Investe il figlio che non vuole andare a scuola

| A Belmont, in Michigan, una donna ha perso la pazienza verso il figlio travolgendolo con l’auto dopo una folle corsa. Il ragazzino avrà danni permanenti, ma la condanna per la donna è stata lieve

+ Miei preferiti
“Semplicemente imperdonabile”, è stato questo, il commento del giudice poco prima di leggere la sentenza che condanna Tiffany Kosakowski, 36enne di Belmont, in Michigan, a un mese di carcere. Una condanna secondo tanti perfino troppo lieve, visto che suo figlio, un ragazzino di 9 anni, a causa sua sarà costretto a vivere per il resto dei suoi giorni con gravi danni cerebrali. Lo sconcertante episodio è accaduto lo scorso mese di febbraio, quando il piccolo ha iniziato a fare i capricci mentre si trovava sull’auto della mamma, perché quella mattina non voleva saperne di andare a scuola. Tiffany ha perso la pazienza, e mentre il piccolo tentava di scendere dall’auto è ripartita lasciando che lui restasse aggrappato alla portiera. La corsa è durata oltre 50 metri, quando il bimbo è rovinato a terra sbattendo con violenza, mentre la ruota posteriore gli passava sopra il capo e il torace.

Stando agli atti depositati in tribunale dopo l’incidente, la donna era cosciente che il figlio fosse in piedi davanti alla porta del passeggero: “L’imputata ha guidato consapevolmente il veicolo in quel modo e lo ha fatto per causare gravi lesioni fisiche al figlio”. La donna ha tentato di giustificarsi definendo il suo comportamento come “un momento di follia. Quello che mi importa adesso è di esserci per mio figlio e sostenerlo ogni giorno, come ho sempre fatto”.

Galleria fotografica
Investe il figlio che non vuole andare a scuola - immagine 1
Stati Uniti
La polveriera americana
La polveriera americana
Terza notte consecutiva di scontri, violenze e saccheggi in 25 città americane. Una folla minacciosa davanti alla casa Bianca, fra i tweet minacciosi di Trump e l’invito alla calma di tutti i governatori
Afroamericani uccisi: una lunga scia di ingiustizie
Afroamericani uccisi: una lunga scia di ingiustizie
La morte di George Floyd ha riacceso i riflettori sui modi violenti delle forze di polizia americane. Nella quasi totalità dei casi, nessuno è mai stato accusato e processato
Proteste: ucciso un agente in pensione
Proteste: ucciso un agente in pensione
David Dorn aveva 77 anni, e voleva aiutare un amico a difendere il banco dei pegni. La morte documentata sui social
Trump pretende pugno duro contro i manifestanti
Trump pretende pugno duro contro i manifestanti
Il presidente americano bacchetta pubblicamente sindaci e governatori, annunciando di essere pronto a invocare l’Insurrection Act, una legge che consente di sopprimere con la forza i disordini civili
La seconda autopsia conferma: George è morto per asfissia
La seconda autopsia conferma: George è morto per asfissia
Voluto dalla famiglia di Floyd, il secondo esame autoptico rafforza l’ipotesi dell’omicidio: il peso dell’agente, la posizione e le manette hanno compromesso il diaframma
La seconda guerra civile americana
La seconda guerra civile americana
Le autorità federali sempre più convinte che dietro agli scontri che stanno mettendo a ferro e fuoco l’America ci sia una regia comune, nata dalla collaborazione fra gruppi estremisti di destra e sinistra
Tutte le guerre di Trump
Tutte le guerre di Trump
Dal Rose Garden della Casa Bianca, il presidente attacca con forza l’OMS e la Cina, ma tralascia gli oltre 100mila morti da coronavirus e le violenze che infiammano l’America per la morte di un afroamericano
L’America scende in piazza
L’America scende in piazza
Non si placano le violenze per la morte di George Floyd, e dopo Minneapolis le proteste esplodono anche in altre grandi città. La minaccia Trump: riportate l’ordine, o mando la Guardia Nazionale
La squadra della morte di George Floyd
La squadra della morte di George Floyd
Tou Thao, l’agente di origini asiatiche che si vede nel video, aveva 6 diverse accuse di violenza sul suo fascicolo. Lo stesso per Derek Chauvin, il poliziotto che ha soffocato l’uomo con il suo ginocchio. Gli altri erano agenti in prova
Minneapolis vuole giustizia per George Floyd
Minneapolis vuole giustizia per George Floyd
La capitale del Minnesota epicentro della protesta per l’inutile e atroce morte dell’uomo di colore. L’agente che ha premuto il ginocchio sul collo già al centro di altri episodi violenti