La seconda autopsia conferma: George è morto per asfissia

| Voluto dalla famiglia di Floyd, il secondo esame autoptico rafforza l’ipotesi dell’omicidio: il peso dell’agente, la posizione e le manette hanno compromesso il diaframma

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L’autopsia di parte ordinata dalla famiglia di George Floyd ha rilevato che secondo i primi risultati “la morte è sopravvenuta per asfissia dovuta a compressione del collo e della schiena che ha portato a una mancanza di flusso di sangue al cervello”.

Floyd era stato fermato da una pattuglia di agenti di polizia a Minneapolis, Minnesota, e uno di loro, Derek Chauvin, ha premuto con forza per diversi minuti il ginocchio sul collo di Floyd, malgrado le invocazioni di aiuto e la frase che da giorni risuona ovunque: “I can’t breathe”, non riesco a respirare.

I medici legali di parte hanno stabilito che il peso esercitato sulla schiena di Floyd, le manette e la posizione del corpo sono stati fattori che hanno contribuito alla morte per aver compromesso la capacità del diaframma di funzionare. Il rapporto conclude che Floyd, 46 anni, è morto sulla scena del crimine. “L’ambulanza era solo il carro funebre”, ha commentato Ben Crump, un avvocato della famiglia di Floyd, nella conferenza stampa in cui ha annunciato i risultati.

Poche ore dopo, l’ufficio del medico legale della contea di Hennepin ha rilasciato i primi risultati dell’autopsia in cui si dichiara che Floyd è morto “per arresto cardiopolmonare mentre veniva trattenuto da uno o più ufficiali delle forze dell'ordine”.

Il dottor Michael Baden e il direttore dei servizi di medicina legale della University of Michigan Medical School, e il dottor Allecia Wilson, si sono occupati dell’esame autoptico di parte. Baden, ex medico legale di New York nel 1978 e nel 1979, si era occupato di altre autopsie indipendenti su Eric Garner, ucciso nel 2014 da un agente di polizia a Staten Island, New York, e su Michael Brown, ucciso nello stesso anno dagli agenti a Ferguson, Missouri. Secondo Baden, George Floyd era un uomo in buona salute e il video diventato virale mostra molto chiaramente la compressione subita dal collo e della schiena. “Quando qualcuno ripete ‘non riesco a respirare’, molti poliziotti si convincono che se riesci a parlare significa che stai respirando. Ma questo non è affatto vero”. Allecia Wilson ha confermato che gli esami tossicologici sono ancora in corso e ha ricordato che, poiché si tratta di una seconda autopsia, i due medici non hanno avuto accesso ai campioni di tessuto di Floyd nel loro stato originale. “Riteniamo comunque che questi elementi non modificheranno o altereranno la causa del decesso, che abbiamo accertato sia avvenuto per asfissia meccanica”.

Il rapporto preliminare del medico legale, tuttavia, aveva accertato che Floyd soffrisse di “altre condizioni di salute significative, tra cui malattie cardiache arteriosclerotiche e ipertensive, un’intossicazione da fentanil e uso recente di metanfetamine”.

L’ormai ex agente di polizia di Minneapolis Derek Chauvin, identificato come colui che ha messo il ginocchio sul collo di Floyd, è stato arrestato e accusato di omicidio di terzo grado e omicidio colposo: rischia fino a 25 anni di carcere. Gli altri tre agenti coinvolti nella vicenda sono stati licenziati, ma contro di loro al momento non c’è alcuna accusa.

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