Joe chiama Michelle: insieme per battere Trump

| Biden sogna l’ex first lady come vice presidente, certo che la sua presenza così amata e influente gli darebbe la certezza di rimandare a casa Trump. Ma lei non sembra per nulla interessata

+ Miei preferiti
È da quando gli Obama hanno lasciato la Casa Bianca, al termine del secondo mandato di Barack, che gli Stati Uniti sperano in una discesa in campo di Michelle, una delle First Lady più amate della storia. Ma lei, forse per aver assistito con i propri occhi a quanto complicato sia il ruolo di leader della più grande potenza mondiale, ha sempre risposto picche.

Ma ora, c’è una nuova speranza a farsi strada: che Michelle dica sì alle lusinghe di Joe Biden, candidato Dem alla sfida presidenziale e grande amico degli Obama. È stato proprio Joe a lasciare qualche spiraglio di speranza nel corso di un’intervista, rispondendo alla domanda sulla sua scelta per il ruolo di vicepresidente. “La prenderei al volo: è brillante, conosce il ruolo ed è una figura molto amata. In più, gli Obama sono dei grandissimi amici”.

Un’ammissione che in realtà affonda nella promessa di Biden di scegliere una donna come vice, che con l’ex first lady significherebbe addirittura giocarsi il jolly. Secondo la “Gallup”, celebre società americana di analisi, fra il 2018 e l’anno successivo Michelle Obama è stata una delle donne più ammirate del mondo, quindi – per deduzione - non c’è un’altra donna in America che Biden potrebbe scegliere come suo VP per mettere al caldo le possibilità di vittoria contro Trump.

La vera domanda però non è se Michelle sia disposta o meno ad aiutare Biden, quanto piuttosto se accetterebbe di tornare alla Casa Bianca. Finora, tutti i segnali suggeriscono che la risposta alla domanda sia un secco e ostinato “no”.

Nel suo libro, venduto in 10 milioni di copie in tutto il mondo, Michelle l’ha detto senza mezzi termini: “Non ho alcuna intenzione di candidarmi, né ora e né mai”. Una decisione a cui l’ex first lady ha dato una spiegazione: il suo periodo alla Casa Bianca le aveva reso impossibile vivere una vita normale: “Non si può passare la vita dietro il finestrino scuro di una macchina. La mia famiglia ha sacrificato tutto questo, e sia chiaro non è una lamentela, ma proprio perché ci sono passata, candidarmi vorrebbe dire risalire su quella macchina con i finestrini scuri”.

Chi è vicino agli Obama è altrettanto scettico sul fatto che una carica politica sarà mai nel futuro dell’ex first lady. “Penso che abbia la stessa possibilità di entrare nelle file dei ballerini del Bolshoi di Mosca - ha commentato ironicamente l’ex capo stratega di Obama, David Axelrod - non succederà mai. Ha dedicato parte della sua vita al paese, e ora userà la sua incredibile popolarità per fare del bene, ma non attraverso la politica”.

Ma come ricordano gli analisti, questa è la politica, baby: quando qualcuno dice di non essere interessato, c’è sempre qualche motivo per essere un po’ scettici. Dopo tutto, Barack Obama aveva negato categoricamente qualsiasi interesse a candidarsi alla presidenza nel 2008, e sappiamo come è andata a finire.

È vero, a differenza di Barack, che era già attivamente in politica, Michelle non ha mai voluto candidarsi a nulla, ma è comunque impossibile escludere del tutto la possibilità che la signora Obama accetti la carica di vice presidente, perché se Biden riuscisse a convincerla che insieme avrebbero maggiori probabilità di mettere fine alla presidenza di Trump, potrebbe far leva sul suo forte senso del patriottismo.

Stati Uniti
L’ultimo weekend di Trump,
mentre la giustizia incombe
L’ultimo weekend di Trump,<br>mentre la giustizia incombe
A quattro giorni dalla fine del suo mandato, Trump sa che dovrà affrontare la prima delle tante inchieste che lo vedono coinvolto: il procuratore di New York ha messo gli occhi su una proprietà di famiglia
Lo scandalo dei bagni per la scorta di Ivanka
Lo scandalo dei bagni per la scorta di Ivanka
Agli uomini dei servizi segreti che si occupano della sicurezza di Ivanka e suo marito Jahred, è vietato l’uso dei bagni. Da anni, gli uomini della scorta lottano per avere un posto, che finalmente gli è stato affittato dal governo
Impeachment, capitolo 2
Impeachment, capitolo 2
La Camera americana vota per “incitamento all’insurrezione”, trasformando Trump nel presidente dei record: nessuno prima di lui era mai stato sottoposto a due processi
Trump verso il secondo impeachment
Trump verso il secondo impeachment
L’Assemblea approva la risoluzione che chiede l’applicazione del 25esimo emendamento per rimuovere Trump. Ma Pence lo respinge e la Camera è pronta a votare per la messa in stato d’accusa, con numerosi repubblicani a favore
Giustiziata Lisa Montgomery
Giustiziata Lisa Montgomery
È la prima donna giustiziata negli Stati Uniti da 70 anni e l’11esima esecuzione dallo scorso luglio. Per i suoi legali è stata una violazione della Costituzione, perché la donna non era in grado di intendere e di volere
L’America si prepara alla guerra
L’America si prepara alla guerra
L’FBI teme ‘proteste armate’ in tutte le 50 capitali dello stato. Le forze dell’ordine blindano Washington temendo nuovi attacchi da parte dei sostenitori di Trump, che minacciano la guerra civile se fosse dimesso con il 25esimo emendamento
Trump potrebbe salvarsi, ancora una volta
Trump potrebbe salvarsi, ancora una volta
Il 25esimo emendamento sembra difficile che arrivi, al contrario dell’impeachment. Fra i contrario lo stesso Biden, che non vuole passare i primi giorni di presidenza a cercare una condanna per Trump invece di pensare ai problemi del Paese
La resa dei conti di Capitol Hill
La resa dei conti di Capitol Hill
Uno dopo l’altro, i protagonisti della protesta stanno finendo in manette: fra loro emergono numerosi agenti e militari fuori servizio. Contro Trump, sempre più isolato, si compatta il fronte di chi chiede il 25esimo emendamento
I segnali di guerra prima dell’assedio di Capitol Hill
I segnali di guerra prima dell’assedio di Capitol Hill
Gli esperti in sicurezza informatica da giorni notavano sui siti di estrema destra un crescendo di minacce e inviti alla violenza per bloccare i lavori del Campidoglio. E crescono le preoccupazioni per il giorno del giuramento di Biden
Capitol Hill: la compiacenza della polizia sotto accusa
Capitol Hill: la compiacenza della polizia sotto accusa
Gli agenti “arrendevoli” di fronte alla folla di bianchi che prendeva d’assalto il Campidoglio, messa a confronto con le proteste della scorsa estate per la morte di George Floyd