Impeachment, l’ora di John Bolton

| L’ex consigliere per la sicurezza nazionale, voluto ed epurato da Trump, sarebbe pronto a deporre. E potrebbe essere la svolta definitiva dell’impeachment

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E alla fine arriva John, come nei film, per salvare all’ultimo istante un amico assediato dai nemici, una famiglia in pericolo, un cervo sfuggito ai veterinari dell’amaro Montenegro. Questa volta l’ennesimo John, di cognome Bolton, baffi bianchi e occhialini da sceriffo saggio, ha il compito di dare la volata all’impeachment contro Donald Trump, il presidente che prima l’ha voluto come consigliere per la sicurezza nazionale, salvo poi licenziarlo in tronco un anno dopo. Proprio su questo dettaglio, si capisce che fra i due non corresse buon sangue: Trump afferma di averlo accompagnato a calci fino alla porta della Casa Bianca, Bolton nega, dicendo che è stato lui andarsene, sbattendo ogni porta possibile.

Questioni di grana grossa che adesso, due mesi dopo l’epurazione, diventano il piatto su cui si consuma la vendetta dell’avvocato di Baltimora diventato politico di razza. È lui la pedina su cui si giocano le fasi finali dell’inchiesta che può portare all’incriminazione del presidente, un nome emerso più volte dai testimoni che finora si sono alternati davanti alla commissione del Congresso.

Secondo gli analisti politici, la sua deposizione sarà (o sarebbe) un vero colpo di scena nel tortuoso percorso dell’impeachment, perché Bolton era già stato invitato, ma aveva declinato appellandosi alla norma che concede ai funzionari della Casa Bianca di non presentarsi in audizione. Ma ora qualcosa è cambiato: John Bolton ci ha ripensato, e dagli indizi seminati finora, sembra nutrire intenzioni bellicose: “È tempo di parlare”. Per vuotare il sacco attende solo un mandato di comparizione ufficiale, perché siano i giudici a prendersi la responsabilità della deposizione.

Finora non era riuscito a far sentire la propria voce denunciando il blocco del suo account Twitter, secondo lui su ordine espresso di Trump, che ovviamente nega. Ma quando la questione stava implodendo, l’account è tornato attivo e John non se l’è fatto ripetere due volte: “Avevano paura di quello che averi potuto dire? Mi spiace deludere chi speculava sul fatto che mi stavo nascondendo, non era così: restate sintonizzati”.

Trump, temendo l’arrivo di nuovi container di materiale organico, ha tentato l’approccio morbido - “Abbiamo un buon rapporto” – ma Bolton non ha raccolto, e neanche risposto. In compenso, il suo team legale ha seminato ad arte piccole dosi di esplosivo, con frasi come “Ha una conoscenza diretta di incontri e colloqui”. Roba che sarà utile soprattutto per un libro che pare stia scrivendo, a fronte di un contratto da due milioni di dollari.

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