Kim Kardashian contro una condanna a morte

| La celebre socialite americana collabora da anni con studi legali per individuare errori giudiziari. Come molti altri, si è convinta dell’innocenza di Rodney Reed, che il prossimo 20 novembre sarà giustiziato

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Kim Kardashian, la regina delle influencer e socialite abituata ai red carpet, sta mostrando un lato inedito verso le battaglie sociali. La moglie del rapper Kanye West, madre di quattro figli, ha deciso di unirsi alle proteste che da anni tengono banco negli Stati Uniti contro l’ormai prossima esecuzione di Rodney Reed. Un uomo di colore, da 21 anni rinchiuso nel braccio della morte, condannato alla pena capitale per la morte di Stacey Stites, una 19enne trovata senza vita il 23 aprile 1996 a Bastrop, piccola cittadina del Texas. Un omicidio per cui Reed si è sempre dichiarato innocente, e su cui pesano alcuni dubbi e perplessità piuttosto evidenti, ignorate dal tribunale che l’ha condannato. La prova schiacciante è un campione di sperma di Reed prelevato dal corpo senza vita della ragazza, ma l’uomo ribatte che avevano una relazione segreta e poche ore prima della morte avevano consumato un rapporto. Per contro su Jimmy Fennell, fidanzato della ragazza su cui si erano inizialmente concentrati i sospetti e poi scagionato, pesano diversi sospetti: numerosi testimoni l’hanno visto litigare furiosamente per strada con la povera Stacey poche ore prima dell’omicidio, e fra le cause dell’improvviso scatto d’ira dell’uomo ci sarebbe proprio la scoperta che lei aveva appena avuto un rapporto sessuale con Reed.

Ma la sentenza non sente ragioni, e condanna a morte Rodney Reed, con esecuzione fissata per il prossimo 20 novembre.

La Kardashian si è decisa a scendere in campo per salvare la vita a quello che secondo lei è un uomo che non appare colpevole “oltre ogni ragionevole dubbio”, come impone la legge. A farle nascere dubbi e perplessità la visione di un film che racconta le memorie di Bryan Stevenson, avvocato e attivista che aveva vissuto sulla propria pelle l’ingiusta condanna di Walter McMillian, un altro innocente accusato di omicidio.

All’inizio di questo mese, gli avvocati di Reed hanno presentato un’istanza di rinvio dell’esecuzione al tribunale distrettuale della contea di Bastrop, poiché hanno bisogno di tempo per esaminare le dichiarazioni di due nuovi testimoni che di recente si sono fatti avanti. Il team legale del condannato a morte combatte per anni per arrivare ad un nuovo processo, e nel 2015 un tribunale ha sospeso una prima volta l’esecuzione per consentire nuove analisi forensi.

La Kardashian si sta trasformando in una forte sostenitrice della riforma della giustizia penale: lavora con avvocati e attivisti, e già lo scorso anno ha aiutato a commutare le sentenze di una dozzina di detenuti che, a suo avviso, erano stati condannati ingiustamente. Lo scorso aprile, Kim ha anche annunciato che sta studiando per diventare avvocato.

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