La reporter che accusa Trump

| Courtney Friel, ex reporter di “Fox News”, rivela nella sua autobiografia che Trump ha insistito perché si trovassero nel suo ufficio per baciarsi

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Mentre Donald Trump gioca con i missili, rischiando di trascinare il mondo in una guerra dagli effetti catastrofici, in casa è costretto a fare i conti con una nuova accusa di molestie.

A lanciarla è Courtney Friel, giovane e bella giornalista televisiva, che si aggiunge alle due dozzine di donne che accusano il presidente di averci provato con avances sessuali indesiderate e imbarazzanti.

La Friel, ex giornalista di “Fox News”, ha appena pubblicato “Tonight At 10: Kicking Booze and Breaking News”un’autobiografia di cui il “New York Daily News” ha anticipato alcuni passaggi. Uno di questi riguarda proprio Donald Trump, che nel corso di una telefonata – mentre non era ancora in carica, si sottolinea – avrebbe proposto alla reporter di “raggiungerlo nel suo ufficio” per potersi baciare in santa pace. La telefonata, racconta la giornalista, arrivava dopo l’insistenza di Trump perché lei si presentasse al concorso di bellezza di “Miss USA”.

Courtney ricorda di essere rimasta senza parole alla proposta: “Donald – rispose lei - siamo entrambi sposati, non mi sembra il caso che tu dica queste cose. Poi ho chiuso la telefonata troncando le sue insistenze. La proposta mi ha reso difficile affrontare seriamente la successiva candidatura di Trump alla presidenza. Mi faceva infuriare il fatto che lui chiamasse bugiarde tutte le donne che condividevano le storie delle sue avance. Credo totalmente ad ognuna di loro, perché ci sono passata e so di cosa è capace”.

La Friel, che oggi lavora alla “KTLA” di Los Angeles, si unisce a una lunga serie di accusatrici che affermano di essere state molestate o aggredite sessualmente dal presidente in carica. Lo scorso novembre, Summer Zervos, ex concorrente del reality show televisivo “The Apprentice”, ha presentato in tribunale alcune prove a sostegno delle affermazioni secondo cui Trump l’avrebbe aggredita in una stanza d’albergo nel 2007. La Zevos ha sporto denuncia nel 2016, dopo che è diventato pubblico un documento audio registrato di nascosto e divulgato dal “Washington Post” in cui Trump si vantava di “poter afferrare le donne per i genitali, perché quando sei famoso nessuno ti dice di no”.

Le accuse di Courtney Friel e Summer Zevos non sono così note come quelle di Stormy Daniels e Karen McDougal, ma portano a 20 il numero totale di donne che si sono fatte avanti accusando Trump di cattiva condotta sessuale, secondo un conteggio fatto dal “Guardian”. Come da prassi, la Casa Bianca replica che le 20 donne mentono, mentre Trump ha bollato alcune di loro come “poco attraenti”: non ci avrebbe mai provato, ma solo perché non gli piacciono.

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