La discesa di Jared e Ivanka, che New York non vuole più

| La scena sociale a cui erano abituati prima della parentesi politica ha già iniziato a prendere le distanze dalla “coppia reale”, in realtà mai troppo digerita

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Le celebrazioni che hanno riempito le strade di New York all’annuncio della vittoria di Joe Biden sono un chiaro messaggio: i Trump non sono più i benvenuti in città.

Per il Presidente, che l’anno scorso ha cambiato la sua residenza principale in Florida, forse non è una grande perdita, ma per Ivanka e Jared Kushner, l’euforia che celebra la fine dell’amministrazione Trump possono dare un’idea di ciò che li aspetta una volta usciti dalla Casa Bianca.

Ora che la loro vita politica a Washington è finita, la domanda per l’ex coppia d’oro è cosa ha significato per Manhattan il loro tempo sotto i riflettori della politica. “Il Presidente è stato terribile e ha più volte tentato di dividere New York dicendo che è un incubo o che è una città ormai vuota - ricorda Jill Kargman, scrittrice, residente nell’Upper East Side e figlia dell’ex presidente di “Chanel”, che con la coppia aveva socializzato la coppia in passato - nessuno qui lo dimenticherà. E tornare qui sorridendo dopo tutto quello che è stato detto non basterà: New York accoglie tutti ma non perdona”.

Prima di diventare fra gli inquilini della Casa Bianca, Jared e Ivanka erano frequentatori assidui dell’alta società newyorkese: ospiti fissi del “Met Gala”, dei party di “Vanity Fair” e del “Tribeca Film Festival”, facevano il giro dei più esclusivi eventi di moda, in prima fila alle sfilate di “Carolina Herrera”, alla celebrazioni del “Lincoln Center for the Performing Arts” per Valentino e ai “Glamour Women of the Year Awards”.

Ma non sarà più così, e un’idea di ciò che probabilmente li aspetta il mese scorso è finito in bella mostra su Times Square, dove il “Lincoln Project” sé riservato uno spazio pubblicitario in cui accanto alle facce sorridenti di Ivanka e Jared c’era il numero di morti per Covid-19. Quando la coppia ha minacciato di fare causa, il gruppo ha raddoppiato, riservandosi uno spazio su una chiatta che davanti al tratto di mare del resort di Mar-a-Lago e su alcuni furgoni che giravano intorno alla Trump Tower.

New York non è l’unico posto che i Trump possono chiamare casa: mentre la coppia ha mantenuto il riserbo su dove intendono risiedere dopo la Casa Bianca, un funzionario della East Wing si è lasciato sfuggire che hanno intenzione di mantenere l’enorme appartamento nell’Upper East Side, ma starebbero valutando la possibilità di trascorrere più tempo nel New Jersey.

Secondo due ex collaboratori della coppia ritengono che potrebbero trasferirsi in Florida, i nella zona di Palm Beach, dove Donald Trump ha accumulato una serie di conoscenze utili socialmente e politicamente. Una base in Florida non solo fornirebbe a Trump una piattaforma per la sua futura carriera politica, ma terrebbe anche la coppia lontana da New York.

Mar-a-Lago non è comunque un’opzione: quella è la residenza preferita da Melania, e le due hanno un rapporto gelido. Washington potrebbe non avere più molto fascino: “La capitale risponde solo al potere: aspetta che si rendano conto che nessuno risponde più alle loro chiamate”, ha commentato acido un funzionario della Casa Bianca.

Meno problemi, Ivanka e Jared li avranno nel trovare un’occupazione alternativa alla carriera politica: entrambi 

possono decidere di tornare alle rispettive aziende di famiglia, dove ognuno di loro ha lavorato prima dell’ascesa politica.

Un funzionario della Casa Bianca ha riferito che Kushner “ha molte opportunità da esplorare: al momento è prematuro fare ipotesi”.

Jared è stato CEO della “Kushner Companies”, l’azienda immobiliare fondata dal padre Charles, in gran parte a conduzione familiare perché i Kushner la preferiscono così. Charles Kushner si aspetta probabilmente che suo figlio torni in azienda, e grazie ai rapporti che Jared ha stabilito negli ultimi anni con i leader dei paesi del Medio Oriente, inclusa l’Arabia Saudita, potrebbe garantire all’azienda di famiglia importanti iniziative commerciali.

Anche Ivanka ha lasciato il suo posto alla “Trump Organization” dopo il trasferimento a Washington, ma ha mantenuto una partecipazione passiva nell’azienda: riceve pagamenti fissi garantiti per alcuni dei suoi beni, oltre a un interesse finanziario nel “Trump International Hotel” di Washington, per il quale ha giocato un ruolo chiave nella chiusura dell'affare e che ospita la prima “Spa di Ivanka Trump”. E anche se ha cercato di mostrarsi come una figura solare e raffinata, distinta dai modi sfacciati del padre, è apprezzata in azienda per la sua capacità di incanalare i suoi capricci. Diversi mesi prima dell’apertura dell’hotel di Washington, nel 2016, ha fatto colpo sul personale confrontando tre tonalità d’oro all’apparenza identiche dipinte sulla filigrana ornata in cima a una delle porte ad arco della sala da ballo dell’hotel, dichiarando che solo una era la scelta più consona per una proprietà Trump.

Mentre lavorava alla Casa Bianca, Kushner ha ottenuto due prestiti dalla “Bank of America”, uno nel 2017 e l'altro nel 2019, ognuno dei quali varia tra i 5 e i 25 milioni di dollari, ed entrambi - stipulati da società a responsabilità limitata - sono in scadenza nel 2022. L’azienda di famiglia, che possiede immobili residenziali con centinaia di inquilini, dovrà probabilmente affrontare anche le sfide della crisi immobiliare in corso. Un prestito di 285 milioni di dollari, contratto nel 2016 per un complesso di vendita al dettaglio a Times Square, è stato congelato dopo che un inquilino ha presentato istanza di fallimento.

Da parte sua, Ivanka ha chiuso il suo omonimo marchio di moda nel 2018, e mentre la linea di abbigliamento aveva funzionato bene nell’anno delle elezioni, ha sofferto in seguito al boicottaggio anti-Trump.

E proprio a New York, la figlia prediletta di Donald è stata citata in giudizio dalla corte federale insieme al padre e ai due fratelli maggiori, per aver collaborato con un piano di marketing fraudolento per depredare investitori vulnerabili e in difficoltà finanziarie. Un talento, la “first daughter” l’ha dimostrato: dallo scorso agosto, ha organizzato 38 eventi in diversi stati e ospitato nove raccolte di fondi, raccogliendo più di 35 milioni di dollari per la campagna elettorale di suo padre. In tanti sanno però che negli ultimi mesi Ivanka starebbe valutando il suo potenziale futuro politico, anche in forza del basso profilo mantenuto fin dall’inizio.

Anche Kushner ha affrontato la sua parte di problemi legali, quando i procuratori federali di Brooklyn hanno passato al setaccio l’utilizzo da parte dell’azienda di un programma di investimento. Secondo la CNN, Kushner fa parte del team incaricato di individuare un percorso legale per ribaltare l’esito delle elezioni, ma in privato avrebbe tentato di convincere il suocero ad accettare la sconfitta.

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La discesa di Jared e Ivanka, che New York non vuole più - immagine 1
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