La Purdue Pharma si dichiara colpevole

| L’azienda ritenuta responsabile della crisi sanitaria degli oppiacei ammette di aver giocato sporco favorendo la diffusione degli antidolorifici. Niente galera per proprietari e dirigenti ma una sanzione colossale

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Dopo la bancarotta dello scorso anno, l’ultimo atto della storia del colosso farmaceutico americano “Purdue Pharma” si sta consumando nelle aule di un tribunale. Accusata e ritenuta responsabile della carneficina che si consuma ogni giorno da anni sulle strada d’America, con migliaia di persone uccise dagli oppioidi killer, l’azienda di Stamford, Connecticut, guidata da Craig Landau, si è dichiarata colpevole di tutte le accuse federali formulate a suo carico.

Non solo ha ammesso di aver ostacolato l’agenzia federale antidroga nel tentativo di contrastare la diffusione degli oppioidi, ma non ha fatto nulla per impedire che i suoi prodotti finissero nel mercato nero, ha fornito dati fuorvianti alle agenzie di controllo e convinto migliaia di medici a prescrivere antidolorifici come rimedio a diversi disturbi.

L’ammissione fa parte dell’accorso raggiunto con il Dipartimento di Giustizia che include una sanzione pari a 8 miliari e 225 milioni di dollari, mentre la famiglia Sacker, proprietaria del marchio, subirà confische per 2 miliardi di dollari dal proprio patrimonio. Denaro che sarà in parte utilizzato per produrre farmaci che possano ridurre la dipendenza dagli oppioidi. Come parte dell’accordo, nessuno dei dirigenti dell’azienda e dei membri della famiglia Sacker andrà in carcere.

Stati Uniti
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