Ma è una lettera privata, e il presidente ne renderà noto il contenuto solo se l’autore sarà d’accordo. Il che rinvia la decisione ad una telefonata tra i due, che è in programma”.

Poco prima, la portavoce aveva illustrato la strategia di comunicazione della Casa Bianca, che prevede di affrontare un tema al giorno. Si inizia giovedì come la promessa di 100 milioni di vaccinati nei primi 100 giorni di mandato, per poi passare il giorno successivo al “salvataggio dell’economia”. Lunedì sarà la volta del “Buy American”, comprate americano, piano per difendere industrie e posti di lavoro statunitensi, martedì le iniziative per combattere le disuguaglianze, mercoledì la lotta al cambiamento climatico, giovedì 28 le riforme necessarie alla sanità e venerdì 29 il tema dell’immigrazione.

Stati Uniti
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