Joel Francisco, il caso che divide l’America

| Scarcerato per un cavillo legale reso possibile dalla riforma della giustizia, è tornato alla vita di prima, uccidendo un uomo di 44 anni

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Il caso di Joel Francisco è una pietra miliare della riforma della giustizia penale, approvata con il sostegno del presidente Trump e il raro sostegno bipartisan, grazie a cui gente come Francisco poteva usufruire di una seconda possibilità grazie ad una riduzione della pena per condanne di spaccio. Dietro le sbarre, l’ex pusher aveva fatto “sforzi significativi per la riabilitazione post condanna” e si era dissociato dalla sua banda, impegnandosi “ad una vita rispettosa della legge”.

A febbraio, con l’approvazione dei pubblici ministeri federali e di un giudice del tribunale distrettuale, Francisco è diventato uno dei primi prigionieri federali ad essere scarcerato per il “First Step Act”. Ma le promesse sono durate poco: il mese scorso è stato nuovamente arrestato, questa volta con l’accusa di aver pugnalato a morte il 46enne Troy Pine a Providence, in Rhode Island.

Secondo il Dipartimento della Giustizia più di 4.700 detenuti sono stati rilasciati in base alla legge, e si ritiene che Francisco sia il primo di loro ad essere accusato di omicidio. Il suo caso sta sollevando domande e facendo riemergere le preoccupazioni da chi aveva criticato la legge fin dall’inizio.

“Questo caso è sconvolgente, ma non è una sorpresa - ha commentato il senatore Tom Cotton, uno dei maggiori critici del disegno di legge in Campidoglio - lasciare i criminali violenti uscire di prigione porta a più crimini e più vittime”.

Per la polizia di Providence, Francisco era un vecchio cliente delle celle. Soprannominato “principe ereditario”, apparteneva alla banda dei Latin Kings e già a 19 anni era stato condannato per aggressione. Nel 2004 era diventato  il principale indiziato di traffico di droga. Fu arrestato quell’anno insieme a diversi altri spacciatori accusati di spaccio di cocaina e crack. È stato condannato al carcere a vita per recidiva grazie al cumulo delle due condanne precedenti.

Il suo rilascio aveva sollevato forti dubbi nell’opinione pubblica. “Spero che si sia riabilitato, ma dopo averlo conosciuto ho seri dubbi”, aveva commentato il comandante della polizia Thomas Verdi al “Providence Journal”: “Ha una forte propensione alla violenza”. Il rilascio rientrava in una disposizione del First Step Act che punta a compensare una disparità delle condanne federali che avevano visto gli spacciatori di crack condannati affrontare un periodo di prigione molto più lungo rispetto a chi spacciava crack. Il divario nelle condanne, che ha avuto un impatto enorme, è stato ridotto nel 2010. A partire dal mese scorso, 1.540 persone sono state rilasciate come risultato del provvedimento di “drug resentencing”.

Appena esce, Francisco si trasferisce in un piccolo appartamento collegato alla chiesa di cui suo padre è il pastore. In una breve intervista il mese scorso, Samuel Francisco ha assicurato che stava cercando di rimettere in carreggiata la vita di suo figlio.

Quando ha fatto domanda per il rilascio anticipato, Francisco aveva accumulato 360 ore di lezioni di arti culinarie e guadagnato certificati per i corsi medici sull’abuso di droga.

Ma nel luglio scorso, Joel Francisco è tornato in custodia, accusato di aver cercato di entrare in casa della sua ex fidanzata. Secondo un rapporto della polizia, la sua ex ha chiamato le autorità nelle prime ore del mattino dopo aver sentito qualcuno che tentava di aprire la finestra della sua camera da letto. Quando gli agenti sono arrivati, hanno trovato Francisco in piedi sul portico anteriore della casa. Un “oggetto sconosciuto” che ha gettato nei cespugli è stato indentificato come un coltello a serramanico nero.

I pubblici ministeri hanno individuato prove sufficienti all’incriminazione.

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