Ivanka Trump: trova l’intruso

| Figlia amatissima, consigliere e, da questa settimana, diplomatica d'alto profilo. L’ascesa della first daughter sulla scena internazionale non è passata inosservata, scatenando diverse critiche

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Più della storica visita di Donald Trump, primo presidente americano della storia a posare i piedi in Corea del Nord, sui media americani tiene banco la presenza di Ivanka. La “first daughter” è una prezzemolina professionista, abilissima a infilarsi in mezzo a tutto, anche dove non è affatto richiesta. Ai detrattori della Casa Bianca non è sfuggita una scena: negli attimi che precedevano la storica camminata di Trump sul suolo nordcoreano, la delegazione statunitense si stava sistemando per una foto destinata ai libri di storia. Ma il segretario di Stato Mike Pompeo vagava alla disperata ricerca di uno spiraglio dove infilarsi. Trump e il presidente Moon Jae-in avevano preso il loro posto al centro: da un lato la moglie di Moon, Kim Jung-sook, dall’altro non un ministro e neanche un membro del gabinetto di Trump ma sua figlia, il consigliere capo Ivanka Trump.

Ma questa è solo una scenetta, per quanto imbarazzante, che sintetizza la presenza sempre più invasiva di Ivanka, la donna che gli analisti politici americani definiscono a tratti una figura imbarazzante, sospesa fra il ruolo di consigliere e quello di presenza femminile in lotta con Melania per il posto migliore davanti ai flash dei fotografi.

Ivanka, ricostruisce la CNN, ha giocato un ruolo insolitamente primario durante il viaggio di Trump in Asia, perfino esagerato per una persona inquadrata come “assistente senior” nello staff presidenziale, ma sempre più lanciata sulla scena mondiale nei panni di diplomatica.

L’ufficio stampa dell’ala est della White House ha immediatamente chiarito che Ivanka Trump non è la first lady, ma visto che Melania ha preferito saltare la visita a Osaka per il vertice del G20 – fra l’altro senza alcuna giustificazione ufficiale - al fianco del presidente è spuntata la solita Ivanka, che ne ha approfittato per affermare la propria presenza in un modo definito “unico e senza precedenti”.

Mai prima d’ora la figlia di un Presidente ha avuto l’influenza e la capacità di marketing per crearsi uno spazio così importante all’interno di un’amministrazione, apparendo pubblicamente in un modo che non aveva nulla da invidiare a ministri e funzionari di gabinetto.

Nel corso dei quattro giorni di viaggio al G20 di Osaka, Ivanka ha partecipato a diversi incontri bilaterali: era sul palco di un forum sull’empowerment economico femminile al fianco del primo ministro giapponese Shinzo Abe e la regina Maxima dei Paesi Bassi. Il governo francese ha diffuso un video che la mostra mentre tenta di imbastire una conversazione con il primo ministro canadese Justin Trudeau, il presidente francese Emmanuel Macron, la presidente della FISM Christine Lagarde e il primo ministro britannico Theresa May. Non contenta, Ivanka è apparsa in un video pubblicato dalla Casa Bianca in cui illustrava l’incontro tra suo padre Donald, il Presidente indiano Narendra Modi e Shinzo Abe: una responsabilità che tradizionalmente spetta ad un addetto alla sicurezza nazionale. Nel video, Ivanka parla direttamente alla telecamera di “una giornata molto produttiva, per non dire altro”.

La figlia prediletta ha anche viaggiato con la delegazione americana a Seoul, dove ha partecipato alla cena alla Casa Blu e ha discusso sulla presenza delle donne nell’economia globale con il ministro degli esteri sudcoreano Kang Kyung-wha, quindi ha visitato la “DMZ”, dove suo padre ha stretto la mano al dittatore nordcoreano Kim Jong Un.

Il consigliere della sicurezza nazionale di Trump era assente pare perché fosse in viaggio verso la Mongolia per “discutere di sicurezza regionale, infrastrutture e questioni economiche”. In tutto questo siparietto, a rimetterci è stato il corpulento Mike Pompeo, segretario di Stato rimasto sullo sfondo durante tutto il viaggio.

Ivanka aveva già infastidito l’opinione pubblica americana durante la sua partecipazione al G20 del 2017 di Amburgo, quando si era presentata in vece di suo padre durante uno degli incontri con i leader mondiali. E continua, si mormora a Washington, a consigliare “The Donald” su una miriade di questioni interne.

L’ex portavoce del Dipartimento di Stato di Obama, il segretario stampa del Pentagono e analista della CNN John Kirby ha osservato che il ruolo fuori misura di Ivanka solleva preoccupazioni: “Parla a nome del popolo degli Stati Uniti d’America senza averne alcun titolo. Trovo stupefacente che continui ad avere un posto a così tanti tavoli importanti e che sia coinvolta in così tante discussioni politiche internazionali. Di certo non aiuta l’immagine dell’America sulla scena mondiale come governo rappresentativo democratico, perché non è stata eletta da nessuno e non è stata formalmente nominata a nulla”.

Il ruolo incarnato questa settimana fomenta le speculazioni sul suo futuro politico: “Se avesse mai voluto candidarsi come presidente, penso che sarebbe stata molto, molto difficile da battere”, ha commentato un Trump gongolante qualche giorno fa.

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