In carcere l’ex avvocato di Trump

| Michael Cohen dovrà scontare una condanna a tre anni di reclusione. Da stretto collaboratore di Trump nei mesi scorsi si era trasformato in uno dei suoi peggiori accusatori

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Michael Cohen, 52 anni, l’ex avvocato personale di Donald Trump, si è presentato puntuale all’ingresso del “Federal Correctional Institution” di Otisville, una prigione considerata di media sicurezza che attualmente ospita 825 detenuti. Condannato in via definitiva lo scorso dicembre, dopo una proroga di due mesi ottenuta dai suoi avvocati, Cohen deve scontare tre anni per uso illecito di fondi elettorali, utilizzati per pagare il silenzio della modella Karen McDougal e dell’ex attrice porno Stormy Daniels, con cui Donald Trump aveva avuto relazioni extraconiugali. Pagamenti, secondo l’ex legale, ordinati dallo stesso Trump, di cui era stato fino al 2008 uno dei più stretti collaboratori. Il nome di Cohen era comparso in un’indagine dell’FBI sul così detto “Russiagate”: lo scorso agosto l’ex legale si era dichiarato colpevole di otto capi d’imputazione, accettando di collaborare con il super procuratore Robert Mueller. Lo scorso 27 febbraio, Cohen era comparso volontariamente di fronte alla commissione della Congresso americano, accusando sotto giuramento Trump di essere “razzista, truffatore e imbroglione”, oltre a definire il suo mondo “mafioso e totalmente votato a proteggerlo dalle sue malefatte”.



Entrando nel carcere, a circa 100 km da New York, Cohen si è fermato qualche istante con i cronisti presenti, sibilando: “Spero di non trovare un paese xenofobo, razzista e ingiusto quando uscirò. Sulla mia vicenda c’è ancora molto da dire, aspetto il giorno in cui potrò condividere la verità”.

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