La Boeing colpevole degli incidenti del 737 Max

| Un rapporto dettagliato inchioda il colosso aeronautico, accusato di aver creato un “culmine di errori, leggerezze, difetti e cattiva gestione”. Sotto accusa anche l’ente aeronautico americano

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Dopo 18 mesi, si è chiusa l’indagine voluta dal Congresso americano sugli incidenti dei “737 Max” che in due gravissimi incidenti in Indonesia e in Etiopia, il volo Lion Air del 29 ottobre 2018 e l’Ethiopian Airline del 10 marzo 2019, causarono la morte di 346 persone.

I risultati dell’inchiesta, presieduta da Peter A. DeFazio, inchiodano la “Boeing” alle proprie responsabilità: “Queste tragedie non sarebbero mai dovute accadere: prenderemo provvedimenti perché non accadano mai più”.

Le 238 pagine, che rappresentano un’analisi dettagliata della “House Transportation Committee”, sono zeppe di documenti, perizie tecniche, interrogatori e colloqui che denunciano le gravi colpe del colosso aeronautico americano, ma anche quelle della “Federal Aviation Administration” che avrebbe dovuto vigilare.

I due disastri aerei, accaduti in meno di cinque mesi, sono “il culmine di una serie di ipotesi tecniche errate da parte degli ingegneri della Boeing, una mancanza di trasparenza da parte della direzione e una supervisione inefficiente della FAA”. La Boeing, si legge nel documento, ha volutamente accorciato i corsi di addestramento dei piloti nel tentativo di stringere i tempi e non lasciare troppo mercato all’Airbus A320. In mezzo al lungo elenco di incurie e leggerezze spicca il famigerato difetto al sistema di controllo automatico antistallo segnalato da diversi piloti con largo anticipo rispetto alle due tragedie, ma bollato come un difetto “già individuato in precedenza e non rischioso per la sicurezza”. Non era così: tanti avevano fatto presente che l’MCAS (Maneuvering Characteristic Augmentation System) potesse prendere il sopravvento sui comandi del pilota. I test hanno stabilito che ad un pilota esperto servivano una decina di secondi per neutralizzare il comando che erroneamente mandava in picchiata l’aereo, non segnalato dal sensore antistallo che su gran parte della flotta di 737 Max era fuori uso.

Nel rapporto anche l’ammissione dell’ingegnere capo del progetto 737 Max che aveva autorizzato una modifica al software senza essere a conoscenza di un avvertimento dei piloti collaudatori secondo cui gli effetti avrebbero potuto essere “catastrofici”. Ma è solo una delle immense mancanze di controllo da parte della FAA individuate dal rapporto.

Il 737 Max, messo a terra per mesi dalla Boeing e sottoposto ad una revisione completa del sistema MCAS, dovrebbe ricevere l’autorizzazione a riprendere i voli entro pochi mesi.

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